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Listino Immobili di Bergamo -24% di compravendite Da aprile timida ripresa

Presentata l’edizione 2013 del volume “Listino dei prezzi degli immobili di Bergamo e provincia”: nel 2012 si confermano le difficoltà nella compravendita e numeri negativi importanti nel terziario dove negozi, uffici e capannoni sono in affanno. Solo dalla primavera 2013 arrivano segnali quantomeno di perdite contenute.

Il mercato immobiliare residenziale delle abitazioni nel 2012 ha fatto registrare in provincia di Bergamo una contrazione del 24,4% delle compravendite rispetto al 2011, con un generalizzato calo dei prezzi sia in provincia (-5,6%) che in città (-5,4%) dove le uniche eccezioni sono rappresentate dal “centralissimo” e da città alta (-0,3%).

È quanto emerge dalla 19esima edizione del Listino dei prezzi degli immobili di Bergamo e provincia, edito da La Rassegna e realizzato dagli Agenti Immobiliari di Fimaa con il patrocinio della Provincia e del Comune di Bergamo, della Camera di Commercio, dell’Università degli studi e con la collaborazione di Appe e Adiconsum. È stato coinvolto anche il Collegio geometri e geometri laureati di Bergamo che hanno colto, in collaborazione con gli Agenti Immobiliari, le tendenze del mercato.

Si tratta di uno strumento indispensabile per gli operatori del settore dove vengono raccolti tutti i dati sul mercato del mattone, dando un quadro completo sull’andamento del mercato con tutte le quotazioni per compravendita e locazione di appartamenti, box, uffici, negozi e capannoni.

Due le novità dell’edizione 2013: una sezione dedicata alle locazioni di tutte le aree cittadine e dei principali comuni e una parte sugli immobili d’azienda suddivisa nelle tre sezioni negozi, uffici e capannoni.

Nel 2012 sono state 9.646 (-24,4% su 2011) le compravendite totali, 1.192 a Bergamo (-20,1%) e 8.454 in altri comuni (-25%). A comprare casa sono soprattutto le famiglie senza figli, circa il 44%, mentre si registra un’uscita quasi totale dal mercato delle famiglie di extracomunitari (2%) e degli investitori (6%).

Per quanto riguarda le locazioni resta molto alta l’offerta e si conferma il numero dei contratti di affitto, segnale di un consolidamento della ripresa: in città restano stabili anche i canoni che in media perdono tra lo 0,5 e l’1,5% mentre nei principali paesi della provincia i prezzi degli affitti risultano in flessione del 2-3% e la domanda continua a crescere.

Va di pari passo al calo delle vendite delle abitazioni anche quello dei box e dei posti auto: in diminuzione sia i prezzi di compravendita (-5% in città e -5,6% in provincia) che i canoni di locazione (-3,1 e -3,6%).

Una particolare criticità è stata evidenziata per quanto riguarda il terziario, anche se i negozi tengono di più di uffici e capannoni, esprimendo maggiore vivacità e perdite minori. Il commercio è nel vortice della crisi dei consumi da oltre due anni e ciò riflette l’andamento dei valori immobiliari.

Per quanto riguarda i negozi le compravendite risultano deboli con prezzi in calo del 3,1% in città e del 3,6% in provincia: si consolida il segno meno anche nei canoni di locazione, con maggiore incidenza soprattutto in provincia (-3%) e in periferia della città. Il mercato degli uffici tiene solamente per quelli di alta qualità, mentre quello degli immobili industriali si conferma il più in affanno risultando praticamente fermo.

Il sentiment del mercato sul 2013 è quello di una perdita consolidata nel numero delle compravendite ma, a partire dalla primavera, stanno arrivando segnali positivi di perdite contenute: i provvedimenti contenuti nel Decreto del fare dovrebbero essere da spinta verso l’avvicinamento dei consumatori soprattutto all’acquisto della prima casa.

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Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    casualmente il crollo è avenuto con l’introduzione dell’imu,attualmente comperare una casa per investimento non conviene molto,calcolando il millino di euro che ci costa di imu,quindi si aspetteranno tempi migliori,sempre che arriveranno