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Al Centro Anuttara “Il rito della luce” con Miriam Gotti

Sabato 21 dicembre serata conclusiva delle attività dell’associazione nel 2013. L’incontro, coordinato dalla dottoressa Miriam Gotti, sarà l’occasione per riflettere sul potere della musica, che può donare eternità all’anima.

“Il rito della luce”. Si intitola così la serata conclusiva delle attività organizzate dal Centro Anuttara di Caprino Bergamasco nel 2013. L’appuntamento è sabato 21 dicembre alle 21.

L’iniziativa parte dal presupposto che la musica può donare delle ali ai pensieri e illuminare l’anima dele persone di una luce eterna, come affermava Platone. A condurre l’incontro sarà la dottoressa Miriam Gotti: partecipando alla serata, sarà possibile vivere un’esperienza vibrazionale con i gong, ciotole tibetane, strumenti armonici e a percussione, di diverse tradizioni del mondo. Il gong è uno strumento che appartiene all’antichità. Si tratta di un vero e proprio massaggio sonoro, in cui la ricca vibrazione del gong agisce sul corpo preparato ad una condizione di ascolto profondo. I suoni condotti agiscono a livello conscio e inconscio, stimolando l’amigdala, il centro delle emozioni primarie, permettendo il riaffiorare di sensazioni fisiche, emozioni sopite, vissuti passati, scioglimento di tensioni, riportando ad uno stato vigile di riequilibrio.

Lo spazio sonoro creato dal gong quindi, è uno spazio extraordinario, lo spazio del RITO, in cui posso avvenire veri e processi di trasformazione, grazie alla risonanza che può avvenire tra suono e intento individuale e collettivo. Il pensiero è fequenza, è vibrazione. L’intento, il pensiero, si riflettono quindi sulla nostra realtà esterna e interna, provocando cambiamenti.

Gli organizzatori spiegano: “Il 21 dicembre, giorno più buio dell’anno, ci riuniremo nel rito della luce. L’intento che ci daremo e che collettivamente si rinforza, sarà quello di scendere in profondità, trovare uno spazio dentro di noi, quello della centratura nell’autoascolto, creare un passaggio all’anno nuovo, che ci dia la forza e le risorse per accedere alla luce, laddove abbiamo trovato il buio. Affinchè la luce illumini il cammino, riveli e sveli, perchè ci è dato vedere solo attraverso gli occhi della consapevolezza. Per il rituale utilizzeremo un tappetino comodo, coperte e cuscini. Consigliamo di vestirsi comodamente e di portare tutto ciò che ritieni possa farti sentire comodo e a tuo agio sdraiato a terra tenendo presente che, essendo ospiti di un centro yoga, saranno messi a disposizione cuscini e coperte. Resteremo sdraiati a terra per circa un’ora e resteremo in ascolto di tutto ciò che accade dentro di noi. Alla fine dell’esperienza ci sarà un piccolo momento di condivisione di gruppo”.

Dal Centro, poi, informano: “La serata si concluderà con una esibizione al didgeridoo a cura di Jack Azzarà. Il Didgeridoo è un antico strumento a fiato ad ancia labiale degli aborigeni australiani. Le sue forme interne più comuni sono quelle coniche e cilindriche tuttavia si possono anche trovare strumenti con forme irregolari e contorte. Le origini risalgono alla cultura tradizionale aborigena australiana”.

Jack Azzarà suona il didgeridoo dal 2002. Negli ultimi 4 anni si è dedicato a didgeridoos con nota inferiore di una o due ottave rispetto ai didgeridoo “comuni”. Per prendere parte all’incontro è obbligatoria la prenotazione, che si può effettuare completando il form on-line sul sito www.centrodivenire.net/cms/component/option,com_smartformer/Itemid,177/

Il costo dell’intera serata è di 20 euro, da corrispondere la sera stessa al Centro. In caso di neve la serata verrà annullata.