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Picchia la convivente che chiama il 112: scovato il killer di Cortenuova fotogallery

Era ricercato dal gennaio dello scorso anno, quando durante una rapina con 5 complici a Cortenuova aveva ucciso il titolare della pizzeria Coconut. Nabil Moussalim, marocchino di 38 anni, è stato arrestato nel milanese grazie alla denuncia della donna che aveva aggredito

Era ricercato dal gennaio dello scorso anno, quando a Cortenuova aveva ucciso il titolare di un locale. E’ stato arrestato nel milanese Nabil Moussalim, marocchino di 38 anni, uno dei responsabili dell’omicidio di Ahmed Ammerti, il titolare del Coconut Pub di Cortenuova, ucciso durante una rapina.

I carabinieri se lo sono trovati di fronte durante un intervento per violenza domestica avvenuto l’altro giorno a Rozzano in via delle Palme 10. Alla centrale operativa del 112 era giunta una richiesta di aiuto da parte di una giovane donna, 32enne Karim K. che in lacrime aveva denunciato di essere vittima di aggressione da parte del convivente. Poco dopo sul posto è arrivata una gazzella dei carabinieri: i militari  fatta irruzione in casa hanno trovato Nabil Moussalim che minacciava di morte la donna.

Dopo i primi accertamenti è emerso che il compagno violento della donna era ricercato su ordinanza del Tribunale di Bergamo per l’omicidio di Cortenuova. Quella sera insieme ad altri cinque complici aveva fatto irruzione con le armi nel bar-pizzeria per una rapina, poi degenerata per la reazione della vittima. Il gestore aveva iniziato a colpire a badilate uno dei tre, che gli aveva poi sparato tre colpi al torace, uccidendolo. E’ stato inoltre accertato che i criminali, spalleggiati talvolta da altri malviventi, e spesso spacciandosi per poliziotti o per carabinieri, erano specializzati nel rapinare soldi e droga a spacciatori marocchini che, logicamente, non denunciavano i reati subiti.

Tre componenti della banda erano già stati arrestati lo scorso ottobre, grazie alle intercettazioni telefoniche che avevano scoperto uno scambio di sms tra uno di loro e la sua compagna proprio la sera dell’omicidio di Cortenuova. L’uomo, anch’esso residente nel milanese, aveva confessato tutto e aiutato gli inquirenti a ricostruire le attività del clan. 

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