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Cosa ama Massimo Numa, chitarrista, autore, amico di tanti musicisti?

La chiacchierata alla scoperta dei gusti musicali di personaggi che gravitano attorno a Bergamo stavolta coinvolge Massimo Numa, produttore, compositore, che ha lavorato con calibri da 90 come Ian Paice & Glenn Hughes dei Deep Purple per dirne un paio.

Massimo Numa è un chitarrista, produttore, arrangiatore, compositore e autore italiano.

Ha collaborato con Ian Paice & Glenn Hughes (Deep Purple), Carmine Appice (Rod Stewart, Ozzy Osbourne), Tony Frankiln (Kate Bush, Whitesnake), Clive Bunker (Jethro Tull), Ken Hensley (Uria Heep), Eric Bloom (Blue Oyster Cult), Graham Bonnet (Rainbow), Steve Walsh (Kansas), Morris Albert.

Ha curato registrazioni per e con Roby Facchinetti (Pooh), Cico (Nomadi), Daniele Silvestri, Iva Zanicchi, Fiordaliso.

Ma soprattutto, almeno per me, Massimo è un caro amico e una persona veramente speciale.

Vive di musica, non solo quale professione, perché la musica riempie ogni momento della sua vita (meno quelli riservati alla sua bella famiglia).

Ed è un generoso, un altruista , uno sempre pronto a mettersi in gioco.

Attualmente gira le piazze e i locali di tutta Italia con i suoi vari progetti musicali: i “Due Mondi” e il loro tributo a Lucio Battisti, il dr. Funkenstein e la loro musica dance anni ’70, e la band tributo agli ABBA.

Colto da pietas cristiana a un certo punto ha anche deciso di mettersi a fare il direttore artistico di un gruppo di sciamannati che si fa chiamare BBband e a suonare con loro, conquistandosi così le chiavi del paradiso. È anche un po’ matto ma è dotato di quella sana follia che migliora le persone e non le rende noiose e scontate

Partiamo Massimo…

Una canzone legata a un ricordo estivo?

Rock: Highway star (Deep Purple. Riviera adriatica anni ’70… ero un ragazzino e mi hanno portato al mio primo concerto … quel giorno mi si sono aperti i cancelli del paradiso ed ha condizionato il prosieguo della mia vita emotiva e, fortunatamente, professionale. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avrei condiviso palco e studio di registrazione con alcuni di loro? Ovvero, quando la musica eleva per alcuni attimi il nostro vivere a un livello superiore.

Commerciale: Voyage Voyage (Desireless). Paesi Baschi, costa oceanica estate metà anni ’80:  classico esempio di come una canzone/tormentone blanda e mediocre, quando legata a momenti di serenità e spensieratezza di una compagnia di amici veri, attivi nel nostro cervello sensazioni calde e piacevoli. Ovvero, quando è la nostra vita a dare alla musica di plastica una dignità ed un’anima.

Demenziale : USA for Italy (Squallor). Affacciati sul mare del tacco pugliese nel 1985 si cantava sentendoci deficienti ma contenti. Ovvero, quando bastano poche note per regalarci un sorriso.

L’album di una vita?

Italiano : Il nostro caro angelo (Lucio Battisti). Questo album agisce nella mia testa e nel mio cuore come un frullatore; contiene tutti i sapori ed i colori dei generi musicali che più mi seducono, mantenendo una meravigliosa attitudine selvatica e assolutamente non patinata. La produzione dei suoni e degli arrangiamenti (non tipicamente italiani) attivano il mulinello dei pensieri smembrando ogni connessione logica. Torno carta bianca … torno bambino … e felicemente mi lascio ridefinire dall’Artista suo autore.

Inglese (Pop progressivo): Tales Of Mistery And Imagination Edgar Allan Poe (Alan Parsons Project). Mi risulta davvero difficile trascrivere nelle parole il valore immenso dell’opera di quest’uomo. Il miglior sound engineer di tutti i tempi, è il re mida del banco mixer. Compositore straordinario ed arrangiatore sublime. La forza, le paure, l’amore e l’innato senso di distruzione dell’uomo, sono i quattro poli che caratterizzano questa meraviglia pentagrammata. Ogni volta che le sue note mi raggiungono rimango incantato dalla sua genialità. Unico compositore contemporaneo che riesco ad accostare a pilastri della musica classica senza sentirmi un blasfemo.

Inglese (musical) Jesus Christ Superstar (Andrew Lloyd & Tim Rice). Quando in un disco non c’è una singola nota sbagliata. Sarò eternamente grato ai signori Rice e Webber per la loro creazione … e a tutto lo staff di poderosi performers della trasposizione cinematografica. Questo è davvero un lavoro g-e-n-i-a-l-e!!! L’attualità del contesto sonoro e di come viene trattato un tema così delicato è disarmante; questo progetto ha visto la luce nel lontano 1970 e sembra prodotto oggi. Lo amo visceralmente.

Stati Uniti (Rock): Alive (Kiss). Questi quattro “ragazzi” newyorkesi, pitturati ed oltremodo bizzarramente vestiti, mi hanno letteralmente travolto con la crudezza e la potenza del loro live act. Sono la felice trasposizione di un sentimento tribale ed arcano che mi accompagna da sempre. Loro sono l’altra faccia della medaglia, il lato morboso dalle mille sfaccettature che fa parte dell’io … o più semplicemente la genuina sfrontatezza giovanile che (fortunato me) non vuole cedere totalmente il passo alla cosiddetta maturità … cosa farò da grande?

Beatles o Rolling Stones?

Pur apprezzando e valorizzando le Pietre Rotolanti, inevitabilmente la corona imperiale britannica la pongo sulla testa dei quattro Scarafaggi. La loro camaleontica versatilità compositiva non ha eguali. Paperback writer contiene il primo riff di chitarra heavy della storia … e di canzonetta in canzonetta sono approdati a masterpiece come The fool on the hill … e quando si sono (ahimè) separati hanno partorito gemme come Imagine oppure Live and let die. Decisamente scelta obbligata.

Baglioni o Battisti?

Il capostipite di tutta la musica leggera contemporanea italiana … LUI è stato in Italia quello che i Beatles sono stati per il mondo: una vera e propria rivoluzione musicale e di costume. La magnificenza delle sue composizioni sono il testamento di un genio inarrestabile e sempre in evoluzione. Non ha mai copiato se stesso spiazzando puntualmente i suoi più fedeli estimatori, vincendo sempre la sfida. LUI è senza tempo, arrivando dritto al cuore di tutto le generazioni venute dopo. LUI è il Don Giovanni della musica … LUI è LUCIO BATTISTI

Canzoni sull’isola deserta.

Nella difficile situazione di essere spiaggiati sul litorale di una sfigatissima isola deserta (senza neanche una Venerdì con cui copulare sotto le stelle) spero che acqua e salsedine abbiano risparmiato almeno il mio iPod…e che nell’altrettanto sfigatissima possibilità che l’hard disk interno si sia parzialmente danneggiato perdendo parecchi dati, PRETENDO dalla sorte che almeno le seguenti tracce restino inalterate e disponibili:

KISS – Detroit Rock City

D.A.D. – Grow or pay

QUEENSRYCHE – The mission

SHARK ISLAND – Paris calling

DEEP PURPLE – Burn

THE ALAN PARSONS PROJECT – The turn of a friendly card

TCHAIKOVSKY – Piano Concerto No.1

LUCIO BATTISTI – Questo inferno rosa

CHRIS REA – The road to hell (part II)

EAGLES – One of these nights

GOBLIN – Profondo rosso

ANDREW LLOYD WEBBER & TIM RICE – Gethsemane (I Only Want to Say)

…azz, domani vado a comprare immediatamente cuffiette impermeabili e ricarica batterie ad energia solare… non si sa mai!!!

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Commenti

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  1. Scritto da Julia

    Bravo papi!!! :-*

  2. Scritto da isabella

    Ciao Numa, eravamo in una serata..con radio Malvisi net ci siamo divertiti da morire….era una serata in piazza…io so vecchiotta ormai…se ci potessimo sentire mi farebbe piacere

  3. Scritto da Alessandro Fè

    Sono perfettamente in linea su tutto quello che ha detto il grande Massimo Numa sono un grande estimatore di Massimo lo ascolterei per ore a cantare e suonare ciao Massimo sei il numero

  4. Scritto da Elvira

    grande Massimo