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Testamento biologico, le Acli di Bergamo riflettono con don Chiodi

Le associazioni cristiane dei lavoratori italiani si interrogano sulle dichiarazioni anticipate di trattamento per la persona. Per riflettere e per confrontarsi sul tema, mercoledì 15 gennaio, propongono un incontro con il docente di teologia morale all’istituto cittadino di scienze religiose.

Un incontro per riflettere e per confrontarsi su un tema tanto delicato quanto importante per la persona, quale il testamento biologico. L’iniziativa, organizzata dalle Acli di Bergamo, si terrà mercoledì 15 gennaio alle 20.30 all’Enaip di Bergamo in via San Bernardino 139/V.

Gli organizzatori spiegano: “Con il percorso progettuale sul bene comune, intrapreso dalla commissione formazione dal 2008 ci si è ripromessi periodicamente di porre al centro della riflessione dei dirigenti aclisti un tema cosiddetto “di frontiera”, affinchè questioni delicate che attengono alla vita, alla morte, ai legami profondi tra le persone, non siano offerte all’attenzione della pubblica opinione solo attraverso gli articoli di stampa o solo attraverso il confronto politico, spesso strumentale ed esasperato nei toni e nelle semplificazioni, anche ideologiche, di esponenti di partito. La corretta informazione e la capacità di discernimento devono suggerire atteggiamenti prudenti a parole rispettose e mai troppo definitive, così come deve essere sia da parte di una Chiesa samaritana capace di chinarsi sulle ferite del mondo in ascolto e in accoglienza dell’umanità sofferente e in ricerca, sia da parte di uno Stato che tra i suoi compiti ha quello di garantire una mediazione equilibrata tra il bene dei singoli e dell’intera collettività, puntando sulla maggior condivisione possibile. L’essere sia cittadini sia credenti ci conferisce quindi una doppia responsabilità”.

Il relatore della serata sarà don Maurizio Chiodi. A spiegarlo sono gli organizzatori, che proseguono: “Desideriamo intraprendere questo itinerario di ricerca volto ad una compagnia vigile ed insieme appassionata degli uomini e delle donne del nostro tempo facendoci guidare da don Maurizio Chiodi, docente di teologia morale all’istituto di scienze religiose di Bergamo, la scuola di teologia del seminario di Bergamo e alla facoltà teologica dell’Italia settentrionale”.

Infine, le Acli concludono: “Don Chiodi ci accompagnerà in una riflessione su tema delle “Dichiarazioni anticipate di trattamento” (o “testamento biologico”), per guidarci a comprenderne la complessità e ad interrogarci nel contempo su quali valori e quale idea di uomo una questione di frontiera così delicata ponga al discernimento delle nostre coscienze”.

Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Veramente una bella idea quella di un relatore prete teologo morale, si può prevedere quanto la sua posizione sarà obiettiva e laica.

    1. Scritto da ziobob

      Le Acli sono Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani : cosa c’è di strano che invitino un prete? Inoltre tutti i sacerdoti sono laureati in Teologia, il fatto che don Maurizio insegni Teologia morale non significa che insegni “moralismo” … e chi conosce don Maurizio, lo ha sentito in altre occasioni e conosce le sue idee sa benissimo che propone sempre riflessioni di grande interesse e tutt’altro che bigotte.

      1. Scritto da lotty

        Ha ragione, le acli sono libere di invitare un teologo, però nell’articolo parlano anche dello stato che deve essere rispettoso: lo stato deve lasciare libertà di scelta senza farsi influenzare dai credenti come ha fatto fino ad ora.

    2. Scritto da roberta

      Organizzalo tu un dibattito: crea un’associazione di persone che la pensino come te, scegli i relatori che più ti garbano e poi crea l’evento. Non te lo vieta nessuno. Come dici? Troppa fatica?
      Come dici? E’ più bello starsene a casa comodi a criticare, magari durante la pausa pranzo (ore 13:36?)

      1. Scritto da lotty

        Anche l’orario non le sta bene? Io pranzo alle 12, qualcosa da ridire?

      2. Scritto da lotty

        Lei, come al solito, è molto educata. Sul testamento biologico non ci sono obiezioni da fare, ognuno deve essere libero di farlo se vuole. Io non ho criticato, ho semplicemente scritto che il relatore prete non può essere obiettivo, dovrebbero almeno invitare un’altra persona per il contradditorio. Le acli sono confessionali, bene, libere di fare come vogliono!

        1. Scritto da lotty

          Contraddittorio con due t, scusate!