Legge di stabilità

Cisl Scuola si mobilita “Segnali troppo timidi Servono più investimenti”

Durante il consiglio generale della Cisl Scuola di Bergamo il segretario Vincenzo D’Acunzo ha chiesto più investimenti nella scuola, nella quale il capitolo formazione ricopre un’importanza capitale.

Ci sono più di 450.000 euro a disposizione delle 141 scuole bergamasche che aspettano progetti e interventi per poter essere spesi. Inoltre, altri 22.888 euro per le reti di scuola che programmeranno attività legate alle indicazioni nazionali, grazie anche alle risorse provenienti da Enti come la Regione Lombardia, Italia Lavoro che affluiscono nel sistema scolastico orobico. Infine, alcune scuole ricevono risorse direttamente dal MIUR .

Per quanto riguarda i filoni di intervento individuati dalla Direzione Scolastica Regionale, ci sono il supporto alla formazione dei docenti e dei DS in relazione all’introduzione di nuove tecnologie con particolare attenzione alla didattica digitale (disponibili € 486.409,94 – residuerebbero anche € 1.543.689,00 al momento vincolate dal MIUR all’acquisto di nuovi strumenti tecnologici; interventi contro la dispersione scolastica e il successo formativo ( disponibili € 1.656.521,75).

Tocca alle nostre scuole ora spendersi in progettazione e attenzione verso le possibilità che vengono offerte. Non molte, in verità, e inoltre esiste anche il rischio di confusione e complicazione dei vari livelli decisionali e di responsabilità. Per questo abbiamo richiesto un ulteriore momento di confronto per capire meglio il disegno complessivo e poter valutare in ogni aspetto le inevitabili ricadute sulla organizzazione del lavoro del personale scolastico e la programmazione delle singole scuole autonome”.

Sarebbe quindi indispensabile che “l’ufficio scolastico regionale di Lombardia riesca a monitorare tutte le risorse economiche che affliuscono nelle scuole unitamente alle finalità per le quali vengono impiegate”.

È l’annuncio che Vincenzo d’Acunzo, segretario generale di CISL Scuola Bergamo ha fatto nel corso del consiglio generale della categoria, giovedì alla Casa del Giovane di via Gavazzeni.

La relazione di d’Acunzo ha toccato il panorama generale della situazione italiana, nella quale il capitolo formazione ricopre un’importanza capitale, nell’ottica di un “cambiamento per un nuovo sviluppo, che significa spostare l’attenzione verso nuove forme di produzione di valore facendo convergere gli interessi per la propria crescita personale e quelli per la crescita sociale. Sembra già in atto l’orientamento di parte del mondo imprenditoriale verso modelli di impresa volti a valorizzare le dimensioni sociali e ambientali in funzione dello sviluppo sostenibile. In tal modo entrano in gioco l’innovazione, l’apprendimento e la valorizzazione delle risorse umane aperte a nuove professionalità che la scuola dovrà favorire: e per farlo dovrà adeguare la propria identità alla mutata realtà che la vede dominare non solo i processi di insegnamenti-apprendimenti disciplinari, non solo i saperi di base e specialistici anche nuovi, ma anche quelli del pluralismo, dell’apertura al dialogo, del convivere solidale, dell’integrazione e dell’etica della responsabilità: saperi da cui non ci può distrarre in una società complessa e globalizzata. Sono questi i motivi per i quali non ci stancheremo mai di richiamare l’attenzione dei governi sull’importanza della formazione e, quindi, degli investimenti sulle strutture e sulle risorse umane”.

Il momento che stiamo vivendo è certo difficile, dice d’Acunzo, “ma non dobbiamo perderci d’animo. Siamo coscienti delle nostre professionalità, dei bisogni formativi necessari e del nostro ruolo: chiediamo con forza attenzione e rispetto risposte ai diritti negati: contratto sia per la parte normativa che per quella economica, scatti e formazione. Ma inviamo anche, al potere costituito, il messaggio che i servizi di cui abbiamo bisogno come cittadini non devono in alcun modo essere contratti e che la tassazione sul lavoro ha superato di gran lunga i livelli di guardia. La coesione sociale non può essere solo un’aspirazione: ha bisogno di gambe ben solide che possano sostenerla e queste gambe sono date da scelte politiche coerenti con un’idea di società plurale in cui sia possibile realizzare i propri progetti di vita”.

La CISL Scuola, quindi, chiede più investimenti nella scuola, dove agire e scegliere le priorità per aumentare la produttività , per dare qualità al sistema formativo investendo sulle risorse umane “che da anni ricevono solo umiliazioni dal Brunetta di turno”.

D’Acunzo ha espresso forte preoccupazione per la grave situazione economica e sociale del paese che sembra non avvertita dal Governo, dal momento che la legge di stabilità dà solo timidi segnali che non potranno avere sensibili ripercussioni sulla ripresa, e denuncia la sordità del Governo sia rispetto alla richiesta del Presidente della Repubblica, sia rispetto alla sensibilità di tutti i cittadini, di approvare decisive riforme quali quella Fiscale ed Elettorale.

Per questo, il Consiglio Generale della CISL SCUOLA di Bergamo “impegna la Segreteria Regionale e Nazionale ad assumere le opportune iniziative, senza escludere mobilitazioni unitarie in tutte le piazze provinciali, per far sì che nel passaggio in Parlamento la legge di stabilità sia modificata accogliendo le proposte volte a favorire realmente la crescita, a garantire l’equità e ad evitare il prolungamento del blocco dei contratti del pubblico impiego”.

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