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“Su Porta Sud la Giunta ha cambiato posizione: un po’ tardi però”

Alberto Barzanò, ex consigliere di amministrazione di Porta Sud, sottolinea il dietrofront dell'assessore all'Urbanistica Andrea Pezzotta sulla realizzazione della "collina artificiale" per riqualificare la zona della stazione. Ma se l'avesse sostenuto prima "non si sarebbe certamente arrivati allo scioglimento di Porta Sud".

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Alberto Barzanò, ex consigliere di amministrazione di Porta Sud, plaude il dietrofront dell’assessore all’Urbanistica Andrea Pezzotta sulla realizzazione della "collina artificiale" per riqualificare la zona della stazione. Il Comune di Bergamo, fino a poco tempo fa, era favorevole all’ardita soluzione.

 

Ho letto che l’assessore all’urbanistica Andrea Pezzotta ha molto giustamente dichiarato che “pensare oggi che possa essere realizzato il cosiddetto ’suolo artificiale’ (la collina artificiale lunga più di un chilometro e del costo di svariate dozzine di milioni di euro) è utopia allo stato puro. Così come sarebbe assurdo immaginare di costruire centinaia di nuovi appartamenti previsti dal progetto, che andrebbero ad aggiungersi alla quantità di abitazioni invendute che appesantiscono il nostro mercato immobiliare”. Fa piacere sapere che il Comune di Bergamo ha finalmente cambiato posizione su Porta Sud.

Peccato che negli ultimi due anni la posizione dichiarata “utopia allo stato puro” dall’Assessore Pezzotta sia stata quella ufficialmente sostenuta dal Comune di Bergamo attraverso il Sindaco Tentorio nell’assemblea dei soci di Porta Sud e coerentemente doverosamente difesa a spada tratta in Consiglio di Amministrazione dall’ex Presidente di Porta Sud, avv. Buzzanca, pur contro il parere unanime di tutti gli altri soci e di tutti gli altri consiglieri di amministrazione (incluso l’arch. Marco Baggi, designato dal Comune di Bergamo al pari dell’avv. Buzzanca).

Se solo il Comune di Bergamo avesse fatto propria questa medesima posizione quando era stata unanimemente sostenuta dal Consiglio di Amministrazione di Porta Sud spa due anni fa (quando già la situazione era da tempo quella correttamente prospettata oggi dall’avv. Pezzotta) con l’eccezione del Presidente Buzzanca e l’avesse sostenuta con convinzione, non si sarebbe certamente arrivati allo scioglimento di Porta Sud (trasformata nel frattempo in srl), costretta per troppi mesi all’inattività forzata (e dunque destinata a sicuro fallimento, se il Consiglio di Amministrazione non avesse alla fine costretto i soci a scioglierla in extremis) proprio dalla recisa e ostinata opposizione del Comune (e del solo Comune) a considerare soluzioni diverse da quella che oggi viene così autorevolmente definita come l’”utopia allo stato puro”.

Alberto Barzanò,

ex consigliere di amministrazione di Porta Sud spa e di Porta Sud srl

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Commenti

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  1. Scritto da angilberto

    Incapacità, troppi legami politici, mancanza di coraggio, provincialismo, portano i nostri politici, ma anche molti dei suoi cittadini, a costringere una città a rimanere perennemente ferma, con un solo futuro di cronica marginalità.

  2. Scritto da usiamo il cervello

    Quando la smetteremo di buttare soldi in progettazione di opere faraoniche che si sa benissimo che rimarranno sulla carta, e che servono solo a ingrassare progettisti, consiglieri di amministrazione ecc. (porta sud è emblematico, ma potremmo citare la torre d’assalto, i tanti progetti cestinati dei sottopassi o sovrappassi di ferrovia, Valtesse, Boccaleone, Redona etc.)
    Con questi soldi quante opere piccole ma reali avremmo fatto? Quante manutenzioni? Quante tasse in meno?

  3. Scritto da luigi nappo

    Che quel progetto fosse a fattibilità zero lo si era capito già sei anni fa. Quindi ha sbagliato chi ha ipotizzato di costruire un milione e mezzo di metri cubi nella zona e successivamente ha sbagliato chi non ha cancellato quella scelta. A questo si dovrebbero aggiungere le perdite registrate nei bilanci che hanno costretto il Comune e gli altri soci ad intervenire per coprirle. Il tutto nel disinteresse delle forze politiche.

  4. Scritto da Giamby

    In tutto questo dichiarare e contro-dichiarare tra addetti addentro alla Grande Kosa Immobiliare Paramunicipale, non si capisce proprio nulla! Qual è il problema? quale la finalizzazione d’area in PGT? quant’è il costo? chi mette i soldi? quali i benefici? quali i rientri economici? Qui invece si parla solo di nominati, giubilati, sgambettati, delusi!

  5. Scritto da giovanna

    Be i buoni amministratori mica si trovano sotto i cavoli (e pare neanche dentro il centrodestra orobico).

  6. Scritto da Nostalgia canaglia

    Nostalgia del gettone. Più spa pubbliche significa più posti a carico del contribuente. Chiuderle tutte.