Le mostre
L’omaggio di Bergamo a Erminio Maffioletti nel centenario della nascita
Due importanti iniziative, una allestita presso la sede centrale del Credito Bergamasco, l’altra nella Sala Virgilio Carbonari del municipio di Seriate, danno conto del multiforme iter artistico di un maestro carismatico e di calibro nazionale.
E’ un omaggio doveroso quello che Bergamo porge in questi giorni al pittore Erminio Maffioletti nel centenario della sua nascita. Due importanti iniziative, una allestita presso la sede centrale del Credito Bergamasco, l’altra nella Sala Virgilio Carbonari del municipio di Seriate, danno conto del multiforme iter artistico di un maestro carismatico e di calibro nazionale che ha segnato e animato con l’insegnamento e l’inesausta attività creativa la crescita culturale e il dibattito artistico dal dopoguerra in poi.
Curate rispettivamente da Angelo Piazzoli, Anna Maria Spreafico e da Enrico De Pascale, le due mostre indagano aspetti diversi e complementari della personalità artistica di Maffioletti. Alla sede del Credito Bergamasco sono allestite le opere più precoci, molte di grande interesse, dalla metà degli anni Quaranta e dei decenni immediatamente seguenti, per un totale di ventidue dipinti disposti in un ideale percorso cronologico-antologico che allinea anche opere inedite conservate dalla famiglia dell’artista. Una particolare attenzione è riservata all’arte pubblica: oltre ai tre lavori eseguiti negli anni Sessanta a decoro e arredo del loggiato della Banca, si può ripercorrere – grazie alla preziosa mappatura che il catalogo dell’esposizione propone – la catena di committenze pubbliche e collaborazioni con insigni architetti tra cui Sandro Angelini, come le soluzioni d’arte applicata realizzate per il Cinema Arlecchino, la Borsa Merci, la Banca Popolare di Bergamo, il Seminario, il Palazzo dell’Anagrafe, le Piscine Italcementi, dove il bassorilievo in cemento nell’atrio d’ingresso (6 metri x 12, su due pareti) ancora oggi spicca per eccezionale modernità, come precisa Anna Maria Spreafico "grazie al variare, talora sfumato, talora intenso, della luminosità stagionale e climatica dell’ambiente in cui è armoniosamente inserito".
Lo spazio seriatese, nella scenografica cornice della Sala Carbonari, propone invece, sotto l’eloquente titolo "De rerum natura", un filone più specifico della molteplice produzione di Maffioletti. Sono tele e carte che dagli anni Sessanta registrano le riflessioni dell’autore su impronte e frutti di terra, su specchiature d’acqua, su squarci di cielo, su accensioni di luce. "E’ l’artista che osserva la natura da par suo – sottolinea il curatore De Pascale – con una evoluzione straordinariamente bella che parte dalle ‘lagune’ e arriva a questi ‘cieli’: negli ultimi tempi Maffioletti diceva di aver perso ogni altro interesse se non quello per la luce, aveva raggiunto la contemplazione della pittura allo stato puro".
Lungo la navata della sala, sui due registri, basso e alto, si svolgono le opere "terragne" e quelle "celesti", in una scansione bipartita che esalta insieme l’agilità del segno e la solidità d’impianto delle tele, che rinviano a una condizione esistenziale e bio-artistica ricca, inquieta e allo stesso tempo consapevole del proprio divenire, tra i poli della tradizione e della scuola e quelli di una ricerca sempre aperta, colta e tesa al confronto con le istanze del conteporaneo.
Un forte engagement di lavoro e di mestiere quotidianamente coltivato, quello di Maffioletti, come testimonia il suo studio di via Pradello, affollato di carte, dipinti, strumenti di lavoro, lacerti di idee e bozzetti, di cui le foto di Mario Cresci in mostra danno suggestiva documentazione. Entrambe le esposizioni esigono una visita, sia perché ormai quindici anni sono trascorsi dall’unica grande antologica di Maffioletti (voluta da Fagone e De Pascale) in Gamec, sia perché i due eventi di oggi documentano con rigore e passione il lavoro di un artista la cui qualità fu sempre altissima, all’insegna di un’infaticabile sperimentazione che merita di essere conosciuta e riscoperta. E i due cataloghi, disponibili gratuitamente presso le sedi espositive, sono una preziosa sintesi di questo percorso.
La mostra al Creberg è visitabile fino al 25 ottobre negli orari di apertura della banca, con visite guidate domenica 20 ottobre ogni ora a partire dalle 10.30. La mostra alla sala Carbonari di Seriate è aperta fino al 26 ottobre nei seguenti orari: mercoledì-sabato 16.00-19.00, domenica 10.30-12.00, 16.00-19.00

