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Maurizio Donadoni: sogno una compagnia stabile della mia Bergamo

Maurizio Donadoni accarezza da tempo un sogno, che racconta ai rotariani riuniti alla vigilia del debutto con l'Otello al Teatro Donizetti, insieme a Massimo Dapporto. Il suo sogno è presto detto: una compagnia stabile della sua Bergamo

Maurizio Donadoni ha una pazza idea.

Pazza sì perché in tempi di crisi pensare al lancio di un qualcosa che sa di cultura e di arte non è certo da persone del tutto sane di mente.

Ma lui è un artista, un attore coi fiocchi che spazia tra teatro e cinema, e come tale ha licenza di provare a volare.

Così accarezza da tempo un sogno, che racconta ai soci del Rotary Bergamo Ovest riuniti per una conviviale alla vigilia del debutto con l’Otello al Teatro Donizetti, con lui e con Massimo Dapporto ospiti d’eccezione.

Il suo sogno è presto detto: una compagnia stabile della sua Bergamo.

La butta lì e sembra una battuta, poi però scopri che l’idea non è poi così pazza, soprattutto ha una propria struttura e un percorso logico.

Che potrebbe cominciare presto, questa estate stessa, se le cose dovessero andare per il verso giusto.

Come? "Ho in testa un’operazione tutto sommato non complicata e nemmeno costosa: un seminario attoriale, da proporre a luglio, per un mese, per costruire una rappresentazione".

Una rappresentazione teatrale che andrebbe replicata per tutto agosto. "Penso al Borghese gentiluomo di Molière, questo personaggio arricchito che decide di costruirsi le maniere dei signorotti nobili e che quindi si circonda di maestri delle arti (musica, ballo, scherma…) che un po’ lo sfruttano, un po’ lo deridono, tra le perplessità dei parenti".

Sarebbe bello, prosegue Maurizio Donadoni mentre spiega che il Donizetti è uno dei pochissimi teatri italiani che oggi pagano e che con la sua settimana di repliche ancora tiene botta a un momentaccio per la prosa. "Sarebbe bello che finalmente anche Bergamo potesse costruire una propria compagnia stabile: le premesse ci sono tutte, non capisco perché non si sia ancora realizzata questa possibilità".

Lui, Donadoni, attore istrionico, sanguigno ma insieme intellettuale e impegnato, ha ben in testa anche alcuni nomi con cui collaborare per proporre il primo passaggio, quello verso la costruzione del cast del "Borghese Gentiluomo". Non solo: ha in mente anche gli spazi cittadini, dove collocarlo, in Piazza Vecchia, ma poi già rilancia: "Basta poco per creare un palcoscenico naturale adatto a una scenografia. Immaginate lo spazio tra il tribunale e il Balzer: lì c’è già la scena, c’è anche il bosco, sarebbe l’ideale per il Sogno di una notte di mezza estate".

E il suo sogno per le notti di mezza estate sono lì da recepire, raccogliere e rilanciare.

Se Bergamo lo vuole.

Commenti

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  1. Scritto da anna morzenti

    Bergamo lo vuole! Soprattutto quella parte che è ancora un po’ digiuna di teatro e che potrebbe farsi incuriosire ed avvicinarcisi se proposto in contesti non troppo “formali” (Piazza Vecchia va benissimo :)