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Guarda il video Riina intercettato in carcere minaccia il pm Di Matteo

Intercettato durante l'ora d'aria, a colloquio con il capomafia della Sacra corona unita Alberto Lorusso, il boss mafioso legato a Cosa Nostra minaccia pesantemente il pm antimafia di Parlermo Di Matteo.

"E allora organizziamola questa cosa! Facciamola grossa e non ne parliamo più" (GUARDA IL VIDEO di Repubblica.it)  Con queste parole il boss mafioso legato a Cosa Nostra Totò Riina minaccia pesantemente il pm antimafia di Palermo Antonino Di Matteo parlando con il boss della Sacra Corona Unita Alberto Lo Russo durante l’ora d’aria nel carcere milanese di Opera.

Sono le 9.30 del 16 novembre 2013 e i due parlano di Di Matteo, che rappresenta l’accusa nel processo per la trattativa tra Stato e mafia che vede tra gli imputati proprio il boss corleonese. Mentre Riina dice "organizziamola questa cosa", tira fuori la mano dal cappotto e gesticolando mima il gesto di fare in fretta, come scrivono gli uomini nella Dia nella parte delle intercettazioni depositate questo pomeriggio dai pm nel processo per la trattativa. Riina afferma di non avere paura di Di Matteo: "Vedi, vedi – dice – si mette là davamti, mi guarda con gli occhi puntati ma a me non mi intimorisce…". Poi sul progetto di attentato: "Questo Di Matteo non se ne va, gli hanno rinforzato la scorta e allora, se fosse possibile, ad ucciderlo… Una esecuzione come eravamo a quel tempo a Palermo con i militari".

"Ti farei diventare il primo tonno, il tonno buono", continua Riina con Lorusso. "Questo pubblico ministero di questo processo che mi sta facendo uscire pazzo". Mentre parla con Lo Russo, Riina è incontenibile: "Se io restavo fuori, io continuavo a fare un macello, continuavo, al massimo livello. Ormai c’era l’ingranaggio, questo sistema e basta. Minchia, eravamo tutti, tutti mafiosi". Ma Riina, aggiornato in tempo (quasi reale) da Lorusso, apprende della richiesta di testimonianza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al processo sulla trattativa. Lorusso lo informa che le tv rilanciano le dichiarazioni del vice presidente del Csm (Vietti) e di altri politici che ritengono che il capo dello Stato non debba testimoniare. Riina approva: "fanno bene, fanno bene… ci danno una mazzata… ci vuole una mazzata nelle corna… a questo pubblico ministero di Palermo". Al che Lorusso dice: "sono tutti con Napolitano dice che non ci deve andare. Lui è il presidente della Repubblica e non ci deve andare". Riina afferma: "Io penso che qualcosa si è rotto…". E poi i primi (cronologicamente) riferimenti riconducibili al pm Nino Di Matteo: "Di più per questo, per questo signore che era a Caltanissetta, questo che non sa che cosa deve fare prima. E’ un disgraziato… minchia è intrigante, minchia, questo vorrebbe mettere a tutti, a tutti, vorrebbe mettere mani… ci mette la parola in bocca a tutti, ma non prende niente, non prende…".

Infine, il capomafia si dice deluso da quello che è ritenuto l’attuale capo di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro: "A me dispiace dirlo, questo signor Messina Denaro, questo che fa il latitante, questo si sente di comandare, ma non si interessa di noi. Questo fa i pali della luce – aggiunge riferendosi al business dell’energia eolica in cui Messina Denaro è coinvolto – ci farebbe più figura se se la mettesse in c… la luce". Da registrare che, nei mesi scorsi, in altre intercettazioni erano emerse minacce di Riina a Di Matteo. Le conversazioni sono depositate agli atti del processo sulla trattativa, in cui il pm rappresenta l’accusa.

Commenti

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  1. Scritto da Manuela

    Sono d’accordo con Sandro. E’ una vergogna per l’Italia, gli onesti cittadini e la giustizia. Da quel gran criminale di Riina ci si aspettava che usasse il cellulare per fare gli auguri di compleanno ai suoi amici e parenti? Gli auguro che qualcuno lo faccia saltare in aria!

  2. Scritto da daniela

    Chissà che il nostro Presidente Napolitano leggendo queste parole non si decida ad andare, a testimoniare. Farebbe un buon serizio al Paese. Secondo me. Se poi ci dicesse il contenuto del suo colloquio telefonico distrutto, Lo apprezzerei molto.

  3. Scritto da Sandro

    Non capisco come un criminale del genere possa ancora essere lasciato a contatto con gli altri… Credevo fosse sepolto vivo in un sarcofago di cemento armato e blindato, invece no, può addirittura minacciare e trasmettere all’esterno le sue farneticazioni criminali. Siamo proprio un paese di gioppini…