Branzi

Il re dei mungitori è Nicolò Quarteroni ha 20 anni e studia lettere fotogallery

Ha vent'anni, è studente in Lettere ma soprattutto ha una passione sfrenata per tutto ciò che ruota attorno al mondo delle vacche, dall'alpeggio alla mungitura. E proprio nella mungitura a mano Nicolò Quarteroni, giovane allevatore di Lenna, dimostra di avere capacità eccezionali. Alla fiera di San Matteo a Branzi, tradizionale rassegna zootecnica, di cultura, enogastronomia e turismo ha letteralmente stracciato il Guinness World Records

Ha vent’anni, è studente in Lettere ma soprattutto ha una passione sfrenata per tutto ciò che ruota attorno al mondo delle vacche, dall’alpeggio alla mungitura. E proprio nella mungitura a mano Nicolò Quarteroni, giovane allevatore di Lenna, dimostra di avere capacità eccezionali. Alla fiera di San Matteo a Branzi, tradizionale rassegna zootecnica, di cultura, enogastronomia e turismo conclusasi domenica 22 settembre, ha letteralmente stracciato il Guinness World Records, stabilito nel maggio 2012 da un allevatore di Saluzzo (Cuneo): era di 4,5 litri in due minuti. Quarteroni, nella tradizionale sfida tra gli allevatori della valle, in 180 secondi ha munto dalla sua Giardi, una vacca di razza Bruno alpina, la bellezza di 10,7 litri di latte, all’incirca sette litri in due minuti. Il Guinness dei primati, seppure non omologato ufficialmente per l’assenza di un giudice (ma, per l’anno prossimo, l’organizzazione si dice pronta a fornirlo) è ampiamente migliorato. «Ero teso ed emozionato – ha detto Quarteroni a fine gara – durante gli allenamenti riesco anche ad arrivare a 11 litri». Tecnica (a “brac”, ovvero con la mano aperta), potenza, velocità e resistenza le doti che hanno consentito al giovane allevatore di Lenna la straordinaria performance. Ma perché mungere ancora a mano, oggi nel 2013, quando le macchine consentono un’attività molto più rapida? «Perché l’uso dei carri elettrici implica l’introduzione dei mangimi nell’alimentazione degli animali – dice Quarteroni – mentre è solo alimentando ad erba le vacche che si ottiene un formaggio d’eccellenza». Lunga vita, dunque, alla mungitura a mano.

ITINERARI TURISTICI ALLA SCOPERTA DEI FORMAGGI PRINCIPI DELLE OROBIE

Dieci itinerari turistici alla scoperta dei Formaggi Principi delle Orobie: Formai de mut, Bitto Storico, Branzi Ftb, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta e Stracchino all’antica. Il progetto è stato presentato ieri, nell’ambito della fiera di San Matteo dalla Comunità montana Valle Brembana, presente l’assessore al Turismo Giovanni Fattori, la coordinatrice Marta Torriani, il presidente della Fiera Francesco Maroni e l’assessore provinciale all’Expò Silvia Lanzani. «Tramite il filo conduttore dei formaggi – hanno detto Maroni e Torriani – il visitatore sarà guidato, in due giorni, alla scoperta del ricchissimo patrimonio storico, artistico, gastronomico, ma anche ambientale e sportivo della Valle Brembana. L’obiettivo è destagionalizzare il turismo: la nostra terra ha tanto da offrire, non solo lo sci in inverno o il trekking in estate». Presente, a conclusione del convegno, anche l’attore bergamasco Giorgio Pasotti, con la compagna Nicoletta Romanoff, impegnato in questi giorni in Valle Brembana per le riprese del film «Io, Arlecchino». L’attore ha ringraziato in particolare gli imprenditori della valle grazie ai quali è stato possibile realizzare il film.

IL CASARO D’ORO ARRIVA DA ISOLA DI FONDRA

Tradizionale appuntamento della fiera la premiazione del «Casaro d’oro», ovvero la migliore forma di Formai de mut d’alpeggio. L’alloro è andato a Roberto Cattaneo, allevatore di Isola di Fondra, il cui formaggio viene prodotto nella malga Arale-Valleve, a circa 1.600-1.800 metri di quota. «Una grande soddisfazione – ha detto a margine delle premiazioni l’allevatore – che mi ripaga di tanti sacrifici». Per Cattaneo si tratta della prima vittoria alla Fiera di San Matteo. Al posto d’onore Angelo e Loris Riceputi di Valleve, con malga a Torcola Soliva di Piazzatorre e terzo Cristian Colombo di Oltre il Colle con malga a Mezzeno di Roncobello.

SIGLATO IL PATTO TRA PARCO DELLE OROBIE E LA FIERA DI SAN MATTEO

Sabato, invece, sempre alla Fiera, è stata sottoscritta una convenzione di collaborazione tra il Parco delle Orobie Bergamasche e l’Associazione «Fiera di San Matteo», con l’intento di unire le forze nella realizzazione di una kermesse diventata ormai una felice tradizione per il comune dell’Alta Val Brembana, capace di chiamare visitatori e appassionati da ogni parte d’Italia. I risultati di questa sinergia sono già diventati realtà. Per tutta la durata dell’edizione 2013, il Parco delle Orobie, infatti, ha allestito la mostra «Gente del Parco», che raccoglie gli scatti del fotogiornalista Fabio Proverbio, un viaggio attraverso i mestieri di ieri e di oggi per conoscere il Parco e i suoi protagonisti e un’occasione per fermare i mestieri della tradizione del Parco che consentono di produrre prodotti tipici prelibati. Ma la fiera, nella serata di sabato, è stata anche l’occasione per presentare la nuova delegazione, quella Orobica, della «ARMR» (Aiuto alla ricerca delle malattie rare): sono intervenuti la presidente della fondazione Daniela Guadalupi, il coordinatore scientifico Giuseppe Remuzzi e il neo eletto presidente della delegazione, il dottor Sergio Accardi.

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