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Agli Spiazzi di Gromo la valanga è alta tra i 2 e i 6 metri

Concluso l'intervento di bonifica di un'area interessata da una valanga nel tardo pomeriggio di martedì 21 gennaio 2014, in zona Monte Timogno - Boario Spiazzi, nei pressi di Gromo. La segnalazione è giunta dal 118 intorno alle 17 di martedì e subito una squadra di tecnici, appartenenti alla VI Delegazione Orobica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), è giunta sul posto per una prima ricognizione e la valutazione complessiva delle operazioni da compiere.

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Concluso l’intervento di bonifica di un’area interessata da una valanga nel tardo pomeriggio di martedì 21 gennaio 2014, in zona Monte Timogno – Boario Spiazzi, nei pressi di Gromo. La segnalazione è giunta dal 118 intorno alle 17 di martedì e subito una squadra di tecnici, appartenenti alla VI Delegazione Orobica del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), è giunta sul posto per una prima ricognizione e la valutazione complessiva delle operazioni da compiere; altre squadre hanno poi raggiunto la località interessata dall’evento, per un totale di 15 tecnici, più due U.C.V. (Unità cinofile da ricerca in valanga).

Il distacco presentava un fronte di oltre 150 metri, per una lunghezza di circa un centinaio e uno spessore di accumulo variabile dai 6 ai 2 metri, costituito da neve e grossi blocchi di ghiaccio. La massa, molto pesante, ha travolto anche sassi e alberi. Dopo una prima fase di bonifica, che ha escluso la presenza di persone coinvolte, i tecnici sono comunque rimasti per alcune ore sul posto, per essere pronti a intervenire immediatamente in caso di eventuali segnalazioni di persone disperse, che però non ci sono state. Il bollettino nivometeorologico di ARPA Lombardia in questi giorni indica un forte rischio per il distacco di valanghe. Come sempre, la prevenzione e il buon senso sono le prime cose da tenere in considerazione e l’appello del Soccorso alpino è di prestare la massima attenzione, di non sopravvalutare le proprie capacità e di non sottovalutare i fattori ambientali, perché chi si avventura in zone non considerate sicure mette a repentaglio la propria incolumità e purtroppo, a volte, anche quella altrui.

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