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Inchiesta appalti truccati Indagato segretario dei Comuni della Bassa

Indagato anche Claudio Brambilla, segretario comunale a Misano, Albano, Urgnano, Orio al Serio, Parzanica, Villa d’Ogna e Spirano nell’inchiesta della guardia di finanza di Milano e Monza con al centro appalti pubblici truccati e tangenti a politici e amministratori locali.

C’è anche un segretario di diversi comuni della provincia di Bergamo nell’inchiesta della guardia di finanza di Milano e Monza che questa mattina ha eseguito 26 misure di custodia cautelare, di cui 14 in carcere e 12 ai domiciliari, nell’ambito di un’operazione della procura di Monza con al centro appalti pubblici truccati e tangenti a politici e amministratori locali. Indagato anche Claudio Brambilla, segretario comunale a Misano, Urgnano, Parzanica, Villa d’Ogna, Spirano, Albano e Orio al Serio (gli ultimi due fino al 2011).

L’operazione è in corso dalle prime ore di questa mattina in Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia. Ad altre 15 persone è stato dato l’obbligo di dimora. Coinvolti anche un sindaco del milanese e tre assessori. Le fiamme gialle hanno anche sequestrato beni per 14 milioni di euro. Le accuse a carico delle 41 persone coinvolte nell’inchiesta ‘Clean City’ sono, a vario titolo, corruzione, turbativa d’asta, truffa aggravata ai danni di ente pubblico ed emissione di fatture false.

Le fiamme gialle stanno operando anche presso numerose filiali di banche e stanno sequestrando disponibilità finanziarie, titoli e immobili per circa 14 milioni di euro. Nell’operazione sono impiegati oltre 200 militari. L’inchiesta, condotta dai pm di Monza Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo, coordinati dal procuratore del capoluogo brianteo Corrado Carnevali, sono scaturite da una precedente inchiesta su appalti e infiltrazioni della ndrangheta. Diversi gli appalti pubblici vinti illecitamente dalla Sangalli che sono finiti sotto la lente dei magistrati e della guardia di finanza di Monza, che ha disposto 41 misure cautelari. Quello per la raccolta dei rifiuti del Comune di Monza, (assegnato nel 2009, del valore di circa 127 milioni di euro).

Sono indagati per corruzione e turbativa d’asta, l’assessore con delega all’ambiente della precedente Giunta, Giovanni Antonicelli (ai domiciliari), la dirigente del settore ambiente Gabriella Di Giuseppe (in carcere), il presidente ed un componente della commissione ambiente dell’epoca, rispettivamente Antonio Gabetta e Daniele Massimo Petrucci – oggi consigliere in Provincia di Monza e Brianza – (per entrambi obbligo di dimora), un membro della commissione giudicatrice della gara Claudio Brambilla – attualmente segretario comunale in diversi Comuni in Provincia di Lecco e Bergamo -, il consulente nominato per predisporre il capitolato tecnico Stefano Mambretti (entrambi ai domiciliari), il presidente ed il direttore generale di Amsa Milano in carica nel 2009, rispettivamente Sergio Galimberti e Salvatore Cappello (per loro obbligo di dimora). Sangalli Giancarlo, ed i figli Patrizia Annamaria, Daniela e Giorgio Giuseppe sono accusati di aver corrisposto una maxi tangente quantificata in oltre 1 milione di euro, suddivisa tra politici e funzionari del Comune di Monza, riuscendo a ‘pilotare’ i lavori della Commissione Ambiente e la nomina dei membri della Commissione giudicatrice della gara. Inoltre l’impresa Sangalli avrebbe corrisposto 1 milione e mezzo di euro, ai due vertici di Amsa per evitare che partecipasse alla gara.

Nel mirino della guardia di finanza anche la manutenzione del cimitero Comunale di Monza, (assegnato nel 2010, del valore di 3,5 milioni), che la Sangalli si è aggiudicata attraverso un’associazione temporanea d’impresa, con Malegori Roberto – indagato per corruzione – (ai domiciliari). In questo caso è sotto inchiesta anche un geometra del Comune di Monza, Antonio Esena (in carcere), incaricato di controllare la regolarità dell’appalto. Questi avrebbe omesso il controllo e non avrebbe segnalato inadempienze contrattuali, in cambio di denaro. Contestato pure l’appalto per la raccolta dei rifiuti del Comune di Andria e Canosa (assegnato nel 2011, valore 90 milioni), nel quale è indagato per corruzione l’attuale assessore del Comune di Andria con deleghe all’ambiente Francesco Lotito (in carcere). Responsabilità sono state individuate anche per un intermediario, intervenuto per le trattative, Vincenzo Caputi e per Gianpietro Zanini un dirigente dell’impresa monzese (entrambi ai domiciliari).

La tangente concordata per ottenere i lavori, grazie ad un capitolato anche in questo caso ‘ritagliato’ ad hoc sulla Sangalli, è stata quantificata in 1 milione di euro. Infine le fiamme gialle hanno contestato la locazione di un immobile da adibire a sede temporanea della Brianzacque (appalto non perfezionato in conseguenza del le indagini in corso) e per lo smaltimento di fanghi (valore 570mila euro). Nella prima vicenda (risalente al luglio 2012) l’ex Presidente Oronzo Raho (ai domiciliari) si sarebbe adoperato per far affidare alla Sangalli l’indagine di mercato per individuare l’immobile, in cambio del la promessa dell’acquisto di un appartamento vicino Nizza, per il quale Raho si era posto come intermediario (tra i Sangalli ed un privato). Nel secondo caso è indagato un funzionario di Brianzacque, Francesco Rizzuto (in carcere), il quale (nel dicembre 2012) avrebbe rivelato ai Sangalli – prima della scadenza dei termini di presentazione delle offerte – le cifre indicate dai concorrenti.

 

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