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Chiude a quota 303 il 2013 dei fallimenti Anno nero per l’economia

Il 2013 ormai alle spalle si chiude con 303 fallimenti a Bergamo. Un record negativo per l'economia per la provincia orobica come registra la Camera di Commercio di Bergamo. Se dal 9 al 29 dicembre sono solamente due le istanze di fallimento depositate all'ente di largo Belotti, sono 260 le iscrizioni di nuove società.

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Un anno horribilis per l’economia bergamasca. In dodici mesi sono 303 le imprese che hanno depositato istanza di fallimento a Bergamo. Nella settimana dal 9 al 29 dicembre sono solamente due, a fronte però di 220 cancellazioni. Nello stesso periodo di dicembre sono invece 260 le imprese che si sono iscritte al Registro imprese dell’ente camerale. 

I FALLIMENTI 

Le imprese che hanno depositato istanza di fallimento alla Camera di Commercio di Bergamo nel periodo dal 9 al 29 dicembre sono: Colorificio e autoaccessori Stadio Srl di Bergamo e R.V.R. di Rivoltella Gianpietro e C. Sas di Seriate. 

LE CANCELLAZIONI

Le imprese che dal 9 al 29 dicembre 2013 hanno chiesto la cancellazione dal Registro Imprese sono 220. 

LE ISCRIZIONI

A fronte di 220 cancellazioni sono 260 le nuove imprese nate a Bergamo nei venti giorni considerati: dal 9 al 29 dicembre 2013. Se il saldo resta positivo, tra imprese che aprono e altre che chiudono, non si deve dimenticare che dietro il dato delle aziende che si arrendono alla crisi ci sono dipendenti che non hanno più lavoro. A questo dato si deve aggiungere il know how che ogni impresa ha maturato e porta con sé.  

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Commenti

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  1. Scritto da baz

    si penso sia giusto quello che dici, ma occhio che una srl può anche non avere dipendenti a magari una ditta individuale muove qualcosa… È ovvio che le nuove ditte individuali o giù di lì che nascono sono più che altro di gente che cerca una soluzione personale, ma probabilmente preferirebbe fare il dipendente e probabilmente ragionerà da piccolo autonomo.

  2. Scritto da M.M.

    giusta l’ultima osservazione, aldilà dei numeri cmq positivi, circa la perdita, da parte delle imprese che chiudono, di quell’esperienza che invece manca a chi apre…
    Non ho però mai ben capito come vengono interpretati i dati, perchè se è vero che, ad es., chiude 1 srl/snc/sas che magari ha qualche decina di dipendenti, mentre aprono 3 nuove P.IVA di artigiani edili, risulta che vi sono 2 imprese in +, ma probabilmente decine di persone disoccupate, quindi il dato è attendibile o no?