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Sparatoria di Bolgare: a colpire il ladro in fuga fu un altro carabiniere

La perizia balistica dei Ris di Parma ha svelato un particolare della sparatoria avvenuta nella notte di sabato 23 novembre a Bolgare: a sparare al ladro in fuga fu un altro carabiniere.

A sparare ai ladri in fuga fu un altro carabiniere e non l’appuntato 32enne ferito dai malviventi. Un dettaglio? Forse. Ma da non trascurare e che forse risolve in parte il giallo di quella sparatoria a notte fonda, in una provincia provata dai furti. Un dettaglio che aggiunge qualcosa in più alla verità, ma che non stravolge la scena di quella notte del 23 novembre scorso: sono le 2.30 di notte quando su una Mercedes Classe C rubata tre malviventi che hanno appena scassinato il bar "In Piazza" di Villongo stanno fuggendo dai carabinieri. Nell’inseguimento viene allertata un’altra pattuglia dei carabinieri che ha già svolto attività di controllo per diverse ore dalla sera precedente, raggiunge la provinciale Paloscana a Bolgare. Alla rotonda i  tre militari dell’Arma bloccano la strada e aspettano. La Mercedes arriva a folle velocità, l’appuntato 32enne fa segno ai banditi di fermarsi. Sembra che tutto proceda per il verso giusto, l’auto dei malviventi prima frena, poi accelera e infine investe a folle velocità l’appuntato 32enne che riesce a gettarsi a terra ed evitare la morte.

I colleghi vedendo la scena sparano alcuni colpi per intimare l’alt. Uno solo colpisce l’autista che perde il controllo dell’auto. La Mercedes prima va a sbattere con la fiancata destra contro un palo con le indicazioni stradali sradicandolo e poi finisce la sua folle corsa a tutta velocità nei campi. Due dei tre malviventi riescono a fuggire nel buio dei campi. I carabinieri sparano in alto. Dieci colpi in tutto per far si che si arrendano. Nulla da fare, due banditi si polverizzano nel buio. Tutto avviene in pochi istanti. C’è da soccorrere il collega ferito a terra e acciuffare l’altro bandito alla guida della Mercedes. Al volante c’è Behexhed Bushi, 27 anni, di origini albanesi e residente a Grumello del Monte. Da alcuni mesi era senza lavoro. Un colpo di pistola al torace e il contraccolpo dell’auto finita nel fango non gli danno tregua: agonizza e muore in pochi minuti. A terra, sull’asfalto, sanguinante c’è l’appuntato: 32 anni, sposato e padre di un bimbo piccolo. In una prima versione sembrava che fosse stato l’appuntato che vedendosi investire aveva sparato un colpo attraverso il finestrino e aveva così colpito al torace il bandito 27enne. La perizia balistica dei Ris di Parma ricostruisce un’altra versione. A colpire Behexhed Bushi è stato un’altra pistola e di un altro carabiniere. Un militare che nella concitazione di quella notte, vedendo il collega in pericolo di vita ha sparato. Il particolare non cambia molto il quadro investigativo e l’accusa formulata dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi per tutti e tre i carabinieri è di omicidio colposo.

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