BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Francesco uomo dell’anno Time incorona il pontefice che rivoluziona la Chiesa

Time Magazine incorona Papa Francesco "uomo dell'anno", in soli nove mesi ha cambiato il volto della Chiesa travolta da scandali finanziari e dai processi per pedofilia. Il primo pontefice non europeo ha conquistato l'attenzione mondiale per i suoi modi diretti e semplici di parlare al mondo, annunciando il Vangelo.

di Pier Giuseppe Accornero

Nel 2013 in un mese e due giorni la Chiesa cattolica ha cambiato timoniere e marcia. Alle 11,40 di lunedì 11 febbraio 2013 Papa Benedetto – agli attoniti cardinali riuniti in Concistoro – ha detto in latino che a causa dell’età avanzata – «ingravescente aetate», ha 86 anni – non aveva più le forze per guidare la Chiesa e che pertanto alle ore 20 del 28 febbraio avrebbe rinunciato al servizio-potere petrino.

Alle ore 19,06 di mercoledì 13 marzo la fumata bianca annunciava il 265° successore di Pietro, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires: il 17 dicembre compie 77 anni. In un colpo solo evaporano tutte le candidature inventate dai media. L’elezione così rapida e con il carico di novità che porta con sé, dà l’immagine di una Chiesa che guarda avanti con rinnovata speranza nel suo Signore.

A distanza di soli nove mesi Francesco è sempre più «il Papa della gente» e «l’uomo dell’anno» come lo ha definito il «Time Magazine». La prestigiosa testata statunitense in cinquant’anni ha conferito il riconoscimento a Giovanni XXIII nel 1962, quasi alla fine del pontificato – morì sei mesi dopo – e a Giovanni Paolo II nel 1994, sedici anni dopo l’elezione. Nella motivazione per Bergoglio si spiega che «il leader della Chiesa cattolica è diventato una nuova voce della coscienza».

Il primo Papa non europeo «potrebbe trasformare un luogo che misura i cambiamenti in secoli. Ma quello che rende questo Papa così importante, è la velocità con la quale ha catturato l’immaginazione di milioni di persone che avevano abbandonato ogni speranza nei confronti della Chiesa. In pochi mesi, Papa Francesco ha elevato la missione di una Chiesa che reca conforto alle persone bisognose in un mondo sempre più duro, al di sopra della tutela della dottrina, cara ai suoi predecessori».

E Nancy Gibbs, direttrice di «Time», sottolinea che «raramente un nuovo protagonista della scena mondiale ha catturato così tanta attenzione, da vecchi e giovani, fedeli e cinici, in così poco tempo come Papa Francesco». Il direttore della Sala Stampa vaticana, il giornalista padre Federico Lombardi ha commentato: «La cosa non stupisce, data la risonanza e l’attenzione vastissima per l’elezione do Papa Francesco e l’inizio del nuovo pontificato. È un segno positivo che uno dei riconoscimenti più prestigiosi nell’ambito della stampa internazionale sia attribuito a chi annuncia nel mondo valori spirituali, religiosi e morali e parla efficacemente in favore della pace e di una maggiore giustizia».

E aggiunge: «Quanto al Papa, non cerca fama e successo, perché fa il suo servizio per l’annuncio del Vangelo dell’amore di Dio per tutti. Se questo attrae donne e uomini e dà loro speranza, il Papa è contento. Se questa scelta “dell’uomo dell’anno” significa che molti hanno capito, almeno implicitamente, questo messaggio, egli certamente se ne rallegra». Bergoglio gode di buona, anzi ottima stampa – contrariamente al predecessore Benedetto XVI – perché è un Papa senza filtri e senza. A ogni inizio di pontificato i circuiti mediatici decidono che tipo di etichetta affibbiare al nuovo Papa. Ne nasce a volte un’interpretazione ingessata nell’intento di cercare conferme alle proprie letture e alle proprie chiavi di interpretazione. Per esempio Paolo VI è passato nel tritacarne dei media come un Papa amletico, dubbioso, tentennante. Niente di più falso. Era un Papa moderno, e quindi rifletteva molto e si confrontava prima di prendere una decisione. Ma una volta presa neppure le cannonate dei cardinali o l’opinione avversa dei cattolici lo smuovevano. Basti pensare al Concilio e alle sue riforme.

Papa Francesco, carismatico e originale, in questi nove mesi ha dimostrato una straordinaria capacità nel comunicare il Vangelo e ha introdotto alcune novità che sono una vera sorpresa: le omelie quotidiane alla Messa in Santa Marta diffuse online; le interviste rilasciate ai giornalisti, anche a non credenti come Eugenio Scalfari; un modo di parlare e di scrivere diretto e immediato; una straordinaria capacità di immergersi tra «le pecore e i pastori devono avere addosso l’odore delle pecore».

Quello che colpisce di più la gente sono la sua coerenza evangelica, l’immediatezza, il coraggio, la trasparenza nell’affrontare temi anche scottanti come i casi di pedofilia nel clero, le finanze vaticane, il carrierismo nella Chiesa. In sostanza ha individuato – chi lo conosce bene dice che ha sempre avuto questo dono – le modalità più efficaci e le parole giuste per veicolare il messaggio evangelico. Non basta il mezzo, è fondamentale la scelta dei contenuti e la capacità di renderli comprensibili usando gesti, parole e scelte di vita quotidiana che raggiungono il cuore delle persone. Fu Papa Giovanni XXIII a volere, con notevole lungimiranza, l’inserimento della comunicazione nell’agenda del Concilio Vaticano II che cinquant’anni fa chiudeva la seconda sessione con Paolo VI con i primi due documenti, la «Sacrosanctum Concilium» che avviava la riforma liturgica, e la «Inter mirifica» sugli strumenti della comunicazione sociale.

Oggi la Chiesa è chiamata non a «evangelizzare Internet» ma a «evangelizzare in Internet»: se un miliardo e 200 milioni di persone abitano un social network come Facebook, è diritto-dovere della Chiesa annunciare loro il Vangelo anche con quella modalità comunicativa.

La comunicazione in Papa Francesco non nasce da un carisma personale nell’espressione, né tantomeno da una tecnica studiata ma da altri fattori: lo zelo apostolico, l’ardore missionario per una Chiesa che deve uscire e andare nelle periferie esistenziali e sociali e soprattutto il «cristocentrismo» che tende superare ogni tentazione di autoreferenzialità. Non è una strategia di mercato o da proselitismo, ma è sincerità e coraggio, coerenza nei comportamenti e trasparenza nelle scelte perché le azioni come gli esempi trascinano. Tra le tante letture possibili del fenomeno-Bergoglio, personalmente penso che la gente sia colpita dall’austerità della sua vita e dalla coerenza delle sue scelte di governo della Chiesa: «Voglio una Chiesa povera per i poveri». La gente lo sente vicino anche perché è tramortita dalla crisi economica e spirituale.

Quello di Francesco non è tanto un «modo nuovo» di fare il Papa: è sempre stato così come gesuita e come arcivescovo. Il flusso costante di parole, interventi e azioni del Successore di Pietro ha trovato vie e accenti per arrivare ogni giorno a tutti senza mediazioni. E questo fenomeno non programmato manda fuori fase tutte le interpretazioni che si cerca di cucire sulla figura e sull’operato del Vescovo di Roma. In questi primi mesi sembra aver dribblato la mediazione degli esperti e degli addetti ai lavori perché tutti possono ascoltare e vedere ciò che il Papa ha detto, fatto e scritto. Così ognuno può tirare le proprie conclusioni. Con questo libero accesso sempre garantito, a tutti la gente non deve più passare attraverso filtri: ciò toglie la terra sotto i piedi a chi volesse dare interpretazioni. In sostanza Papa Francesco non ha bisogno di interpreti o esegeti.

Chi appare godere di questa connessione diretta è il popolo di Dio, i singoli e le moltitudini dei credenti senza etichette che vanno a Messa, che affollano i santuari, che in silenzio compiono gesti e opere di misericordia corporale e spirituale. Sono incuriositi anche i non credenti e i lontani, gli agnostici e i tiepidi. Uomini e donne con le proprie ansie, i propri bisogni, le proprie ricerche. Molti non entreranno mai in chiesa, ma anche a loro bisogna annunciare il Vangelo. E papa Francesco lo fa.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.