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Bolgare, rissa tra indiani ‘Non mi vogliono testimone al processo Cantamessa’

Colpo di scena al processo per direttissima dopo la rissa tra indiani di sabato sera a Bolgare. Uno dei sei coinvolti ha affermato che la causa della rissa sia il divieto a testimoniare al processo per l'omicidio di Eleonora Cantamessa, la ginecologa di Trescore, uccisa a Chiuduno.

"Non vogliono che faccia il testimone al processo per l’omicidio di Eleonora Cantamessa". E’ l’affermazione di uno dei sei indiani protagonisti della violenta lite di sabato sera a Bolgare, prima finiti in ospedale e poi in carcere.

Nel processo per direttissima, che si è svolto nella mattinata di lunedì 13 gennaio, uno dei sei indiani ha confessato che il motivo della rissa in via papa Giovanni a Bolgare è stata scatenata dalla sua volontà di testimoniare al processo per l’omicidio di Eleonora Cantamessa, la ginecologa di Trescore Balneario, uccisa nel corso di un’altra rissa tra indiani a Chiuduno. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto per tutti e sei gli indiani l’obbligo di firma quotidiano e il divieto di uscita dall’abitazione dalle 21 alle 7.

I sei indiani sono i fratelli S.S. 29 anni e S.S. di 39 anni residenti a Bolgare, M. G. 33 anni di Bolgare; M. K., 34 anni e S.P. di 26 anni di Telgate, S.B.S. di 25 anni di Ghisalba. Il processo è stato rinviato a mercoledì 15 gennaio.

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