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Operazione “Coca al bar” In manette 29enne che spacciava nei locali

S.H. 29 anni di origini marocchine è finito in manette dopo diversi appostamenti. L'uomo era solito spacciare nei bar di Martinengo nascondendo la cocaina in bocca. incastrato grazie ad un'operazione congiunta tra il commissariato di Treviglio e la polizia locale di Martinengo.

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In una operazione congiunta tra il Commissariato di Treviglio e la Polizia Locale di Martinengo, a seguito di indagini e appostamenti con tanto di riprese filmate circa l’attività di spaccio di “cocaina” nei bar della zona di via Allegreni a Martinengo, anche con l’ausilio di unità cinofile, alle ore 20 di venerdì 30 agosto, si è conclusa con l’irruzione in un bar e poi nell’abitazione della stessa via Allegreni, “L’operazione coca al bar”, che ha portato all’arresto di S.H., cittadino marocchino di 29 anni e al sequestro di oltre 20 grammi di cocaina in parte suddivisa in dosi pronte per lo spaccio, ad un bilancino e alla somma di 530 euro frutto delle ultime dosi vendute. Il 29enne era solito trattenersi nei bar della zona in attesa dei propri clienti a cui cedeva le dosi di “coca” nelle confezioni a “pallina” che lui stesso preparava nella propria abitazione e che, man mano portava con se all’interno dei bar nascondendole in bocca.

Il 29enne marocchino era già noto alle forze dell’ordine per spaccio e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio era anche colpito da decreto di espulsione. Dopo l’arresto al pubblico ministero di turno alla Procura della Repubblica di Bergamo, Giancarlo Mancusi disponeva il rito direttissimo per la mattinata di sabato 31 agosto. Gli uomini del Commissariato di Treviglio coordinati dal Commissario Angelo Lino Murtas e gli agenti della Polizia Locale di Martinengo diretti dal Comandante Gian Maria Rossetti e dal vice Giovanni Novali, hanno agito in modo fulmineo, bloccando l’ultimo acquirente ancora con lo stupefacente in mano e lo spacciatore con i soldi.

Durante le operazioni lo spacciatore marocchino, tentava di disfarsi di alcune palline che – come noto – vengono tenute sul lato interno della bocca, ma non riusciva ad ingoiarle interamente per il rapido intervento degli agenti che glielo impedivano benché cercava in più riprese di reagire fisicamente con violenza, oltraggio e minacce di morte agli Operatori al fine di sottrarsi all’arresto; accusava però un malore per la parte di stupefacente ingoiato e veniva immediatamente soccorso dal 118, trasportato all’ospedale dove veniva piantonato tutta notte dal personale di Polizia; il tentativo di evitare le conseguenze di legge non aveva comunque successo, anche perché presso l’abitazione venivano trovati altri 20 grammi di “cocaina” pura ancora compattata in “pietre”, nonché il bilancino e tutto il materiale per il confezionamento.

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