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Accelerata di Matteo Renzi sulla legge elettorale

Una semplice lettera inviata a tutti i segretari di partito per dare un'accelerata alle riforme. Così Matteo Renzi, segretario del Partito democratico, inizia il 2014. Il sindaco di Firenze chiede un confronto fin da subito per trovare un accordo sulla legge elettorale. Renzi non intende legarsi ad una singola ipotesi ma avanza tre soluzioni già indicate in questi giorni.

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Una semplice lettera inviata a tutti i segretari di partito per dare un’accelerata alle riforme. Così Matteo Renzi, segretario del Partito democratico, inizia il 2014. Il sindaco di Firenze chiede un confronto fin da subito per trovare un accordo sulla legge elettorale. Renzi non intende legarsi ad una singola ipotesi ma avanza tre soluzioni già indicate in questi giorni da tutte le forze politiche maggiori: il modello ispanico con mini-liste in collegi molto piccoli, il Mattarellum con l’introduzione di un premio di maggioranza e il doppio turno di coalizione sulla base della legge con cui si eleggono i sindaci.

Il leader democratico è pronto ad accettare una di queste ipotesi purché venga approvata in tempi rapidi. Quanto al governo, il leader democratico rilancerà i punti sostenuti e votati alle primarie dell’8 dicembre. Nel patto di coalizione, infatti, il Pd chiederà che ci sia un capitolo intitolato ‘diritti civili’ che comprenda le modifiche alla Bossi Fini, le unioni civili per persone dello stesso sesso, la legge sulla cooperazione internazionale, i provvedimenti per le famiglie e una disciplina più efficace delle adozioni. Quanto al job act – e cioè la riforma del lavoro, tema su cui Renzi dice: "Ci faremo sentire in modo molto determinato, promesso" – il segretario annuncia che la direzione del Pd sarà convocata per il 16 gennaio. "In quella sede – scrive ancora – mostreremo anche come vogliamo procedere per il job act che è un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi".

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Manca la base, manca la lealtà. Queste caratteristiche le hanno solo quelli del M5*. Per loro 20 anni di malizie continue che sfociano irreparabilmente in contraddizioni insanabili. Mai faranno una legge elettorale logica per i cittadini. Io proporrei che in Parlamento vadano solo i primi 2 partiti classificati. E che ogni singolo parlamentare sia vincolato a quanto preventivamente deciso in Partito. Elementare. Gli altri sistemi sono solo gabole.

    1. Scritto da Glauco

      Stiamo parlando di rappresentatività democratica, non di eliminatorie a scopone nella trattoria del cacciatore! In democrazia repubblicana si eleggono persone a rappresentare collegi comiziali, mica partiti. Ogni rappresentante eletto decide secondo scienza, coscienza ed interessi legittimi, su problemi e nell’evolvere della situazione che nessun programma può prevedere ma solo ipotizzare. Ogni eletto in carica, risponde alla legge e non a capibastone.

  2. Scritto da Motius

    Art 3 della Costituzione: ” Tutti i cittadini … sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di … condizioni personali e sociali.” Un punto duro ma qualificante della riforma elettorale sarà l’aut-aut democratico ossia la candidatura unica ed esclusiva per una sola carica elettiva e in una sola Circoscrizione comiziale. E nessuno potrà candidarsi se in carica per qualsivoglia ruolo elettivo istituzionale Eu, nazionale, territoriale, locale.

  3. Scritto da Ahahahah

    Chissà che brutta fine farà quando farà la riforma con i voti indispensabili del Berlusca.
    Senza quei voti dove vuoi che vada?
    Poi, quando avrà quelli perderà quelli dei DS, e il puffo saputello di Firenze, che parla veloce senza collegare la lingua al cervello, farà la fine degli altri

    1. Scritto da Marilù

      Sì, ma almeno lui sta avanzando delle proposte per cercare di uscire dalla staticità in cui siamo stati immersi per troppo tempo e l’ Italia non si può permettere ormai di perdere troppo tempo. Infatti attualmente sia la Spagna che la Grecia stanno uscendo,con fatica, dalla crisi, però ce la stanno facendo, mentre noi non siamo neanche partiti.