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Bergamo Arte Fiera: un paradiso terrestre in cui fioriscono emozioni fotogallery

Bergamo Arte Fiera ha aperto i battenti sorprendendo i visitatori. Una formula che incoraggia il contatto del pubblico più vario con gli operatori del settore, anche per gli ampi spazi che offre, che si prestano alla fruizione distesa, su tempi lunghi da parte di tutti, anche dei bambini.

di Stefania Burnelli 

Al primo impatto si presenta come un’edizione chiaroscurale la decima tappa della kermesse internazionale dell’arte contemporanea, almeno per chi venerdì sera ha presenziato all’inaugurazione della quattro giorni di Bergamo Arte Fiera.

Complice l’afflusso del pubblico alla spicciolata, senza i numeri delle migliori occasioni, complice anche lo stile informale dell’apertura, niente discorsi delle autorità o dei curatori, la rassegna bergamasca ha aperto il sipario sul mercato dell’arte moderna e contemporanea 2014 senza nascondere le criticità di un settore che l’onda lunga della crisi non aiuta a rilanciare. Dai 120 espositori di un paio d’anni fa si è scesi quest’anno a un’ottantina, niente gemellaggi internazionali come quello realizzato nel 2012 con la Turchia (quello con Shangai è poi rimasto nel cassetto), fine corsa per il concorso "sold out" con il quale l’anno scorso s’era messa in palio un’opera di giovani artisti per il visitatore più fortunato.

Ma tra i galleristi resiste la passione, tra gli artisti la voglia di mettersi in gioco. E la formula della fiera, che può certo essere perfezionata, incoraggia il contatto del pubblico più vario con gli operatori del settore, anche per gli ampi spazi che offre, che si prestano alla fruizione distesa, su tempi lunghi da parte di tutti, anche dei bambini che infatti all’opening non sono mancati.

Per fortuna il valore dell’arte non è strettamente economico ma è emozionale, e di opere per cui emozionarsi in Fiera ce n’è più di una.

La scenografia d’apertura – un’ellisse composta da 22 pannelli di tre metri per uno realizzati da Margherita Leoni (di origine bergamasca ma residente in Brasile) – immerge lo spettatore tra le tinte e le sonorità rutilanti della foresta amazzonica, un "Paradiso terrestre" che un gioco di specchi rende "natura viva e presente". Varcato l’ingresso sono allestite alcune celebri fotografie che Gabriele Basilico scattò a Bergamo nel 1998: si tratta di otto delle sedici immagini dalla collezione permanente Gamec, che per chi non le conosce meritano senz’altro la visita per la suggestione di luoghi, spazi ed edifici urbani colti da un vero maestro del bianco/nero.

Doveroso poi, e collocato in buona evidenza su plinti bianchi, l’omaggio a Pipi Carrara, con opere dal 1953 al 2000: lo scultore, scomparso nel 2008, continua ad affascinare il pubblico per la sua personalissima lettura delle forme, in perenne bilico tra organico, inorganico e meccanico, e a buon diritto BAF gli restituisce centralità come, negli scorsi anni, ad altri illustri artisti del nostro territorio, Campana, Pievani, Ghilardi, Rino Carrara.

Un altro dei cammei bergamaschi è rappresentato dall"Arcipelago mobile" di Mariella Bettineschi, un viaggio, breve ma non riduttivo, nell’arte eclettica eppur coerente dell’artista, un’antologica che ne esalta i principali punti di forza e ne riassume le stagioni creative. Nel panorama nazionale e internazionale che si squaderna nel padiglione si trova di tutto: pop art, optical, graffiti, arte concettuale, minimale, povera, land art, installation art, transavanguardia… e naturalmente tutta una commistione di stili, modi e linguaggi degli ultimi anni che rendono ardua sia la definizione che la sintesi.

Di gran lunga prevalgono le opere da parete, non molte le sculture, poche le installazioni, quasi niente video, mentre qua e là occhieggiano quadri già incontrati in precedenti edizioni. In un assetto espositivo assai vario, che va dalle gallerie monotematiche agli operatori che presentano decine di nomi, si possono trovare stand come quello della Galleria D’Arte Cinquantasei di Bologna che mette in fila alcuni tra i maggiori e consacrati del Novecento da De Pisis a Campigli, da Savinio a Manzù, da Balla a Morandi, e stand centrati sul contemporaneo d’ultima generazione come quello di The Blank, che coglie l’occasione per presentare Artdate2014, per far conoscere il progetto The BlankRedicency e divulgare Artpassport, un "passaporto dell’arte" su cui collezionare i timbri di artisti contemporanei.

Del tutto sui generis lo stand di Sergio Mandelli, intraprendente gallerista che dopo avere chiuso il suo spazio a Seregno si è trasferito sul web dove ha aperto una videorubrica: il suo box espositivo non ospita opere ma è tappezzato dalle repliche del curioso logo "Praline – prelibatezze dal mondo dell’arte", che sponsorizza la sua attività promozionale al servizio degli artisti. Tra le gallerie bergamasche si segnalano Elleni, Fioretti, Galleria D’Arte Bergamo, Studio Galgario, Triangoloarte, Gli Angeli, Ferrari di Treviglio, Ducale di Grassobbio. E non manca la consueta sezione dedicata all’editoria d’arte.

Ce n’è per tutti i gusti insomma, in una mostra-mercato che si rivolge a un pubblico preparato a caccia di qualche investimento ma anche ai curiosi in cerca di opere che incontrino il gusto e magari, senza troppa fatica, anche il portafoglio.

Bergamo Arte Fiera resta aperta fino al 13 gennaio nei seguenti orari: sabato e domenica dalle 10 alle 20, lunedì dalle 10 alle 13. Biglietto d’ingresso: 10 euro.

Commenti

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  1. Scritto da giobatta

    l’ho vista! vale la pena, cioè mi sembrano ben spesi i 10 euri (8 se siete vecchi) dell’ingresso. moltissime opere, per tutti i gusti.