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La Gamec celebra il centenario della nascita di Nino Zucchelli

Nel centenario della nascita di Nino Zucchelli (1913-1994), promotore culturale e personalità tra le più intraprendenti nella Bergamo del secondo dopoguerra, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta nella sua interezza la donazione che Lina Zucchelli Valsecchi, nipote di Nino, ha voluto destinare alla città di Bergamo in memoria dello zio.

di Stefania Burnelli

Le ricorrenze servono a commemorare, ma anche a porre nuovi interrogativi. O almeno dovrebbero. Così, il centenario della nascita di Nino Zucchelli, infaticabile promotore di eventi di livello internazionale, "appassionato e competente protagonista della vita culturale della città" (come recita la targa affissa nel 2005 dal Comune sulla sua residenza di via Crispi 4) non è solo l’occasione per riscoprire questa personalità di spicco della vita cittadina, grazie alla mostra che la Gamec aprirà dal prossimo 16 novembre con disegni, incisioni, dipinti, ceramiche, medaglie, film dalla collezione Zucchelli.

L’anniversario, se ben colto, potrebbe anche rilanciare un dibattito sulle dinamiche di promozione culturale e artistica nella nostra realtà bergamasca, sulle trame di relazione del sistema-cultura e sugli orizzonti di sviluppo dei talenti e delle energie creative che attraversano il territorio.

Sul sito web del Comune di Bergamo, in una pagina dedicata alla posa della targa in memoria di Zucchelli, si legge: "dopo aver contribuito a traghettare sullo spartiacque della guerra il meglio della cultura prodotta a Bergamo, Nino Zucchelli negli anni ’50 e ‘60 colse le potenzialità culturali di una città che cresce su se stessa, si modernizza, cambia il modo di rapportarsi con il mondo con il quale entra in contatto". Per una città che fa ormai quotidiana bandiera della candidatura a capitale europea della cultura, perché non partire dall’esempio e dalle esperienze di Zucchelli e della Bergamo di quegli anni per una seria valutazione dell’oggi, delle criticità e delle risorse in gioco – umane ed economiche, pubbliche e private – sul fronte delle arti, e in particolare delle arti visive?

Una tavola rotonda, o anche solo un confronto allargato alla cittadinanza e non solo agli addetti ai lavori, in un momento così cruciale per le scelte di politica culturale (alle soglie tra l’altro dell’expo 2015), poteva proprio essere pensato in occasione di questo centenario da parte delle istituzioni culturali cittadine. Se si pensa che, tra gli innumerevoli fronti dell’impegno culturale di Zucchelli, ci furono anche l’organizzazione nel ’49 del 7° CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna) cui partecipò Le Courbusier, che nell’occasione tracciò il famoso schizzo di Piazza Vecchia con invito a liberare la piazza dalle automobili, e il Festival Internazionale del Film d’Arte e sull’Arte – durato a Bergamo dal ’58 al ’70 e poi trasferito a San Remo fino al ’94 – che restituì l’ex Chiesa di Sant’Agostino alla città, sottraendola a una già incipiente rovina. In ogni caso la mostra che inaugura venerdì 15 alle 18.15 (e che resterà aperta fino al 6 gennaio) è un appuntamento importante, perché presenta nella sua interezza la donazione che Lina Zucchelli Valsecchi, nipote di Nino, ha destinato alla città in memoria dello zio.

E perché affianca la mostra un ciclo di proiezioni – in collaborazione con Lab 80 film – di materiali cinematografici di cui Zucchelli fu autore, oltre che di pellicole da lui collezionate. In particolare martedì 19 alle 18 si potrà vedere un’interessante serie di cortometraggi di Zucchelli regista su Bergamo e il territorio (tra cui un documentario su Bartolomeo Colleoni e uno dal titolo “La Carrara museo moderno” del 1956). In esposizione, vari dipinti (di Carena, Funi, Montanarini, Rosai), medaglie ( di Ajolfi e Cattaneo) e oltre settanda disegni daranno conto della ricchezza delle relazioni intrattenute da Zucchelli con gli artisti della sua generazione. Non mancheranno le ceramiche realizzate da artisti del gruppo “Arte e artigianato orobico” – come Cornali, Maffioletti, Normanni, Algisi, Rossi – di cui lui fu tra i principali promotori. Correda l’esposizione un numero speciale de “La Rivista di Bergamo” – di cui Zucchelli fu direttore a partire dal ’50 per oltre quarant’anni – che approfondisce i vari ambiti della donazione, a cura di Maria Cristina Rodeschini e con la collaborazione di Fabrizia Previtali.

Per un calendario delle proiezioni, www.gamec.it.