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Il Pd incorona Renzi “Finanziamenti? Rinuncio se Grillo cambia Porcellum” - BergamoNews
A milano

Il Pd incorona Renzi “Finanziamenti? Rinuncio se Grillo cambia Porcellum”

In fiera a Milano il Partito Democratico ha incoronato Matteo Renzi segretario che, subito, ha lanciato la provocazione a Beppe Grillo: “Mi chiede di rinunciare al finanziamento? Ok, ma lui approvi la riforma elettorale”.

È il giorno di Matteo Renzi: in Fiera a Milano il partito democratico ha eletto il nuovo segretario, proclamato dall’ex responsabile Organizzazione Davide Zoggia e il nuovo presidente, che sarà Gianni Cuperlo.

Nella giornata dell’insediamento il sindaco di Firenze ha stuzzicato Beppe Grillo sul finanziamento ai partiti: “Mi chiede di rinunciare ai 40 milioni del 2014 del finanziamento? Accetto, se lui però sottoscrive l’abolizione del bicameralismo, trasformando il Senato in Camera delle Regioni, se è disposto ad eliminare i rimborsi per i consiglieri regionali e a fare una legge elettorale seria per il bipolarismo”.

Al suo arrivo in fiera Renzi ha salutato tutti e poi ha richiamato l’attenzione dei fotografi per il saluto, con tanto di stretta di mano, con Massimo D’Alema.

È stata poi la volta di Enrico Letta che, nel suo discorso, ha ricordato a delegati e invitati che il Partito Democratico è diventato il baricentro della politica italiana, ha bacchettato chi “liscia il pelo” ai forconi e ha annunciato per gennaio il piano per il lavoro dei giovani. Poi, in chiusura: “Renzi ha stravinto le primarie e ha scelto Cuperlo alla presidenza perché ha capito che tutti insieme dobbiamo lavorare per uscire dalla crisi con un ruolo centrale dei partiti. L’Italia ce la farà se il Pd ce la farà, uniti non ci batte nessuno”.

Ma le parole più attese erano quelle di Matteo Renzi che ha sottolineato come in Parlamento, invece di “Tutti a casa”, andrebbe urlato “Tutti a lavorare, restate dentro finchè non avete finito. L’Italia oggi corre il rischio di non essere più considerata un paese speciale perché oltre che fascisti ci sono ‘sfascisti’ che puntano a una distruzione generalizzata”.

Restiamo ribelli – ha continuato Renzi – e cambiamo l’Italia. Si è ribelli se ciascuno di noi prova a cambiare la quotidianità: dobbiamo essere capaci di cambiare nel nostro piccolo l’Italia. Dobbiamo fare la pace tra politici e italiani”.

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