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Interviene la Federazione: Alessia torna a giocare gratuitamente ad Albino

Alessia Panseri, promessa dela basket di 15 anni, era bloccata dalla firma su un contratto con la società Lussana Bergamo e da una richiesta di 18mila euro per la cessione, ma la sua unica volontà era quella di continuare a giocare con le amiche nella squadra seriana

Alessia andrà giocare un anno in prestito gratuito all’Albino. Finale a lieto fine per la vicenda della giovane promessa bergamasca del basket dopo il caso sollevato con la pubblicazione di un articolo su Bergamonews (LEGGI QUI).

Alessia Panseri, 15 anni, era bloccata dalla firma su un contratto con la società Lussana Bergamo e da una richiesta di 18mila euro per la cessione, ma la sua unica volontà era quella di continuare a giocare con le amiche nella squadra seriana, dopo averci trascorso un anno in prestito.

Dopo settimane di tira e molla i genitori della ragazza e i dirigenti del Lussana hanno trovato l’accordo: Alessia potrà tornare a giocare ad Albino, in prestito gratuito per un altro anno. La Federazione inoltre farà da garante affinché nei prossimi anni non ci siano altri problemi: Alessia ogni estate sarà libera di andare in prestito dove vuole, fino allo svincolo che è previsto al 21esimo anno di età.

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Commenti

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  1. Scritto da adriano Arizzi

    Mah il solito accordo all ‘ italiana , , siamo sicuri che tutti siano contenti?

    1. Scritto da Daniele

      Sicuramente chi doveva produrre profitti dalle sponsorizzazioni della pallacanestro giovanile no. Fatti suoi, non mi spiace neanche un po’.

      1. Scritto da Paolo

        Comunque il mondo non gira grazie a etica, morale e sportività. Se lei avesse un figlio che fa sport e, anziché costare soltanto, si prende la sua bella paghetta facendo sport, e aiutasse i genitori (in una cosa che a lui piace ed ha talento) economicamente, dove sta il problema? Se si insegna ai ragazzi la meritocrazia, evidentemente, non è così assurdo che un adolescente venga gratificato con soldi per i suoi meriti….

        1. Scritto da Carlo

          Spero che Paolo non sia un dirigente sportivo. Con principi come questi i nostri ragazzi (soprattutto gli adolescenti) non vanno molto lontano.

          1. Scritto da Paolo

            Intanto che lei insegna i sani principi agli adolescenti, il mondo lo governano i cinici e gli scaltri. Forse è meglio esser realisti fin da subito: lo sport è business! Se poi, non avendone le qualità, saranno costretti a farlo soltanto amatorialmente senza “entrate” economiche, questo è un altro paio di maniche. Ma un giovane che inizia a fare sport, non parte già rassegnato di vivere coi principi decoubertiani…. Spera di farlo per mestiere, sennò perché fa sacrifici?