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Recuperato senza vita il corpo dello speleologo disperso in una grotta fotogallery

Gli uomini del Soccorso alpino hanno trovato il cadavere del 46enne di Aosta, un metro sotto il livello dell’acqua nel torrente sotterraneo in cui era stato visto precipitare nella grotta di Tacchi Zelbio, a Como.

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Si sono spente all’alba di lunedì 6 gennaio, alle 4.40, le speranze di salvare Gianluca Girotto, 46 anni, lo speleologo appartenente allo Speleo Club CAI della Valle D’Aosta. L’uomo era scivolato nel pomeriggio di domenica 5 gennaio nel torrente sotterraneo all’interno della grotta Tacchi Zelbio. In corrispondenza del primo sifone, a circa 250 m dall’ingesso, lo speleologo si era calato in una delle fenditure che collegano il ramo fossile della grotta con il ramo attivo ma è stato trascinato via dal fiume sotterraneo in piena a causa delle abbondanti precipitazioni di questi giorni.

La grotta è lunga circa 9 chilometri, ma solo il primo km è normalmente percorribile dagli speleologi proprio a causa delle acque che la percorrono e che sfociano, attraverso percorsi ancora da scoprire, nel sottostante Lago di Como. La complessa operazione di recupero ha coinvolto diverse strutture operative del CNSAS subito intervenute dopo che i compagni dello speleologo erano riusciti ad uscire per lanciare l’allarme attraverso il numero unico di richiesta di soccorso 118 verso le 16 di domenica.

Sono state coinvolte l’intera IX delegazione speleo lombarda, la XIX delegazione alpina lariana, speleosub addestrati nella gestione in sicurezza di interventi di recupero in grotte subacquee e tecnici disostruttori specializzati nell’allargamento artificiale delle strettoie che ostacolavano la progressione della speciale barella con il corpo dello speleologo.

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