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La rencesione

“Venere in pelliccia” cinema a teatro e viceversa Non per tutti, per molti sì

Roman Polanski ed Emmanuelle Seigner per un gioco di rimandi e di intimità vissuti a teatro. "Venere in pelliccia" ha affascinato il nostro Pap: questo film che vale un po' di fatica per un impegno culturale di serie A.

Titolo: Venere in pelliccia

Regia: Roman Polanski

Genere: drammatico

Durata: 96′

Attori: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric

Voto: sette/otto, settima e ottava arte.

Attualmente in visione: Capitol Bergamo.

In una Parigi raffreddata e nebbiosa appare l’ingresso di un teatro. Un foglio scritto a mano avvisa che è in corso l’audizione per lo spettacolo Venere in pelliccia. Thomas, il regista, ha riadattato il testo di Leopold Von Sacher-Masoch e sta cercando Vanda, ruolo di attrice protagonista.

In realtà i provini sono finiti e con scarso successo, ma ecco che dalla pioggia arriva un’omonima vestita di pelle e borchie, apparentemente del tutto inadatta al ruolo, esuberante e decisamente esagerata in tutto il suo apparire.

Thomas non vorrebbe nemmeno iniziare il provino ma dopo poche battute l’attrazione diventa fatale e irreversibile. Alchimia tra arte e chimica, sensualità e scambio dei ruoli, vita vissuta e finzione teatrale.

La donna prende il comando delle operazioni dalle luci al copione, tutto compreso.

Signore e signori, applausi.

Il sipario si chiude e si riapre per decine di volte ma il pubblico chiama i protagonisti di questo film, Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric insieme al regista e sceneggiatore Roman Polanski, per tributare una standing ovation.

Il maestro ci porta in una dimensione eterea, sfruttando al meglio due artisti che si calano nella parte senza risparmio, ammaliando il pubblico in sala che rimane giustamente immobilizzato dall’evolvere della storia completamente girata in un teatro.

Copione in mano lei e lui recitano la parte nella parte, mimando gesti che magicamente arrivano agli spettatori con il relativo suono o rumore di una frusta, un cucchiaino nel caffè o un sfogliare della carta di un contratto che non c’è, nello scorrere del tempo che sembra essere un countdown all’epilogo.

E’ la splendida Seigner che ha il cronometro della tragica realtà in testa, dettando ritmo e senso dei dialoghi a volte spietati, a volte ironici.

Thomas e Vanda esplorano il confine tra apparenza e intimo regalandosi consapevolmente l’anima, soffrendo la sfacciataggine dell’altro, pronti a sferrare un colpo a proprio favore aggrappandosi al copione del testo teatrale.

Ma la commedia è un’altra.

Piacerà agli amanti del teatro.

Piacerà agli appassionati del Cinema, non per tutti ma consigliato a molti per il fascino di questo film che vale un po’ di fatica per un impegno culturale di serie A.

Ma questo è un altro discorso. 

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