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La Guardia di Finanza insegna legalità economica nelle scuole bergamasche

Suona la campanella per la 2ª Edizione del progetto “Educazione alla legalità economica”. Giovedì 16 gennaio alle 9 al Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo si terrà il primo incontro del progetto “Educazione alla legalità economica” proposto alle scuole bergamasche dalla Guardia di Finanza e dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo.

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Al via la 2ª Edizione del progetto “Educazione alla legalità economica” Il 16 gennaio 2014 alle 9 avrà luogo, nella palestra del Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo, Via Torquato Tasso, il primo incontro del progetto “Educazione alla legalità economica” proposto alle scuole bergamasche dalla Guardia di Finanza – Comando Provinciale di Bergamo e dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo sulla base del protocollo d’intesa nazionale fra Guardia di Finanza e Ministero dell’Istruzione.

Il progetto, nell’ambito di un programma pluriennale di attività riferite all’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, prevede l’organizzazione, a livello nazionale, di incontri presso le scuole orientati a:

– creare e diffondere il concetto di “sicurezza economica e finanziaria”;

– affermare il messaggio della “convenienza” della legalità economico-finanziaria;

– stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza del delicato ruolo rivestito dalla Guardia di Finanza, quale organo di polizia vicino a tutti i cittadini, di cui tutela il bene fondamentale delle libertà economiche.

L’iniziativa è abbinata al concorso “Insieme per la legalità”, ideato per sensibilizzare i giovani sul significato civile ed educativo della legalità economica, favorendo la loro espressione libera, creativa e spontanea, attraverso la rappresentazione grafico pittorica e la produzione video- fotografica.

All’incontro di presentazione interverranno il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, Patrizia Graziani, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo, Colonnello Vincenzo Tomei. Piena soddisfazione del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, Patrizia Graziani: “E’ molto importante sensibilizzare e far maturare nelle giovani generazioni il valore della legalità anche in campo economico-finanziario, abituandosi a stili di vita positivi, come persone e cittadini, per un percorso di cittadinanza attiva e responsabile. L’interesse suscitato nelle scuole bergamasche da questo progetto, a prosecuzione di una pluriennale collaborazione tra l’Ufficio Scolastico e la Guardia di Finanza, conferma quanto sia fondamentale una stretta sinergia tra scuola, famiglia e istituzioni, per aiutare i giovani ad assumere comportamenti più rispondenti alle esigenze della convivenza civile in una società sempre più complessa”.

Per il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Vincenzo Tomei, “La Guardia di Finanza tiene molto a questo progetto finalizzato a sensibilizzare i nostri giovani su quello che deve essere un principio fondamentale di civile convivenza. Vogliamo far capire, soprattutto ai più giovani, che solo rispettando le basilari regole di legalità anche in campo economico finanziario possiamo assicurarci un futuro migliore. Desideriamo che i nostri ragazzi prendano esempio dai cittadini onesti e dagli imprenditori rispettosi delle elementari regole di libera e leale concorrenza”.

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Commenti

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  1. Scritto da daniela

    Ottimissima iniziativa. Complimenti

  2. Scritto da grace

    Purtroppo le mele marce ci sono ovunque. Dobbiamo essere propositivi, lamentarsi solo non ci giova.
    Certo è che una tassazione al 68% non educa alla legalità anzi…
    Trovo però il progetto molto importante per i nostri ragazzi che sono il nostro futuro.
    Complimenti quindi alla Guardia di Finanza, dovrebbero prendere esempio altre istituzioni per insegnare l’educazione alla legalità non solo per gli aspetti economici.

    1. Scritto da Damiano

      Come già detto, i ragazzi (grazie alle famiglie e alle maestre) sanno benissimo dove sta il bene e dove sta il male. E’ agli adulti (spesso dipendenti o dirigenti pubblici, politici, amministratori, etc…) che la GDF dovrebbe fare un po’ di ripetizioni, un po’ di moral suasion… Spendere soldi pubblici per dei computers nuovi a scuola e non utilizzarli, è un pessimo esempio per i giovani: non insegna a dare il giostro valore e il giusto peso al denaro “degli altri” (che poi è di tutti).

  3. Scritto da hot

    Beh, se magari insegnassero un po’ di legalità anche al proprio interno, l’elenco dei GDF indagati, processati e condannati non sarebbe così lungo. Non ve lo ricordate più il Comandante Generale che si faceva portare le spigole da Napoli in Trentino coll’aereo di servizio?

  4. Scritto da via

    La guardi afi finanza dovrebbe insegnare legalità economica nelle regioni del sud,non nella nostra.

    1. Scritto da daniela

      Dice? Credo invece che la GdF dovrebbe insegnare a qualcuno che non ci si compra le mutande con i soldi pubblici. Un esempio a caso….

      1. Scritto da Damiano

        Esatto, ma questi non sono gli studenti… Guarda caso nel 99% dei casi si tratta di “colleghi” dipendenti statali della GDF…. Regionali o parlamentari o di uffici pubblici vari che dir si voglia; apriamo un giornale ed abbiamo l’imbarazzo della scelta! Facciano moral suasion a quelli, che ogni giorno ce ne insegnano una peggio dell’altra…

    2. Scritto da 081

      Verissimo…risentiamoci però dopo l’Expo 2015, ok? Non prima…

    3. Scritto da Damiano

      Avevo scritto un commento più o meno simile, ma si vede che non è arrivato in Redazione. Avevo scritto che la GDF non dovrebbe impiegare energie nelle scuole, ma in Parlamento o in Regione o in Provincia o nei comuni… Meglio ancora al sud… Teoricamente, nelle scuole, ci pensano gl’insegnanti, a dire ciò è bene e ciò che è male, ai ragazzi, no? Oppure abbiamo degli insegnanti che abbisognano continuamene di consulenti esterni, come nel peggiore degli stipendifici pubblici?

      1. Scritto da 081

        A proposito di scuole: ho di recente partecipato ad un “open-day” di una scuola media della provincia. Tutto bellissimo, anche l’aula informatica, peccato solo che è stata aperta per l’occasione dopo 5 anni e che da giorno dopo era di nuovo inattiva. SVEGLIATEVI!!!

        1. Scritto da Damiano

          Con me sfonda una porta aperta. Anche nella scuola primaria di mio figlio (Cornale di Pradalunga) hanno i computers cambiati l’anno scorso, e, in classe V, l’informatica non è nemmeno contemplata nell’orario scolastico settimanale. Hanno la LIM in classe, la maestra ha fatto apposito corso per l’utilizzo, e la usano per guardare ogni tanto dei filmati. E’ questo l’utilizzo corretto della LIM? Boh… siamo troppo indietro, noi…

          1. Scritto da M.M.

            Eeeehhh… ragazzi! mica si può pretendere…. anche presso l’ISISS ValleSeriana, Liceo scientifico… hanno pubblicizzato alla grande il fatto di essere tecnologici, consegnando già l’anno scorso un bel tablet a tutti i ragazzi… peccato però che lo usano esclusamente per giocare…. purtroppo bisogna capire che molto spesso (non sempre) il sistema italiano è “garantista” del posto di lavoro (in questo caso degli insegnanti poco informatici) più che dell’effettivo uso della tecnologia…

          2. Scritto da Damiano

            Ma il posto di lavoro non glielo nega e non glielo leva nessuno: soltanto, invece di consulenti della gdf, chiamate consulenti informatici a fare corsi per usare al meglio i computers nuovi… La ovvia legalità che può insegnare la GDF, più o meno la possono insegnare anche i docenti, no? Non rubare e non frodare lo predicava qualcuno anche 2000 anni fa, no? Non ci sono poi molte varianti di verità e molte varianti di onestà: è quella e basta!