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Yara, nuova pista E' un pedofilo di Padova arrestato in Francia - BergamoNews
Il caso

Yara, nuova pista E’ un pedofilo di Padova arrestato in Francia

L'uomo, ora in carcere in Francia, è appassionato di ginnastica ritmica e adescava su internet ragazzine nella Bergamasca. La denuncia arriva da una mamma di una 12enne della zona. A rivelarlo è Settimanale Giallo: il 50enne risponderebbe all'identikit del presunto assassino.

S’arricchisce di un nuovo capitolo il caso del delitto di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, morta in un campo di Chignolo d’Isola. Una nuova pista, rivelata da Settimanale Giallo, porterebbe addirittura in Francia, dove è detenuto Lorenzo B., un 50enne di Padova accusato di pedofilia e finito in manette per l’ultima volta nel febbraio scorso, nella cittadina di Bourges.

La denunciua arriva direttamente da una mamma bergamasca, Claudia, che ha scoperto le molestie che l’uomo portava a sua figlia tramite internet. Intervistata dal settimanale di cronaca nera, la donna ha raccontato che il 50enne chattava con diverse ragazzine bergamasche fingendosi un loro coetaneo. Tante le coincidenze che potrebbero portare gli inquirenti su questa nuova pista.

La prima, il fatto che l’uomo è un appassionato di ginnastica ritmica, lo sport praticato da Yara. Anche lui da giovane sarebbe stato un ginnasta quando ancora abitava a Chiasso, dove era già finito in manette per aver riempito i suoi computer di immagini erotiche di bambini.

Fonti investigative rivelano poi il secondo indizio: il 50enne, proprio nel 2010 (quando era libero), "stava cercando di mettere le mani su qualche bambina della Bergamasca".

La terza coincidenza, invece, parla dell’ossessione vera e propria dell’uomo verso Yara, un’ossessione che nel 2012 l’ha portato a creare diversi profili falsi su Facebook così da scrivere, sempre sotto mentite spoglie, frasi in ricordo della 13enne di Brembate. In un’occasione, addirittura, l’uomo ha pubblicato diversi post in cui si diceva "un’amica di Yara che conosceva il nome dell’assassino".

Il quarto indizio conduce a una lettera pubblicata da tutti i profili del 50enne. Parole angoscianti: "Anche stanotte sei tornata… Ti ho vista… Ti ho sentita. Quel freddo tutto attorno… E c’eri tu. E poi le grida, il tuo pianto. L’orrore. E poi.. Buio… Solo buio freddo… E silenzio. Ormai ogni notte è così. Ho paura di dormire, ho paura di sognare. Di rivedere, di rivivere, di sentire ancora tutto questo. Cosa posso fare… Cosa devo fare per farti trovare la pace, per cancellare tutta la sofferenza che hai dovuto subire… Per far tacere tutto questo gelido silenzio… Sto male…".

La quinta e ultima coincidenza, infine, potrebbe riportare in Val Seriana, a Gorno: il padovano arrestato in Francia è stato adottato in tenera età, così come il figlio di Giuseppe Guerinoni, l’autista che l’esame del Dna ha rivelato essere il padre dell’assassino di Yara Gambirasio.

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