Il direttivo

Fim: “Sciopero necessario Manovra troppo timida Partorito solito topolino”

Il segretario generale della Fim Cisl Valentino Gervasoni spiega le posizioni della sua categoria nei confronti dello sciopero di venerdì: “Nella manovra misure di una timidezza disarmante che possono solo fare il paio con il torpore dell’andamento dell’economia reale”.

Abbiamo condiviso la decisione di indire un’iniziativa di mobilitazione con sciopero ed abbiamo poco compreso i distinguo sollevati da alcuni a questo proposito, perché l’inadeguatezza delle proposte contenute nella legge di stabilità e la fragilità della compagine governativa richiedono al sindacato di assumere una capacità ed un impegno di indirizzo per perseguire le scelte che servono al nostro paese”.

Valentino Gervasoni ha aperto il direttivo della FIM di Bergamo mettendo in chiaro la posizione della sua categoria nei confronti dello sciopero che venerdì coinvolgerà anche la provincia di Bergamo. D’altronde, è il pensiero del segretario generale dei metalmeccanici CISL orobici, la Legge di Stabilità ha ricevuto più critiche che apprezzamenti, con “misure di una timidezza disarmante che possono solo fare il paio con il torpore dell’andamento dell’economia reale”.

Succede sull’IMU dove il proprietario della casa popolare e quello dell’attico o della villa di lusso sono trattati con la stessa misura, ed è successo recentemente con l’incremento dell’IVA, dove a forza di rinvii è stata applicata indistintamente per beni di largo consumo e per beni di lusso.

E succede, se possibile con maggior insoddisfazione, sulla questione fiscale, e sull’aspetto del “cuneo”, soprattutto, “considerata a torto o a ragione la madre di tutte le battaglie per una questione di equità. È chiaro che il peso del gettito fiscale è in larga misura sulle spalle dei lavoratori dipendenti e pensionati, come è chiaro che una riforma strutturale in grado di produrre una redistribuzione del reddito richiede scelte coraggiose sulla progressività delle imposte, sulla selettività degli interventi e sui livelli di tassazione di patrimoni e rendite. Niente di tutto ciò nella proposta del governo. E per fortuna che abbiamo rinnovato i contratti”.

Dalle proiezioni della FIM di Bergamo infatti, emerge che, a differenza della “propaganda governativa”, la questione dei 14€ è assolutamente veritiera, ma solo per un reddito di 15.000. Sopra o sotto si prende anche di meno, e il conteggio è fatto rispetto alle detrazioni del 2007.

Abbiamo dovuto constatare ancora una volta – insiste Gervasoni – che la legge dei grandi numeri in assenza di scelte coraggiose partorisce il topolino”.

Anche gli incentivi alle imprese per le nuove assunzioni a tempo indeterminato con uno stanziamento (minor gettito) di 42,5 milioni nel 2014 è francamente molto modesta.

Per quanto riguarda poi il versante delle imposte, dopo l’ISE, l’ICI, l’IMU, la TARES, il TRISE con TARI + TASI in attesa del TUC, “siamo alla apoteosi della confusione. È questo il caso più sintomatico dell’urgenza della nostra azione di indirizzo nei confronti del Governo che a partire dagli sprechi, dalla spesa inutile o fuori controllo, dai costi della politica, dall’efficienza dell’amministrazione pubblica, dalla tassazione delle rendite da portare almeno a livello di quella sui redditi e dalla lotta alla piaga dell’evasione, consenta di individuare le risorse necessarie a far ripartire il nostro paese attraverso gli investimenti e la difesa del lavoro”. Anche gli ultimi dati congiunturali del territorio bergamasco sembrano evidenziare quanto poco “ci azzecca questa manovra con l’economia reale”.

A Bergamo ed in Lombardia, territori che normalmente denunciano una situazione meno critica di altri e degli andamenti medi del paese, il rapporto della Camera di Commercio del terzo trimestre 2013 evidenzia che la produzione industriale presenta un quadro stazionario con un -0,3% sul trimestre precedente (-0,2% la Lombardia) ed un +1% su base annua (+0,6% regionale), tendenza di lieve miglioramento che coinvolge però la maggioranza delle imprese. L’artigianato registra un più 0,5% trimestrale ed un + 0,3% su base annua. I volumi complessivamente restano ad un -30% rispetto ai livelli pre-crisi. Nel commercio al dettaglio c’è ancora un segno negativo di -1,9% , -0,6% nella grande distribuzione e continua il processo di riduzione dei livelli occupazionali. Il settore edile a livello regionale appare in relativo recupero ma da sei anni registra un segno negativo, mentre a livello provinciale torna il segno positivo in presenza pero nel 2013 di un’elevata mortalità delle imprese (- 622 imprese nell’ultimo anno).

Gli addetti nell’industria segnano un +0,18% (+0,6% la meccanica e -1,5% il tessile), ma la Cassa integrazione effettivamente utilizzata aumenta nelle industrie di Bergamo dal 3,6% del trimestre precedente al 4,4% (% nel monte ore trimestrale); nella meccanica scende dal 2,4% al 1,8%, anche nel tessile scende dal 2,8% all’1,5% mentre aumenta vistosamente nei settori che fanno riferimento all’edilizia con circa il 33% di ore di cassa integrazione (su monte ore trimestrale).

Nell’artigianato nel terzo trimestre il saldo occupazionale segna un -0,5% e diminuisce la cassa integrazione per effetto prevalentemente delle restrizioni imposte dal finanziamento della cassa in deroga. Per il commercio il saldo occupazionale trimestrale segna un -1,1%.

“Come possiamo vedere – conclude Gervasoni – un quadro che presenta complessivamente qualche timido segnale di inversione di tendenza, che impone però dal punto di vista dell’azione del governo, così come avevamo chiesto nel corso dell’appuntamento congressuale, delle misure in grado di produrre una reale spinta perché il paese possa cogliere tutte le opportunità che si presenteranno a livello economico e più in generale nell’area dell’euro e a livello mondiale”.

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