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Istituto Natta, incontro sulla sicurezza sul lavoro e nelle scuole

Al centro dell’iniziativa, che si terrà mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, la storia di Emanuele Patanè, morto a 29 anni nel 2003 per un tumore ai polmoni contratto a causa della scadente sicurezza dell'istituto della Facoltà di farmacia dell'Università di Catania nella quale il ragazzo era dottorando.

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Sicurezza e salute nel luoghi di lavoro e nelle scuole. Saranno questi i temi, di stretta attualità, al centro dell’iniziativa in programma mercoledì 15 gennaio alle 20.30 nell’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo.

Organizzata dall’Istituto Superiore “Giulio Natta”, Lab80 Film, Fondazione Zaninoni e Proteo Fare Sapere, l’iniziativa nasce dalla storia di Emanuele Patanè, morto a 29 anni nel 2003 per un tumore ai polmoni contratto a causa della scadente sicurezza dell’istituto della Facoltà di farmacia dell’Università di Catania nella quale il ragazzo era dottorando. Il suo testamento è il filo conduttore del libro “Morti e silenzi all’Università” di Alessandra Ziniti e Francesca Viviano, una lucida e drammatica denuncia ai laboratori nei quali la salvaguardia della sicurezza era in secondo piano mettendo a rischia la vita di molti ragazzi che studiavano a contatto con pericolose sostanze chimiche.

Durante l’evento verrà proiettato il film “Con il fiato sospeso”, che vede protagonista Emanuele Patanè. Nell’opera, diretta da Costanza Quatriglio, la voce narrante di Patanè, prestata da Michele Riondino, ripercorre i mesi da studente, la fiducia nei docenti nonostante le esalazioni nei laboratori ne compromettessero giorno dopo giorno la salute. Alba Rohrwacher è, per 35 minuti, il volto di una ricercatrice come tante, con l’entusiasmo di una carriera davanti, le amicizie di una nuova città, le serate ancora da vivere e cantare a pieni polmoni. Il film è il documentario, per interposta persona, in cui la vita degli uomini e delle donne coinvolte, in molti casi spezzata dalle malattie contratte in laboratorio, è messa in scena da attori. Con il fiato sospeso ha ottenuto il premio “Gillo Pontecorvo Arcobaleno Latino” per il miglior film di lingua latina presente alla 70.esima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia 2013.

Alla serata prenderanno parte gli autori Francesco Viviano e Alessandra Ziniti, giornalisti di Repubblica. Più precisamente, Alessandra Ziniti, inviato speciale di «Repubblica», ha seguito tutte le grandi inchieste di mafia e di cronaca in Sicilia. Insieme a Francesco Viviano ha vinto il premio “Cronista dell’anno 2008 e 2009”, mentre Francesco Viviano è inviato di «Repubblica» e ha seguito tutti i maxiprocessi di mafia, analizzando l’evoluzione di Cosa Nostra dalle stragi a oggi. Inviato in Iraq e in Afghanistan, è stato insignito di numerosi riconoscimenti ed eletto “Cronista dell’anno” nel 2004, 2007 e nel 2008. Per Aliberti ha pubblicato Michele Greco, il memoriale (2008) e Mauro de Mauro. Una verità scomoda (2009). Il costo del biglietto intero è di 5 euro, ridotto a 3 euro per gli studenti.

Il tema delle morti bianche verrà affrontato anche giovedì 16 gennaio alle 10 all’Istituto Superiore “Giulio Natta”, per un momento di confronto e di riflessione dedicato in modo particolare agli studenti.

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