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Ultras dell’Atalanta Si apre il processo sul calcio violento fotogallery

Si apre venerdì 17 gennaio a Bergamo il processo sul calcio violento che vede rinviati a giudizio 151 tifosi: una cinquantina catanesi ed il resto atalantini. Sul banco degli imputati anche il segretario provinciale della Lega Nord, Daniele Belotti.

Sul banco degli imputati sale il tifo violento: venerdì 17 gennaio al Tribunale di Bergamo si apre il processo sugli episodi di violenza prima e dopo le partite e l’attacco degli Ultras dell’Atalanta alla Berghem Fest di Alzano. Il pubblico ministero di Bergamo, Carmen Pugliese, ha chiesto il rinvio a giudizio per 151 tifosi. SI tratta di una cinquantina di catanesi e un centinaio di atalantini. Si annuncia come un processo che farà discutere, basti pensare allo scontro avvenuto lunedì scorso in consiglio comunale a Bergamo.

In oltre cinquemila pagine si condensa l’indagine della polizia, coordinata dal pm Carmen Pugliese, che passa in rassegna tutti gli episodi di violenza, dentro e fuori gli stadi, che si sono consumati dal 2006 alla fine del 2012. La battaglia e gli scontri però rimarranno fuori dal Tribunale di via Borfuro. Almeno nelle intenzioni della difesa, la parola d’ordine è “Profilo basso, qui non siamo in curva ma in un tribunale”.

Tra i 151 indagati figurano anche due politici: Daniele Belotti, ex assessore regionale, oggi consigliere comunale a Palazzo Frizzoni e segretario provinciale della Lega Nord. Secondo il pm Pugliese, Belotti sarebbe l’ideologo degli ultrà e per lui ha formulato l’accusa è di concorso esterno.

L’altro politico è Alberto Maffi, sindaco del Carroccio a Gandosso accusato di aver fatto da vedetta per il Bocia, all’anagrafe Claudio Galimberti e leader della Curva Nord, riferendogli i movimenti della polizia. Oltre al Bocia spiccano altri cinque tifosi a quali si contesta l’associazione a delinquere finalizzata ai disordini con tifoserie avversarie e ai tafferugli con le forze dell’ordine. Oltre al Bocia, la stessa accusa è rivolta a Giuliano Cotenni per tutti “il Conte”, 46 anni di Villongo; Davide Francesco Pasini, chiamato “Pazo”, 28 anni di Crema; Andrea Piconese, detto “Pico”, 27 anni di Osio Sotto; Andrea Quadri, il “Rasta”, 25 anni di Stezzano e, infine, Luca Valota, conosciuto come “Leu”, 34 anni di Grassobbio.

Per decine di altri tifosi imputati le accuse sono diverse legate ai diversi episodi violenti che hanno caratterizzato i sei anni compresi dall’indagine. Per l’udienza di venerdì 17 gennaio non si attendono grandi sorprese: pare che i tifosi abbiamo ceduto il passo agli avvocati e l’appuntamento pare districarsi tra richieste di riti. Per molti imputati, in particolare per i catanesi ai quali sono contestati reati minori, si potrebbe profilare la richiesta di riti abbreviati per beneficiare dello sconto di un terzo della pena e chiudere in fretta questa i conti con la giustizia. Ma tutto sarà più chiaro solamente venerdì 17 gennaio all’apertura del processo.

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