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“I have a dream” 50 anni fa il sogno di Martin Luther King

Il 28 agosto 1963 Martin Luther King pronuncia uno storico discorso a Washington, in occasione della “Marcia per il lavoro e la liberta”. Parole che scuotono dal torpore gli Stati Uniti e che oggi sembrano ancora molto attuali, non solo in America

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Il sogno di uguaglianza nel mondo che spalancò le porte della speranza ad intere generazioni. Il 28 agosto 1963 Martin Luther King pronuncia un discorso davanti al Lincoln Memorial di Washington, in occasione della “Marcia per il lavoro e la liberta”. Parole che scuotono dal torpore gli Stati Uniti segregazionisti e annunciano il desiderio di giustizia e di uguaglianza degli afroamericani.

King è una delle personalità più importanti impegnate a realizzare i valori della pace e della non violenza nel mondo. E’ universalmente riconosciuto come un apostolo della non violenza, punto di riferimento degli oppressi e degli emarginati, sempre in prima linea per la giustizia sociale e la dignità umana nel superamento di ogni pregiudizio di natura razziale.

Quando il 28 agosto 1963 King pronuncia le parole scolpite nella storia, “Io ho un sogno”, intende sottolineare l’attesa che coltivava da sempre. “Ogni uomo e’ uguale a ogni altro, con gli stessi diritti e prerogative”. King considera l’egoismo come “un male distruttivo per l’essere umano e per la società”. Sostiene che una persona che non e’ pronta a morire per un ideale giusto e onesto, non può essere “pronta a vivere”, perché “le qualità di un uomo si vedono quando e’ necessario affrontare una situazione difficile”, per cui “il coraggio, sorretto dalla forza delle idee, può vincere ogni paura”.

Nei suoi discorsi, King esprime riserve sia contro le derive del capitalismo sia contro le lusinghe del socialismo reale. Il capitalismo “e’ fonte di libertà e ricchezza solo per una minoranza” ed e’ al contempo “causa di impoverimento etico e spirituale” perché “spinge al materialismo e al consumismo”. Allo stesso modo il comunismo, nato dal desiderio di una maggiore giustizia sociale, con l’avvento delle dittature “distrugge la libertà individuale e l’autodeterminazione dei popoli”. Il “sogno” e’ un mondo privo di ingiustizie, discriminazioni, indifferenza nei confronti di chi e’ più debole.

Nella società teorizzata da King, chi e’ discriminato può riscattarsi da una condizione di subalternità e ghettizzazione, in nome della forza degli ideali. L’uguaglianza dei diritti e il valore della diversità di ogni individuo rappresentano baluardi contro ogni forma di razzismo, ancora presente nella nostra società, spesso arroccata sulla violenza, o su una silenziosa indifferenza. Cinquanta anni dopo quelle parole sembrano ancora tanto attuali, non solo in America.

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Commenti

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  1. Scritto da Luca Lazzaretti

    Oggi purtroppo dall’America si alza il grido “I have a drone”…