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Dopo la morte del fratello Luca Damonte a Bergamo “Gioco per Francesco”

Luca Damonte, 21enne genovese di Arenzano, è tra i convocati della nazionale italiana di pallanuoto che martedì 14 gennaio affronterà la Slovacchia alle piscine Italcementi di Bergamo: tre anni fa, in un terribile incidente stradale, morì il fratello Francesco, allora giocatore della Bergamo Pallanuoto.

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Non sarà tanto la vittoria. O una rete da dedicare. Francesco sarà un pensiero fisso: prima, durante e dopo la partita”: Luca Damonte ha 21 anni, di professione fa il pallanuotista per la Rari Nantes Savona, e martedì 14 gennaio alle piscine Italcementi risponderà alla seconda convocazione ufficiale della carriera nella nazionale italiana di pallanuoto.

Una convocazione che, di per sé, già rappresenterebbe una ragione più che sufficiente per dare più del cento per cento in vasca. Ma Luca ha un motivo ancora più speciale per venire a Bergamo con un bagaglio di motivazioni doppio rispetto ai compagni: la notte del 5 marzo 2011 in un tragico incidente stradale sull’A4, all’altezza di Ospitaletto, morirono il fratello Francesco, allora 21enne e giocatore della Bergamo Pallanuoto in prestito da Savona, e Nicolò Morena.

Per Luca la stagione sta andando alla grande: 23 gol nel campionato di A1 e tante prestazioni sopra la media hanno convinto il ct Sandro Campagna che lo ha convocato per la sfida di World League contro la Slovacchia a Bergamo.

“Da un po’ di tempo sono nel giro – racconta Luca – e io, ogni volta che c’è un impegno della Nazionale, ci credo sempre di poter essere nella lista dei convocati. Quando ho visto il calendario della World League la prima cosa che ho notato è stata che avrebbe fatto tappa a Bergamo e ho subito pensato che sarebbe stato bellissimo esserci”.

Pur essendo da più di un anno nel giro del “Settebello” per Luca è solamente il secondo impegno ufficiale con la Nazionale maggiore: il primo il 31 ottobre 2012 contro la Russia, si era giocato a Savona, la città dove è esploso in tutto il suo talento.

Poi ha dovuto attendere 14 mesi per rimettere la calottina della Nazionale e il fato ha voluto che fosse Bergamo la piscina in cui avrebbe ottenuto il suo secondo gettone tra i grandi, quella in cui ha giocato per l’ultima volta Francesco: “Per me si tratta di una soddisfazione doppia – commenta il giovane arenzanese – E’ chiaro che mio fratello è stato il primo pensiero al momento della convocazione: non sono mai stato a Bergamo e non ho nessun legame in particolare con la città ma la associo inevitabilmente a lui”.

Città che, il giorno dell’incidente, si strinse forte attorno alla Bergamo Pallanuoto e al suo presidente Dario Pagani, distrutto dalla perdita di due dei suoi ragazzi: “Il terzo motivo per fare bene martedì – spiega Luca – è per ripagare la grande vicinanza che tutta la città ci ha fatto sentire in quel momento difficile, per ripagare dell’affetto tutta la società Bergamo Pallanuoto, a partire da presidente, allenatore e giocatori”.

"Ma – conclude il 21enne – non aspetterò la vittoria o una rete realizzata per fare una dedica a Francesco: lui sarà un pensiero fisso, prima, durante e dopo la partita".

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