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Valtellina, passi avanti: firmato accordo “a difesa dell’occupazione”

Giovedì 16 gennaio Fim e Uilm hanno firmato, insieme alla Rsu dell'azienda, un “accordo in difesa dell'occupazione” con la direzione della Valtellina Spa di Gorle: assente invece la Fiom. La parola ora passa ai lavoratori che nei prossimi giorni si esprimeranno sull'accordo.

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Un accordo “in difesa”, ma necessario per tutelare il più possibile i mille lavoratori della Valtellina SpA. È quello che giovedì pomeriggio FIM CISL e UILM UIL, insieme alle RSU della azienda, hanno stretto con la direzione. La FIOM non si è presentata, nonostante dal livello Nazionale fossero giunte assicurazioni circa la presenza della delegazione bergamasca.

“Rispetto alle proposte iniziali, sono stati fatti notevoli passi avanti, con un accordo che guarda al futuro e alla garanzia dei posti di lavoro”, commentano Emanuele Fantini, della FIM CISL, Damiano Bettoni, della UILM UIL e Claudio Cortesi, della RSU.

La vicenda riguarda l’accordo di armonizzazione dei contratti tra edili e metalmeccanici, le due “branchie” di lavoratori che compongono la forza lavoro della Valtellina, prima divisi da due CCNL, da due anno riuniti nel solo “metalmeccanico”, con naturali oltre che evidenti differenze tra lavoratori. La prima proposta dell’azienda è stata rifiutata in blocco da lavoratori e Organizzazioni Sindacali e, da agosto scorso, le delegazioni si sono spesso incontrate per cercare di limare le differenze tra le visioni contrapposte delle due rappresentanze.

Giovedì dunque FIM e UILM Bergamo e la direzione Valtellina presso la sede ASSISTAL di Milano hanno raggiunto l’ipotesi di accordo che supera l’intesa del 2011, che aveva normato il passaggio dei lavoratori edili al contratto metalmeccanici. Valtellina occupa 1.000 dipendenti, di cui 400 ex edili e 600 metalmeccanici.

Nel corso della trattativa, l’azienda aveva proposto una riduzione del salario non solo ai lavoratori ex edili, ma anche ai meccanici. L’azienda ha infatti più volte dichiarato che a fronte della crisi il contenimento dei costi era una strada obbligata, anche per non perdere commesse importanti di lavoro, a meno che non si volesse provvedere a una riduzione del personale.

“Nell’ipotesi di accordo di giovedì, siamo riusciti innanzitutto a evitare che il taglio venisse applicato anche ai lavoratori meccanici, mentre siamo riusciti a contenere la riduzione proposta dall’azienda in cambio di garanzie occupazionali per il futuro, e attraverso lo spostamento di una parte della riduzione del costo che l’azienda voleva applicare, siamo riusciti a introdurre l’incremento di forme di welfare aziendale che determineranno l’erogazione a tutti i dipendenti ex edili di un maggior contribuito nella parte aziendale del fondo cometa e altre forme di welfare. Siamo riusciti a sottoscrivere l’ipotesi relativa al premio di risultato scaduto da oltre 6 mesi, avviando una sperimentazione sul premio nuovo prima della fine del 2014 e prendendoci un impegno per verificare la sua funzionalità e la necessità di correttivi economici. Abbiamo ripristinato il premio agli impiegati, e, come chiesto dai lavoratori, la nuova ipotesi di accordo, se approvata, non sarà soggetta a nuovi peggioramenti futuri da parte dell’azienda”.

Nei prossimi giorni l’assemblea dei lavoratori si esprimerà sull’accordo.

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