Atalanta, 106 candeline Ma i tifosi aspettano un nuovo regalo europeo
Il 17 ottobre del 1907 nasceva l’Atalanta Bergamasca Calcio. Quelli passati sono stati 106 anni di passione tra ricordi belli (la Coppa Italia alzata nel 1963 e la storica cavalcata in Coppa delle Coppe) e meno belli (il dramma Bortolotti e il caso-Doni). Riviviamoli insieme.
Centosei anni e non sentirli affatto. L’Atalanta festeggia il suo 106esimo compleanno aspettando la Lazio per l’ottava giornata di campionato, sperando di fare ai suoi tifosi il regalo che tutti si aspettano, i tre punti.
Una sorpresa la regalerà sicuramente la Curva Nord, che per l’occasione ha preparato una coreografia spettacolare che farà passare in secondo piano le polemiche legate alle regole sulla discriminazione territoriale. E ci sarà spazio per i ricordi. I tanti, tantissimi ricordi. Belli e brutti, piacevoli e meno piacevoli. A partire da quello del 17 ottobre del 1907, quando Eugenio Urio, Giulio e Ferruccio Amati, Alessandro Forlini e Giovanni Roberti fondarono la "Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici" subito ribattezzata "Atalanta", come l’eroina della mitologia greca. La sezione dedicata al calcio arrivò più tardi, nel 1913, per essere poi riconosciuta ufficialmente dalla Figc un anno dopo con il collaudo e l’inaugurazione del primo campo di calcio di Bergamo, allora posizionato in via Maglio del Lotto vicinissimo alla stazione ferroviaria.
Una tribunetta per mille persone all’epoca bastò per dare il via alla grande avventura che nel corso degli anni ha fatto innamorare sempre più persone, tant’è vero che oggi, a 99 anni di distanza dai primi match giocati dai bergamaschi (con un’insolita casacca bianconera), quella nerazzurra è considerata una delle tifoserie più calde d’Italia e d’Europa.
In 106 anni Bergamo ha vissuto intensamente la storia di quella squadra che è stata capace di conquistarsi per 52 volte il diritto di giocare nella serie A a "girone unico", diventando la "Regina delle Provinciali" di nome e di fatto: nessuna delle cosiddette "provinciali", infatti, ha giocato tanti campionati nella massima serie.
Tra le pagine più belle di questi 106 anni c’è sicuramente la vittoria della Coppa Italia: era il 2 giugno del 1963 quando una tripletta di Angelo Domenghini piegò il Torino a San Siro, regalando ai bergamaschi l’unico trofeo finora conquistato nella loro storia. Impossibile non ricordare anche gli anni d’oro con Glenn Peter Stromberg, la cavalcata in Coppa delle Coppe (culminata con la semifinale persa col Malines) e le grandi stagioni dei primi anni ’90 che hanno regalato parecchie soddisfazioni ai tifosi nerazzurri. Soddisfazioni cancellate (in parte) dal grande dramma di quei tempi, la scomparsa del presidente Cesare Bortolotti, morto a 39 anni in un incidente stradale. Incidente stradale che nel 1997 si portò via anche il 22enne toscano Federico "Chicco" Pisani, schiantatosi in una maledetta notte di febbraio con la fidanzata Alessandra Midali.
Tra i capitoli da dimenticare anche quello legato a Cristiano Doni, l’ex capitano e uomo-simbolo "sfigurato" dal calcioscommesse dopo l’arresto del 19 dicembre del 2011, dopo mesi passati a giurare la propria innocenza davanti al popolo atalantino. Da quello scandalo il club orobico uscì con un totale di 8 punti di penalizzazione divisi in due stagioni.
In mezzo qualche "bidone" (come non citare i vari Larsson, Valenciano, Comandini, Simone Inzaghi e Saudati?) e tanti, tantissimi campioni che hanno poi scritto la storia del calcio italiano: dai già citati Domenghini e Stromberg a Magrin, da Donadoni a Garlini, da Pizzaballa a Lentini, da Morfeo a Montolivo, da Prandelli a Pazzini, da Savoldi a Pippo Inzaghi, da Vieri a Lucarelli. E un settore giovanile che continua a sfornare talenti, sempre guidato dal grande Mino Favini, amatissimo sotto le Mura venete.
Oggi, dopo l’avvento-bis di Antonio Percassi, i tifosi bergamaschi hanno un grande sogno: rivivere gli inimitabili match dal profumo europeo. Sono sempre di più, infatti, i giovani che si avvicinano al mondo-Atalanta scoprendo quelle notti magiche solo attraverso i racconti dei più anziani.
Nel frattempo tutti si godono queste 106 candeline. Spente ancora una volta in serie A.






