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Ottimo e coraggioso Ben Stiller ci fa sognare con il suo Walter Mitty

La morale finale del film: c’è chi parla e c’è chi fa, magari sbagliando qualcosa. Ma agisce, crea, lavora, si appassiona e regala a se stesso e al mondo che lo circonda del benessere. E non è poca cosa.

Titolo: I sogni segreti di Walter Mitty -(The Secret Life of Walter Mitty)

Regia: Ben Stiller;

Genere: commedia;

Durata: 114′;

Attori: Ben Stiller, Kristen Wiig, Shirley MacLaine, Adam Scott, Kathryn Hahn;

Voto: sette…"though I’m past one hundred thousand miles I’m feeling very still, and I think my spaceship knows which way to go, tell my wife I love her very much, she knows";

Attualmente in visione: Capitol Bergamo, Uci Curno, Cinestar Cortenuova, Ariston Treviglio;

 

Walter Mitty è un editor fotografico della famosa rivista statunitense Life. Tradotto in lingua originale, nel senso di comprensibile, è l’archivista delle fotografie che hanno reso grande questa rivista, un lavoro delicato e decisivo.

Arriva dal nulla un "simpaticissimo" manager che taglia carta e posti di lavoro a favore dell’edizione online.

Walter perde lo scatto dell’ultima copertina ma acquista la libertà che nel film vedrete a volontà fino all’epilogo che rimette le cose al loro posto, giustizia e sogni nell’ordine che preferite ma, in ordine.

Nel mezzo i sogni ad occhi aperti e una dolce ispirazione della collega di lavoro che insieme a David Bowie esalta il coraggio del Mitty tra le nuvole. E quando la chitarra di Space Oddity risuona in sala anche il film comincia a volare insieme al pubblico, fino a quel punto indeciso se prender sul serio il lungometraggio di Ben Stiller. I sogni segreti di Walter Mitty è un ottimo lavoro di un attore che si cimenta in regia e che lascia le sue facce indisponenti fuori dalla macchina da presa.

Di più, il film ha una sceneggiatura coraggiosa, un racconto che scivola leggero e curioso in un pericoloso bilico tra la commedia e il fantastico, tra il serio e il sogno. Stiller riesce ad equilibrare ed amalgamare gli ingredienti e alla fine ci serve una favola molto più seria di quello che appare tra le personali nuvolette di fantasia. Un richiamo alla brutalità del new jobs che spazza in pochi minuti professionalità e storie di vita.

Sottolineature mai banali del valore artistico di un’immagine, di un fotogramma di celluloide che il fotografo scatta solo se il piacere di non scattare è meno forte della concessione fatta alla rivista e al lettore. Messaggio forte e chiaro a chi vuol capire: scrittore, giornalista, fotografo, artista, se non riuscite più ad emozionarvi leggendo o guardando la vostra opera, lasciate perdere; se non vi emozionate voi come potranno farlo gli altri?

Il film apre la valigia dei sogni ma anche quella delle verità che ci scorrono davanti, purtroppo, con scarse possibilità di acchiapparle. E’ il perchè vanno così bene programmi televisivi dove si comprano cantine piene di oggetti vecchi , pegni di momenti dove le persone esprimevano sentimenti e le vicissitudini avevano modalità normali. La novità era rara e spesso preziosa come il regalo di S.Lucia che tramutato al plurale vuol dire già qualcosa. Ci sono momenti veramente ispirati nella storia narrata da Ben Stiller come l’incontro con un Sean Penn di meraviglioso carisma o la cavalcata gioiosa a "bordo" di uno skateboard.

Qualche effetto speciale di troppo e dieci minuti di meno, proprio per trovare un difettuccio nel quadro di un’opera che val la pena di essere vista in questo periodo natalizio sempre troppo intasato di mezze bufale. La critica americana tiepida è quasi un certificato di qualità per gli abitanti del vecchio continente. Ultima nota per la morale finale del film: c’è chi parla e c’è chi fa, magari sbagliando qualcosa. Ma agisce, crea, lavora, si appassiona e regala a se stesso e al mondo che lo circonda del benessere.

Tantissima roba.

Pap