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Fondazione ITS, dove la scuola incontra il lavoro

All’istituto "Giulio Natta" sono attivi due percorsi tecnici superiori: il primo per le produzioni biotecnologiche e il secondo per le produzioni chimico-industriali. Il presidente della fondazione ITS Giuseppe Nardiello: l’offerta formativa è condivisa con le imprese partner della scuola, in modo di colmare la distanza tra l’istituzione scolastica e le aziende e di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

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Creare un punto di incontro tra i giovani e il mondo del lavoro, in cui viene superata la distanza tra l’ambito scolastico e le aziende. Questo è l’obiettivo con cui opera la Fondazione ITS – Istituto Tecnico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita, all’Istituto “Giulio Natta” di Bergamo.

Il presidente della Fondazione ITS Giuseppe Nardiello spiega: “L’ITS è una nuova realtà formativa istituita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per promuovere la formazione dei giovani in risposta alle richieste del mondo del lavoro. Si tratta di un nuovo canale formativo di livello post-secondario, da compiere dopo aver superato la scuola superiore di secondo grado, in parallelo ai percorsi universitari, dove si integrano formazione, istruzione e lavoro”.

Questa nuova proposta è stata istituita nel 2008, quando il legislatore ha inteso disciplinare il mondo dell’istruzione tecnica superiore. Il dottor Nardiello afferma: “Alla base della riforma c’era la constatazione che le imprese esprimono una richiesta di profili tecnici altamente qualificati, ma spesso non riescono a trovarli perché tra l’istituzione scolastica e il mondo del lavoro si tendeva a viaggiare per compartimenti stagni. Questa nuova tipologia di istituti, invece, prospetta e realizza percorsi di alta specializzazione direttamente con le imprese. La formazione è partecipata e condivisa con le aziende e consente loro di trovare risposta al loro bisogno occupazionale: per i ragazzi, dunque, l’ingresso nel mondo del lavoro diventa più facile e diretto e, soprattutto in una situazione di crisi economica come quello attuale, è un’opportunità non indifferente”.

All’Istituto “Natta” questa proposta è attiva dal 2010 e ha già riscosso notevoli risultati. Il presidente dichiara: “A fine luglio abbiamo registrato con soddisfazione che oltre il 70 % dei ragazzi diplomati ha avuto un’occupazione. È un’eccellenza in fase di espansione: in Italia ci sono 72 istituti tecnici superiori di questo tipo, di cui 7 in Lombardia, che operano in 7 ambiti lavorativi differenti: mobilità sostenibile, nuove tecnologie per il made in Italy, nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione, efficienza energetica, beni culturali e, appunto, nuove tecnologie della vita”.

Il direttore della fondazione Ilario Amboni dichiara: “Considerando il successo riscosso, quest’anno abbiamo raddoppiato l’offerta formativa, attivando due percorsi tecnici formativi differenti. Il primo, attivo nella scuola dal 2010 ed aggiornato sulla base delle indicazioni espresse dalle imprese, è dedicato alle produzioni biotecnologiche e mira a formare tecnici specializzati nello studio, ricerca, sviluppo e produzione di molecole, di prodotti e di impianti di diversi settori produttivi, come quello alimentare, chimico, medico, farmaceutico, ambientale, agricolo e zootecnico. Il secondo, che prende il via da quest’anno, invece, riguarda le produzioni chimico-industriali e mira a formare un tecnico in grado di operare in ambito industriale, nei settori in cui è maggiormente richiesta la presenza di esperti in processi chimici. Sulla base del fabbisogno espresso dalle aziende partner, questo percorso riguarda la chimica tessile, dei coloranti, detergenti e dei materiali polimeri come gomma e plastica; chimica dei preparati e dei prodotti alimentari; chimica dei cosmetici, dei prodotti farmaceutici e di sintesi dei prodotti organici; e chimica dei prodotti per l’agricoltura e per l’edilizia, dei gas tecnici e dei medicinali”.

L’apprendimento pratico, facendo esperienza sul campo, è una parte essenziale di entrambi i percorsi. Il professor Amboni sottolinea: “I percorsi formativi, che hanno la durata di un biennio e che sono riconosciuti a livello europeo, prevedono in totale 2 mila ore. Di queste, il 40 %, ossia ben 800 ore, sono di tirocinio nelle aziende partner. La preparazione, cioè, è concreta, non si concentra solo sul sapere ma punta sul saper fare: non ci sono solamente laboratori a scuola con docenti provenienti dal mondo del lavoro e la possibilità di vivere esperienze formative all’estero per osservare l’organizzazione delle imprese in altri Paesi, ma viene dato spazio alla pratica sul campo, sul modello delle scuole tedesche”.

Possono iscriversi al biennio formativo, che prevede un costo complessivo di 500 euro, tutti gli studenti che hanno ottenuto il diploma di scuola superiore e che supereranno l’esame di ammissione. Ma le novità non finiscono qui: il prossimo anno l’offerta formativa si amplierà ancora. Nardiello anticipa: “Dal 2014 daremo il via a una terza opzione: accanto all’inserimento dei ragazzi nelle imprese, sosterremo i diplomati che vogliono fare impresa fornendo loro spazi e attrezzature ma soprattutto una rete di professionisti ed esperti su cui poter contare”.

Giovedì 3 ottobre dalle 14.30 all’auditorium “Sestini” del “Natta” in via Europa, 15 è in programma l’open day (guarda il volantino) per conoscere da vicino questa realtà.

Paolo Ghisleni

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