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Licenziamenti individuali più 28% con la “Fornero” Cisl: “Riforma sbagliata”

Sono più di 2000 le controversie nel 2013 a seguito dei licenziamenti individuali. Cisl Bergamo: "La riforma Fornero è stata sbagliata, spesso alla perdita del lavoro si somma la scomparsa di provvidenze e tutele”

La grave crisi che da oltre 5 anni coinvolge in modo drammatico anche il nostro territorio, la si può leggere attraverso tante prospettive: l’aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali in termini di ore di cassa integrazione (+ 12,7% nel 2013), l’incremento del ricorso alla mobilità, con un numero di lavoratori coinvolti passato dai 2.409 del 2012 ai 3.586 del 2013, ai quali vanno aggiunti gli oltre 5.000 ex dipendenti delle piccole aziende, e l’aumento del numero dei disoccupati ormai al 7% in provincia di Bergamo, con oltre il 24% dei giovani con meno di 30 anni. A questi si aggiunge un altro dato negativo che riguarda il numero delle controversie individuali.

Queste, anche a seguito della legge 92 del 2012, una delle “famigerate” Fornero, hanno segnato un incremento del 28% nel 2013 sull’anno precedente. Lo studio predisposto dagli uffici della CISL evidenzia come le controversie presso la Direzione territoriale del lavoro, infatti, siano passate da 1.525 presentate nel 2012 di cui 1.287 con il risultato di conciliazione ( cioè un accordo fra le parti) alle 2.075 presentate nel corso del 2013 di cui 1.783 conciliate.

“Questo dato – sottolinea Giacomo Meloni, segretario territoriale della Cisl di Bergamo – è l’ulteriore riprova di come la grave situazione di crisi colpisca le aziende, costrette a ridurre il numero dei dipendenti, ma ancor più i lavoratori che perdono il posto di lavoro, e subiscono tutte le ripercussioni che ne conseguono sia sul piano economico che della dignità della persona. Ancor più il dato dimostra i limiti, più volte esplicitati dal sindacato, della riforma Fornero, che tramite il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo alimenta ancor più la piaga della perdita del lavoro”.

Spesso l’azienda in difficoltà ( prevalentemente piccola con meno di 15 dipendenti) dovendo ricorrere alla riduzione di personale, propone come soluzione al proprio dipendente licenziato un verbale conciliativo presso la Direzione territoriale del lavoro, dove il lavoratore può farsi assistere dal sindacato.

“Quello che il sindacato riscontra con frequenza – continua Meloni – è che il lavoratore spesso affronta la situazione senza una adeguata consapevolezza dei propri diritti e della opportunità che può offrire l’assistenza sindacale, con il risultato che alla perdita del lavoro si sommi la perdita di ulteriori provvidenze sia economiche che di tutela. L’invito che la Cisl rivolge ai lavoratori coinvolti in pratiche di licenziamento individuale è quindi quello di rivolgersi preventivamente al sindacato e alla categoria di appartenenza”.

Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    Tutto il Governo Monti dovrebbe essere processato per alto tradimento.