Bergamo

Sottopasso chiuso, caos anche per i lavoratori “Orari tutti sballati”

La chiusura del sottopasso della stazione dal 24 ottobre mette in guardia tutti: studenti, pendolari, amministratori. Un problema che rischia di mandare in tilt le abitudini di migliaia di persone che dal 2008 usufruiscono del passaggio agevolato sotto i binari della stazione in entrambi i sensi di percorrenza.

La chiusura del sottopasso della stazione dal 24 ottobre mette in guardia tutti: studenti, pendolari, amministratori. Un problema che rischia di mandare in tilt le abitudini di migliaia di persone che dal 2008 usufruiscono del passaggio agevolato sotto i binari della stazione in entrambi i sensi di percorrenza. Quasi tutti gli autobus extraurbani sono studiati sugli orari di apertura delle scuole, quindi anche sui cinque minuti necessari per attraversare il sottopasso. E’ questo il danno maggiore per i ragazzi, non tanto la non voglia di camminare di cui sono stati accusati sui social netowork. Non è un caso che i presidi degli istituti a sud di via Gavazzeni abbiano deciso di incontrarsi per fare il punto sui possibili ritardi di tantissimi studenti costretti a circumnavigare lo scalo ferroviario.

La chiusura del sottopasso colpisce anche i tanti lavoratori e universitari che parcheggiano nella zona delle Gavazzeni per prendere il treno diretto a Milano. “In quanto pendolare, precisamente sulla tratta Bergamo – Milano Centrale la mia routine quotidiana è già particolarmente pesante, senza che si aggiunga un ulteriore tratto di strada dal parcheggio della Malpensata o da quello in zona Gavazzeni alla stazione – ci scrive Gaia Bolognini -. Vorrei quindi sollecitare una scelta che ancora una volta non penalizzi i lavoratori, valutando la possibilità di mantenere aperto il sottopasso, anche dalle 7.30 alle 8.15, nella direzione opposta rispetto al flusso degli studenti, per permettere comunque ai pendolari che parcheggiano nelle uniche aree disponibili in zona di accedere alla stazione senza ulteriori disagi e non costringendoli a scelte ulteriormente drastiche come l’alzataccia prima delle 6 per prendere il treno delle 7.16 anche quando non risponde alle esigenze lavorative”.

Capitolo navette: ad oggi non è giunta nessuna richiesta ufficiale ad Atb. Si attendono le mosse di Centostazioni e Comune di Bergamo. Da parte di Regione Lombardia, secondo i primi contatti informali, ci sarebbe la disponibilità a stanziare dai 20 ai 30 mila euro. L’assessorato ai Trasporti attende una richiesta di incontro da parte del vicesindaco di Bergamo Gianfranco Ceci. Se Comune, Regione, Centostazioni e Trenord mettessero 20 mila euro a testa, soluzione già ipotizzata, si riuscirebbe a garantire il trasporto di studenti dalla stazione agli istituti superiori.

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