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I gioielli di sei artisti in mostra alla galleria Viamoronisedici

Elio Bianco, Paolo Boccardi, Italo Chiodi, Carlo Previtali, Roberta Spreafico, Laura Volpi espongono fino al 28 dicembre le loro variazioni sul tema del “vestire arte” negli spazi della Galleria Viamoronisedici.

di Stefania Burnelli

In tempi di regali di Natale, ma pur sempre in tempo di crisi, perché non optare per pezzi d’arte "da indossare"? Non gioielleria, né bigiotteria vera e propria, ma mini sculture-bijou che sintetizzano in brevi, leggeri tratti il linguaggio di uno scultore, di un pittore, di un designer.

Oggetti della misura di un palmo, poco più o poco meno, che vanno oltre la normale asserzione del termine gioiello: è questo il gioco cui hanno aderito sei artisti contemporanei alcuni dei quali di indiscusso rigore e serietà di ricerca.

Elio Bianco, Paolo Boccardi, Italo Chiodi, Carlo Previtali, Roberta Spreafico, Laura Volpi espongono fino al 28 dicembre le loro variazioni sul tema del "vestire arte" negli spazi della Galleria Viamoronisedici. D’altra parte già Oscar Wilde l’aveva scritto "o si è un’opera d’arte o la si indossa": un motto (annotato nella breve e celeberrima antologia di aforismi "ad uso dei giovani" pubblicata nel 1894) che è specchio dell’edonismo di un’epoca a cui la nostra per certi versi assomiglia. Ma nella mostra in oggetto, lo spirito è un altro. Lontani da estetismi esasperati o fini a se stessi, gli artisti si provano a travalicare i confini tra le arti in un divertissement raffinato, tra l’ironico e il ludico, che sfrutta i materiali più vari, dal legno al cotton fioc.

Si tratta anche, perché no, di contaminazioni tra arte e moda, di creature ibride da accostare e reinterpretare, per chi le indossa, secondo il proprio stile personale. Un caleidoscopio di soluzioni estetiche davvero per tutti i gusti, che strizza l’occhio anche all’acquirente occasionale ma non dimentica le ragioni dell’indagine formale. Resine, carte, cartoni, tessuti, metalli "poveri", persino inserti in plexiglass per fissare mini scatti fotografici a mo’ di ciondolo o fermaglio.

Il plusvalore dell’esposizione lo dà l’allestimento pulito e minimale – semplicemente geniale – di Elio Bianco, che non è nuovo a soluzioni ambientali di straordinaria leggerezza e suggestione, fatte di niente, di carte bianche, sospese, plissettate, sforbiciate con apparente nonchalance ma in realtà con calibrata misura. In questo caso lo scultore ha confezionato piccole quinte di carta modulate a parete con risultato di grande freschezza spaziale e funzionalità d’uso.

Da questi sfondi s’affacciano esclusive miniature a pezzo unico, che alle volte sono costate agli autori in termini di tempo e dedizione più di quanto non richiedano le sculture e le installazioni di medio-grande formato. Una sfida non nuova, ma affrontata con originalità e gusto dialettico dai sei artisti – cinque bergamaschi e una milanese – che non hanno avuto paura di avvicinare l’arte alla destinazione e al valore "d’uso" di un oggetto d’abbigliamento.

Orari di apertura: da martedì a sabato dalle 16 alle 19.