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Al via la raccolta firme per istituire il registro delle unioni civili

L’iniziativa è promossa dall’associazione politica VIA – Visione Azione, Il primo gazebo sarà domenica 26 gennaio in via XX settembre.

L’Associazione politica VIA – Visione Azione – lancia la raccolta firme perché anche a Bergamo venga istituito il registro che regolamenti le unioni di fatto. L’iniziativa si terrà domenica 26 gennaio dalle 9 alle 17 in via XX Settembre n. 6/7. Attualmente le città italiane che hanno già regolamentato le unioni civili sono 151.

La prima è stata Empoli nel 1993 e l’ultima Canepina, in provincia di Viterbo nel dicembre 2013. A Milano, da settembre 2012, quando è stato istituzionalizzato il registro delle unioni civili, sono più di 650 le coppie “ufficializzate”, di cui 158 dello stesso genere. L’età media è di 30-50 anni.

L’associazione politica VIA – Visione Azione –, fondata a Bergamo nell’ottobre 2012, ha come obiettivo principale quello di portare Bergamo dal 33.esimo al quinto posto fra le città italiane con la migliore qualità della vita. Il presidente di VIA, Giulio Ardenghi, afferma: “Credo che non si possa più ignorare un dato di fatto che riguarda tante coppie anche nella nostra città che vivono senza un riconoscimento giuridico. Il registro delle coppie di fatto è uno strumento giuridico in sintonia con una città moderna, intelligente, accogliente ed europea”.

In Italia le coppie conviventi sono più di 500 mila e i bambini che nascono fuori dal matrimonio sono il 21,7% del totale. Per rispondere a un bisogno di tutela della coppia e dei figli, VIA farà partire una raccolta firme pubblica con un primo gazebo in via XX Settembre n. 6/7. L’iniziativa sarà ripetuta altre due volte in diverse parti della città. Il registro delle unioni civili chiarisce i diritti e i doveri di chi si iscrive e dà valenza giuridica a un’unione che oggi viene definita concubinaggio. Il registro è aperto sia alle coppie di genere diverso che del medesimo genere. Ardenghi sottolinea: “Un altro segno di civiltà e modernità europea permettere a tutte le coppie di sancire la loro unione, quando non vogliono o non possono ricorrere al matrimonio civile o religioso. VIA ama le nuove famiglie”.

Oltre a un programma fitto di iniziative sui temi “caldi” dell’occupazione, della mobilità, dell’inquinamento, della sicurezza, della cultura e dei servizi selettivi ai più disagiati, VIA è sensibile anche ai temi dei diritti civili e dell’inclusione delle diversità. Quest’ultimi non sono mai una priorità politica in Italia, ma per VIA sono uno degli strumenti per trasformare Bergamo in una vera smart city.

È possibile avere ulteriori informazioni inviando un’email all’indirizzo di posta elettronica info@via.bg.it

Commenti

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  1. Scritto da Mauro Invernizzi

    mai una volta che io abbia letto da qualche parte per quale ragione due non vogliono sposarsi, mentre vorrebbero comunque il registro che certifichi la loro unione

  2. Scritto da Mikel

    Cosa vuol dire: non possono sposarsi? Non vogliamo sposarci? Allora perché non vuoi il dovere di impegnarti ma vuoi tutti i diritti? Immaturità, superficialità’ :una moda radical-chic. Comprati una cane allora….

    1. Scritto da Alex

      Chi le dice che chi non vuole sposarsi non si assume il dovere di “impegnarsi”?? lei è in grado di giudicare il mio “impegno” con la mia compagna e mio figlio solo perchè non vogliamo sposarci? non le sembra un po superficiale giudicare gli altri per luoghi comuni?? Cosa comporterebbe alla sua libertà personale se ci fosse un registro delle unioni civili? Saluti.

  3. Scritto da angelo f.

    Credono veramente che due persone normali e conviventi rinuncino alla propria “libertà” per registrarsi? A che scopo quando i principali diritti propri e dei figli sono salvaguardati? Penso che la registrazione serva sopratutto agli omosessuali o alla vedove/i che per non perdere la pensione di reversibilità, convivono. Ultimo ragionamento: è giusto dare a tutti uguali diritti anche se qualcuno se ne infischia dei doveri?

  4. Scritto da michele

    dato che esistono già questi registri in 151 città, diteci un po’ quante sono le coppie iscritte.
    perchè se a Milano (1 milione 300 mila abitanti circa), si sono iscritte 650 copie (1300 persone), mi state dicendo che tutta ‘sta menata viene fatta per un millesimo della popolazione? forse ci sono problemi più gravi, che riguardano più persone, da affrontare prima! salvo, come al solito, dare priorità ai tempi di moda radical-gay!

    1. Scritto da Alex

      Io convivo da 10 anni, abbiamo un bambino di 2 anni e non vogliamo sposarci. Le richiedo, che danno avrebbe lei se io e la mia compagna vorremmo scegliere come tipo di unione una diversa tra le 2 proposte dall’ordinamento italiano che tra l’altro esiste già praticamente in tutta Europa?

  5. Scritto da Alex

    Io voglio fare due semplici domande: il registro delle unioni civili, quali libertà toglie a chi invece decide di sposarsi in chiesa o in comune? Se come penso io la risposta è NESSUNA, qual’è la cosa che disturba tanto chi è contro, visto che a per loro non cambierà nulla?

  6. Scritto da mario

    La tutela della coppia esiste giac per legge: che senso ha questa raccolta firme? Vanno in comune o in Chiesa (se ci credono) e si sposano. Ogni giorno tante notizie inutili su temi radical-chic lontani anni luce dalla gente….

    1. Scritto da valter agliati

      Contrariamente a quel che tu pensi, secondo me è un problema vero, molto sentito e che coinvolge un sacco di persone. Persone che si amano e che non si possono sposare. Perché non devono avere diritti?