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A Gromo si ripete il giallo al Castello fotogallery

A grande richiesta si replica venerdì 30 agosto la visita con delitto in uno dei Borghi più belli d’Italia. La serata si svolge con l’accompagnamento di una guida che introduce alla vicenda e alla storia del paese, spiegando man mano i monumenti e le opere che si incontrano sul percorso: il duecentesco castello Ginami, la chiesetta di San Gregorio con il dipinto di Enea Salmeggia, pittore nembrese del ‘600, palazzo Milesi, ora sede del comune.

Un intrigo amoroso, un furbo brigante, una principessa, una zucca dorata e un delitto da risolvere. Ingredienti perfetti per una serata nel piccolo borgo che sa di medioevo, sconvolto da un curioso giallo. Venerdì 23 agosto, infatti, tra i palazzi della piazza principale, decine di concorrenti si sono sfidati aguzzando l’ingegno –e la vista– per cogliere i più minuti particolari per risolvere il caso che guide e figuranti hanno messo in scena. Nonostante il temporale che nel tardo pomeriggio si è abbattuto sulla valle, oltre 50 partecipanti hanno sfidato il maltempo per non perdersi questa particolare modalità di conoscere la storia e le bellezze del piccolo paese di Gromo. Famoso secoli addietro per la produzione di armi bianche, le sue lame erano prodotte col ferro estratto nelle miniere di proprietà delle famiglie locali (Ginami, Scacchi, Zucchini ecc), forgiate in numerose fucine specializzate e richieste dagli eserciti di tutta Europa; erano, per robustezza e flessibilità, all’altezza delle celebri spade spagnole di Toledo.

La serata si svolge con l’accompagnamento di una guida che introduce alla vicenda e alla storia del paese, spiegando man mano i monumenti e le opere che si incontrano sul percorso: il duecentesco castello Ginami, la chiesetta di San Gregorio con il dipinto di Enea Salmeggia, pittore nembrese del ‘600, palazzo Milesi, ora sede del comune. A sorpresa, attori e comparse in costume medievale mettono in scena la vicenda, animando la visita e creando un po’ di suspance fino al rinvenimento del cadavere… Il filo conduttore quest’anno è la leggenda del brigante dai capelli rossi chiamato “Rusì” famoso in tutta la valle per le sue bravate e incredibilmente abile a fuggire; un giorno, innamoratosi di una giovane pastorella, la rapì rinchiudendola nell’intrico sotterraneo delle miniere. La ragazza si disperò e pianse così a lungo da formare un rigagnolo di lacrime che la guidò all’uscita; rivelò alle guardie il nascondiglio e il motivo per cui il Rusì sembrava così invulnerabile ai colpi d’arma da fuoco, contribuendo alla cattura del brigante. È risaputo: le leggende sono ispirate a fatti storici, ma non sempre la realtà è quella che viene tramandata. I registi hanno cercato di ricostruire i veri fatti che diedero vita alla leggenda, con una interpretazione un po’ personale.

La visita chiude come di consueto l’estate di appuntamenti a Gromo, ma visto il grande successo di pubblico i ragazzi della Cooperativa Artelier, registi del giallo, e la pro loco di Gromo hanno pensato di offrire un’altra occasione per divertirsi curiosando nell’antica storia di questo paese. L’appuntamento è venerdì 30 agosto alle 21 in piazza Dante. Si può partecipare singolarmente o a squadre e per i 3 migliori detective spettano premi legati ai prodotti del territorio.

È consigliata la prenotazione al numero 342.3897672. Per avere ulteriori informazioni è possibile visitare il sito internet www.gromo.eu

Laura Benzoni

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