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La Mai ricorda Furietti il cardinale che iniziò la storia della biblioteca

Venerdì 10 gennaio il seminario dal titolo ”Testimonianza dell’affezione e gratitudine ch’io nutro alla mia dolcissima Patria”: il lascito della libreria del cardinal Furietti alla città di Bergamo.

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“Testimonianza dell’affezione e gratitudine ch’io nutro alla mia dolcissima Patria”. Si intitola così il seminario organizzato dall’associazione Archivio Bergamasco che si terrà venerdì 10 gennaio alla biblioteca civica “Angelo Mai” di Bergamo.

L’appuntamento, che si terrà alle 17.30 nella Sala Tassiana, rientra nell’ambito del Ciclo di incontri 2013-2014 ”Fonti e temi di storia locale”. L’intervento del relatore, Ivano Sonzogni, sarà incentrato sul lascito della libreria del cardinal Furietti alla città di Bergamo. Coordinerà l’incontro Maria Elisabetta Manca. La biblioteca Civica Angelo Mai è il principale luogo di conservazione storica del circuito bibliotecario bergamasco con sede a Palazzo Nuovo in Città Alta. Nasce nel 1768 grazie al lascito testamentario proprio del cardinal Giuseppe Alessandro Furietti e da allora è sempre stata amministrata dal comune di Bergamo. Essenzialmente deputata e attrezzata per la ricerca storica, letteraria, musicale e artistica, la Biblioteca conserva notevoli fondi librari e archivistici di varia natura e provenienza. Infatti, come recita il sito dell’organo stesso, la consistenza del patrimonio è così distribuita: volumi 690.000; periodici 11.100; manoscritti 9.380; carteggi 171; autografi 800; stampe e disegni 1.106; pergamene 22.000; mappe cartografiche 1.920; fotografie 125.000; incunaboli 1.240; cinquecentine 12.000; musiche 16.440; fondi archivistici 66. Giuseppe Alessandro Furietti, nato a Bergamo il 23 gennaio 1684. Effettuati gli studi di grammatica a Bergamo si trasferì a Milano per effettuare quelli di retorica e filosofia al collegio Elvetico. Successivamente studiò teologia e matematica al collegio Borromeo di Pavia, città ove restò per frequentare anche i corsi di diritto civile e canonico fino a conseguire la laurea in utroque iure. Intorno al 1705 venne ordinato sacerdote a Bergamo e quattro anni dopo si trasferì a Roma, dove lavorò per arricchire le proprie conoscenze e per accedere agli impieghi curiali.

L’anno successivo, a dimostrazione della propria cultura personale e dell’interesse per la letteratura, venne ammesso in Arcadia, col nome di Ernesto Calameo. Nel 1715, incaricato da papa Clemente XI e dall’ambasciatore di Venezia, si recò a Malta per ottenere dal Gran Maestro i vascelli dell’Ordine necessari a difendere dai turchi alcuni presidi della Repubblica Veneta in Morea. Nel 1722 Innocenzo XIII fu conferito della mantellata prelatizia e della carica di referendario utriusque Signaturae. Nel 1725 venne nominato luogotenente civile del cardinale vicario e nel 1732 ottenne da Clemente XII la luogotenenza civile della Camera apostolica. Nel 1743 Benedetto XIV lo promosse alla segreteria della S. Congregazione del Concilio. Il Furietti si dedicò, come già dimostrato dall’immissione all’Arcadia, anche alla letteratura e all’archeologia. Scrisse le biografie dell’umanista Gasparino Barzizza e del poeta Publio Fontana, iniziò la cura delle lettere di Maurizio Cattaneo, precettore del Tasso, che però non ebbe la possibilità di portare a termine. A dimostrazione del suo interesse nell’antiquaria nel 1736 fece effettuare degli scavi a Villa Adriana, dove vennero rinvenute alcune statue in marmo bigio egizio di centauri. A tale proposito nel 1738 venne rinvenuto anche il famoso mosaico «delle colombe», conservato nel museo Capitolino. Stimolato da questa scoperta il Furietti indirizzò i suoi studi ai mosaici antichi e in breve tempo divenne un esperto e scrisse la sua opera più importante il De musivis ad ss. patrem Benedictum XIV pontificem maximum. Nel 1759 venne elevato cardinale da papa Clemente XIII, che gli assegnò il titolo presbiteriale dei Ss. Quirico e Giulitta. Venne subito assegnato alle congregazioni del Concilio, delle Immunità, della Disciplina regolare e della Segnatura di grazia, dichiarato protettore della Chiesa e nazione bergamasca, e della collegiata e del capitolo di Argenta. Non poté però esercitare queste cariche per molto tempo a causa di una gravissima infermità che lo lese sia nelle facoltà mentali sia in quelle fisiche. Morì il 14 gennaio 1764 a Roma. Il cardinale Furiettì lasciò, con lascito testamentario, la propria libreria alla città di Bergamo, con l’obbligo di metterla a disposizione dei cittadini. Questa libreria appunto, costituì il primo nucleo della Biblioteca Civica Angelo Mai. L’evento sarà ad ingresso libero.

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