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Caserma Montelungo e palazzo Lupi, il ministero può stoppare la vendita

Il ministero dei Beni culturali può stoppare la vendita della caserma Montelungo e palazzo Lupi. Lo prevede un emendamento presentato da Loredana De Petris, senatrice di Sel. "L'accelerazione delle procedure di alienazione del patrimonio di proprieta' dello Stato puo' compromettere definitivamente le possibilita' di tutela di beni di rilevante interesse culturale".

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Il ministero dei Beni culturali può stoppare la vendita della caserma Montelungo e palazzo Lupi. Lo prevede un emendamento presentato da Loredana De Petris, senatrice di Sel.  "L’accelerazione delle procedure di alienazione del patrimonio di proprieta’ dello Stato puo’ compromettere definitivamente le possibilita’ di tutela di beni di rilevante interesse culturale e ambientale che rappresentano la vera ricchezza del nostro Paese – commenta la senatrice -. Ora sara’ possibile intervenire preventivamente per mantenere la proprieta’ pubblica ed avviare adeguate procedure di salvaguardia, anche con l’istituzione di aree naturali protette. L’aspetto piu’ innovativo del testo approvato – prosegue la senatrice – riguarda la facolta’ attribuita al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dei Beni Culturali di disporre, di concerto con il Ministro dell’Economia, la sospensione di eventuali procedure di vendita di beni pubblici, gia’ avviate dall’Agenzia del Demanio, qualora si ravvisino, anche su segnalazione delle Regioni, dei Comuni o delle associazioni portatrici di interessi diffusi, i caratteri di notevole rilevanza ambientale del compendio da alienare, con la possibilita’ di procedere all’istituzione di un’area naturale protetta o di disporre l’ampliamento di un’area protetta gia’ esistente". "Anche se il testo da me proposto e approvato in Commissione – conclude l’esponente di SEL – e’ stato in parte manomesso e depotenziato dal Governo in Aula, si tratta del primo passo concreto per mettere in discussione il "pensiero unico" delle privatizzazioni ed avviare pratiche innovative rivolte alla valorizzazione dei beni comuni". La senatrice fa anche una lista di alcuni "gioielli" di proprieta’ dello Stato gia’ messi in vendita come Villa Bardini e Palazzo Mozzi, con il parco annesso, a Firenze; Palazzo Duodo e l’Isola di Sant’Angelo della Polvere, a Venezia; Palazzo Lupi a Bergamo; Sede vescovile di via delle Monache a Trieste; Palazzo Giffoni a Tropea".

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Commenti

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  1. Scritto da PITT

    “L’accelerazione delle procedure di alienazione del patrimonio di proprieta’ dello Stato puo’ compromettere definitivamente le possibilita’ di tutela di beni di rilevante interesse culturale e ambientale che rappresentano la vera ricchezza del nostro Paese – MA LA SENATRICE HA MAI VISTO LO STATO DI STILLICIDIO PRESENTE? Forse vendendo ai privati si potrebbero evitare disastri del genere.

  2. Scritto da Rob

    Sarebbe un bel sistema per lasciar marcire la Montelungo ancora per qualche decennio, in modo da farla (ulteriormente) svalutare ben bene.

    1. Scritto da dark

      Non sono d’accordo. Quel che manca sono idee adeguate, praticabili e interessanti. Quel che la politica dovrebbe saper fare in quanto “politica”… se non c’è allora la sua ipotesi ci sta…

      1. Scritto da Rob

        Non mi pare che la politica bergamasca, in fatto di opere pubbliche e di reperimento dei fondi ad esse destinati, sia stata granché sul pezzo negli ultimi 20 anni, particolarmente in città…

        1. Scritto da maurizio

          Condivido. Bergamo è inerte da memoria storica. Da noi si critica sempre tutto ed il contrario di tutto. Non si decide mai niente. Brescia e Milano ci superano da una vita.

          1. Scritto da dark

            A essere più precisi, a Bergamo si sono prese (non molte) decisioni, brutte, mal pensate e peggio fatte. Chi comanda davvero sono molto, molto più Dirigenti e Funzionari del grande bureau comunale che i politici. Che non sono aquile, con pochissime eccezioni, ahinoi. E forse peggio la sx della dx negli ultimi anni. Proprio sconsolante.