Crisi

Dissensi Pdl-Forza Italia Letta prova il bis Mercoledì la fiducia

Il premier: "Non sarò un re travicello", dopo un fine settimana di tensioni. Da una parte qualche presa di distanza dalla nuova Forza Italia che a tavola, ad Arcore, prende decisioni estreme, dall'altra l'irritazione del Presidente Napolitano, dall'altra ancora un Beppe Grillo che chiede il voto e minaccia: se non si va alle urne i 5 Stelle lasciano il Parlamento.

Da una parte qualche presa di distanza dalla nuova Forza Italia che a tavola, ad Arcore, prende decisioni estreme, dall’altra l’irritazione del Presidente Napolitano, dall’altra ancora un Beppe Grillo che chiede il voto e minaccia: "Se non si va alle urne i 5 Stelle lasciano il Parlamento", ma anche: "Se gli italiani votano ancora Pd e Pdl me ne vado".

Ecco come si è snodata la giornata di domenica dopo l’annuncio a sorpresa delle dimissioni in massa dei ministri del Pdl.

Una domenica frenetica a cercare una soluzione, con il Capo dello Stato che non vuole andare al voto senza una nuova legge elettorale, con un premier, Enrico Letta, che teme l’instabilità dei mercati proprio ora che un’apertura internazionale era stata accertata: al termine dell’incontro serale tra i due l’indicazione è stata quella di affidarsi Parlamento per verificare se esiste la possibilità di continuare e verificare come evitare le urne, anche se il premier sembrava intenzionato a dare le proprie dimissioni. Mercoledì la fiducia: "Non sarò un re travicello" annuncia da Fabio Fazio.

Ma anche una domenica di dissensi tra oi berluscones, che potrebbero confermare Napolitano nella sua volontà di non sciogliere le Camere e tentare un Letta bis che, invece delle "grandi" si basi su "piccole" intese.

Già: alcuni ministri Pdl paiono piuttosto scettici soprattutto nei confronti di Forza Italia: sono Quagliarello, Lorenzin, Lupi e perfino Alfano che dichiara "Sarò diversamente berlusconiano". Sembra che dietro le quinte si stia combattendo la battaglia per il controllo del nuovo partito, sta di fatto che qualche tensione si sta accumulando e il compleanno di Silvio Berlusconi, che domenica ha spento 77 candeline non è proprio filato via liscio, non solo per gli arresti dietro l’angolo, ma anche per i "niet" a casa sua.

D’altronde anche dalle parti dei 5 Stelle emerge una dozzina di parlamentari pronta a sostenere un eventuale nuovo governo di scopo indirizzato a cambiare la legge elettorale: ricordiamo che servono 24 voti al Senato per avere la maggioranza mentre alla Camera questa è saldamente in mano a Pd e Sel uniti.

I democratici dal canto loro sembrano aver rinsaldato le fila. Parola d’ordine: si vada in Parlamento e si racconti la situazione chiedendo voti per governare ancora un po’ nell’interesse dell’Italia, come ha spiegato il segretario Epifani all‘Annunziata.

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