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Simone respira da solo, patron Nozza è sicuro: “E’ un leone, ce la farà”

Il play-guardia dell'Azzanese Basket, che cinque anni fa era stato fermato per un'aritmia cardiaca, il 29 dicembre scorso era stato premiato come miglior allenatore al Memorial Martini. Il presidente: "Con lui alla guida dell'Under 13 abbiamo avuto un boom di iscrizioni. I ragazzi lo amano".

Le condizioni di Simone Lorenzi, dopo l’arresto cardiaco subito venerdì sera durante il match tra l’Azzanese Basket e il Pescate, stanno lasciando in apprensione l’intero mondo sportivo bergamasco, ancora scosso dalla tragica morte di Piermario Morosini avvenuta nell’aprile del 2012 sul campo di Pescara.

Il 24enne da sabato respira da solo ma la prognosi, a quanto pare, verrà sciolta solo lunedì mattina. Cinque anni fa il play-guardia classe 1989 era stato fermato per un’aritmia cardiaca. Lo stop durò un’intera stagione e solo degli accurati esami effettuati da specialisti della materia gli erano valsi il via libera per il ritorno in campo.

L’intera squadra di Azzano San Paolo in queste ore si sta alternando tra le corsie dell’ospedale di Seriate per stare vicino a quello sfortunato compagno di squadra e ai suoi familiari che venerdì sera hanno assistito dagli spalti alla terribile scena: "I genitori di Simone ci seguono sempre, anche nelle trasferte più lunghe – ha spiegato a BgNews il presidente dell’Azzanese Basket, Luca Nozza -, e venerdì hanno visto tutto. Allo stesso modo hanno visto tutto anche i tanti bambini che Simone allena da due anni e che ad ogni nostra partita casalinga riempiono gli spalti. Sono stati attimi di terrore per tutti: posso assicurarvi che in quegli istanti ho perso dieci anni di vita. Ora preghiamo, anche chi non crede: Simone è un leone, ce la farà, ce la deve fare. Non voglio pensare che qualcosa possa andare storto".

Venerdì sera, dunque, la tragedia in quel di Azzano è stata solo sfiorata. A salvare la vita a Simone Lorenzi è stata la tempestiva entrata in scena dei medici delle due squadre che, aiutati da un altro dottore presente in tribuna, hanno prestato i primi fondamentali soccorsi al ragazzo: "Fino alla passata stagione militavamo in Promozione – ha raccontato ancora Nozza -, categoria dove i dottori non devono stare obbligatoriamente in panchina. Non oso immaginare come sarebbe finita se tutto questo fosse successo un anno fa".

Intanto tutta Azzano San Paolo e tutta Stezzano (paese di residenza della famiglia Lorenzi) si sono strette attorno al play-guardia, che ancora lotta tra la vita e la morte in un letto di ospedale. Con loro anche i tantissimi ragazzi che Simone allena da un anno e mezzo: "Nella scorsa stagione la formazione dell’Under 13 aveva solo 4 iscritti – ha spiegato il presidente del club -, oggi ce ne sono 19: tutto merito di Simone, i ragazzi amano lavorare con lui. E non è stato un caso il premio di miglior allenatore che il nostro giocatore ha vinto lo scorso 29 dicembre al Memorial Martini".

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