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Piazzoli: Bergamo 2019? Noi puntiamo sull’Expo Con un grande evento

Intervista sulla cultura come opportunità di business con Angelo Piazzoli segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco. Non senza amarezza annuncia: Bergamo capitale della cultura? Noi non ci saremo.

Con la cultura si mangia? Sembra una domanda retorica nel Belpaese in cui ovunque ti giri trovi arte, storia e bellezza. Invece, lo sappiamo bene, non appena spuntano venti di crisi i primi tagli di tutti i bilanci (pubblici soprattutto, ma anche privati) sono alla voce “cultura”.

E allora qualcuno si ingegna per cercare escamotage che portino introiti, spesso suscitando polemiche. E’ il caso del sindaco di Firenze Matteo Renzi che ha affittato per una festa privata Ponte Vecchio, facendo esplodere un dibattito tra favorevoli e contrari.

Firenze non è un caso isolato, altri ci provano e il tema intriga. Per questo abbiamo voluto parlarne con il segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco Angelo Piazzoli.

Perché lui? Perché incarna tre opzioni interessanti: business, arte, Bergamo.

Dottor Piazzoli l’ha stupita la scelta del sindaco Renzi sull’affitto di Ponte Vecchio?

No, il sindaco di Firenze è persona intelligente e dinamica, che decide di fare interventi di cui è convinto a prescindere dalla loro popolarità. La questione vera è un’altra…

Quale?

Che le risorse culturali e artistiche sono il bene più prezioso per l’Italia e come tali devono avere un valore economico se gestite in modo adeguato, sempre ovviamente salvaguardando il patrimonio pubblico. Se poi i proventi di queste operazioni si reinvestono in cultura e in interventi di pubblica utilità, non vedo alcuna controindicazione.

Quindi è favorevole a questo approccio?

Sono molto favorevole. E mi sembra che anche il Governo Letta stia viaggiando in questa direzione: nel secondo decreto del fare dovrebbero essere inseriti interventi per valorizzare economicamente le bellezze artistiche, culturali e paesistiche. E’ fondamentale non solo per il loro valore intinseco e per i risvolti economici, ma anche per alcuni effetti collaterali, quali far “sopravvivere” lavori di alta tecnicalità e professionalità di eccellenza che altrimenti rischiano di perdersi.

A quali lavori si riferisce?

Al lavoro dei restauratori – in particolare i giovani – ad esempio. Ce ne sono di bravissimi; in Italia ne abbiamo tra i migliori al mondo. Tuttavia, a causa della crisi e della mancanza di commesse, non c’è spazio per loro e rischiano di scomparire. Pensi che noi alla Fondazione da sempre restauriamo opere d’arte “in casa”, nella Sala Consigliare, coltivando un pool di esperti, maestri e ragazzi, che coccoliamo come panda in via d’estinzione. Le faccio l’esempio del giovane bergamasco, di grandissime qualità, che ho visto “operare a cuore aperto” l’angelo del Polittico di Ponteranica di Lorenzo Lotto, con risultati eclatanti. Ecco, l’anno scorso faceva mensole per mantenersi. Ora gli abbiamo affidato il Polittico di Serina di Palma il Vecchio con ciò salvando il dipinto dal deterioramento e consentendo al restauratore di operare evitando che emigri… Certo, una volta entrati nella giusta mentalità, poi ci sono altri problemi assillanti da affrontare, come quello della burocrazia.

E’ così pesante il tappo della burocrazia?

Pensi solo alla proposta di Diego Della Valle per il Colosseo: da anni vuole investirci 25 milioni per il restauro ed è ancora lì che aspetta.

A Roma vabbè, Bergamo è più efficiente.

Non direi: per realizzare la piazza davanti alla sede centrale del Credito Bergamasco – con un progetto di grande qualità, che ha riscosso poi un grande apprezzamento di cittadini e turisti a lavori finiti – abbiamo speso più tempo in pratiche, documenti e cavilli che nell’intervento vero e proprio. Per non dire della fontana di sant’Agostino.

Cosa è successo alla fontana di sant’Agostino?

Volevamo regalarne il restauro per i 120 anni del Creberg, celebrati a giugno 2011. Ma non sarà pronta, funzionante illuminata, prima di settembre 2013. Non certo per colpa dei lavori, che hanno potuto avviarsi compiutamente ad aprile: quattro/cinque mesi di lavoro e 3 anni di procedure defatiganti e carte bollate. E c’è di peggio, sa?

Peggio di così?

Dopo aver donato a Bergamo la GAMeC per il centenario della Banca, da 15 anni cerchiamo di regalare alla città un intervento di qualificazione della nostra Pinacoteca cittadina (molto stimata all’estero e poco amata dai bergamaschi) e non ci siamo ancora riusciti: penso alla Montelungo, alla sala ipogea davanti all’ingresso della Carrara, agli orti di via San Tomaso… E’ il grande cruccio del Presidente Zonca. Ora tocca all’allestimento e agli arredi dell’Accademia Carrara. La convenzione non è ancora firmata, restano cose da chiarire. Se in Italia non vengono semplificate procedure amministrative e orpelli burocratici, non andremo da nessuna parte. Io dico poi che non è possibile che un privato che voglia investire in un’iniziativa culturale non abbia alcuna voce in capitolo nell’evolversi della iniziativa soprattutto se si esprime con rispetto, senza desideri di strumentalizzazione e con argomenti pacati.

A cosa si riferisce?

All’Ultima cena di Alessandro Allori. Un meraviglioso, imponente dipinto, fino a due anni fa dimenticato in uno stato pietoso. Ho letto una pubblicazione di Lanfranco Ravelli e abbiamo deciso di intervenire a salvarlo. L’abbiamo restaurato di nostra iniziativa, coinvolgendo la Sopraintendenza che ci ha dato un fondamentale supporto istituzionale e scientifico; l’abbiamo poi mostrato ripetutemente al pubblico nei vari stati di avanzamento dei lavori con oltre 15 mila visitatori per ogni sessione espositiva, qui in sede. Il 90% di loro ci ha chiesto di tenerlo noi (non possiamo, essendo il bene della municipalità) ovvero di renderlo fruibile a tutti come abbiamo fatto noi nel restauro.

Invece?

Invece non siamo stati ascoltati e abbiamo dovuto riconsegnarlo al Palazzo della Ragione, con il rischio di riportarlo all’oblio. Ci hanno assicurato che non sarà così, speriamo.

Forse con il movimento e le iniziative per Bergamo capitale della cultura tutto sarà un po’ più visibile, non pensa?

Bergamo 2019? Le dico solo che noi non ci saremo.

La Fondazione non c’è? Perché?

Non finanzieremo le attività preliminari in corso in quanto in questi anni abbiamo investito molto per il Comune di Bergamo. A parte la piazza e la relativa scultura (che sono nostre anche se di fruibilità pubblica) e la Gamec, le ricordo i restauri della Fontana di Sant’agostino, dell’Allori e di molti dipinti della Carrara (pensi a dipinti di Lotto esposti poi alle Scuderie del Quirinale), del Campanone, oltre al rilevante stanziamento per il riallestimento della Carrara, se riusciremo ad arrivare al dunque. Abbiamo deciso invece di andare incontro ad una possibilità prossima e reale per la cultura con un potenziale significativo indotto economicamente vantaggioso per il territorio.

E come farete?

Puntiamo su quello che di concreto e a portata di mano c’è.

Cos’è?

L’Expo.

Si spieghi.

Stiamo preparando un’iniziativa di grande prestigio (direi di rilievo internazionale) insieme a un’istituzione di eccellenza di Bergamo. Non posso entrare nei particolari, non ancora: sono in corso di definizione importanti accordi per cui è necessaria riservatezza. Sarà presentata a ottobre e sarà un grande evento che – se adeguatamente supportato dalle formazioni sociali della Bergamasca – potrebbe mettere Bergamo al centro dei flussi turistici durante Expo con risvolti di prestigio culturale e con rilevanti impatti economici per le imprese e per gli operatori economici della città e della Provincia (sono previsti infatti punti di visibilità su tutti i capisaldi della Bergamasca).

A che punto siete?

Siamo già a buon punto, anche perché l’Expo è dietro l’angolo. Ed è un’occasione da non perdere. Potrebbe essere la vera ripartenza per il Paese. E’ qui, imminente, a soli 40 chilometri di distanza. Bergamo può e deve drenare le attività collaterali cercando il modo migliore. Noi ci proviamo, perché come ha detto lei…

Cosa ho detto?

Con la cultura e con l’arte si potrebbe mangiare. Direi anzi vivere bene sia per i risvolti economici che per i riflessi esistenziali. Come diceva Dostoevskij: la bellezza salverà il mondo.

Commenti

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  1. Scritto da Sergio Nozza

    Nella storia, tutti i più grandi banchieri erano uomini di cultura, mecenati e patroni delle arti, a partire da Cosimo de Medici. Quindi mi sembra bello avere chi ancora, con il denaro, decide di creare bellezza ed arte.

  2. Scritto da Sondaggi

    Sondaggio “Capitale della Cultura” commissionato all’istituto di ricerca Swg: la città vincitrice – 2.022 partecipanti – è risultata Venezia. Seguono Siena con il 17%, Urbino con l’11%, Ravenna con l’8%, e poi Matera e Bergamo pari merito con il 5%. C’è altro da aggiungere forse? Intanto i bergamaschi pagano..

  3. Scritto da cultura e banche

    Banca e cultura sono un ossimoro. Le banche non fanno cultura, la finanziano perchè le fondazioni sono fatte per questo, Basta polemiche e avanti convinti. Le briciole di cattivo gusto di certi commenti farebbero scoraggiare chiunque. Non i bergamaschi veri. Ps provate a fare un mutuo in una banca…a proposito di burocrazia…

  4. Scritto da Paola

    Concordo con Angelo Piazzoli. La bellezza salverà il mondo e i privati illuminati salveranno l’Italia, sempre che gliene sia data la possibilità.

  5. Scritto da Politica

    Perchè vedete la politica come fumo negli occhi? Piazzoli, Zonca, Sartirani, Tentorio, noi che commentiamo, facciamo tutti politica. Il problema penso sia non entrare sempre a gamba tesa, costruire e non polemizzare solamente. Bergamo 2019 è un’opportunità. Polemizzarci sopra è un esercizio strano che solo a Bergamo impazza. La Fondazione per natura e ratio giuridica dovrebbe favorire ogni ricerca in tal senso. Non lo vuol fare? Fa politica, per qualcuno bene, per molti altri peggio.

  6. Scritto da Edo

    Sulle affermazioni del Dott. Piazzoli. Giusto perchè fra il bianco e il nero ci sta il grigio e, come diceva mia nonna “chi si loda si imbroda”. L’Ultima cena di Allori non è un “meraviglioso dipinto”, è un’opera minore, di medio livello (in Toscana ve ne sono decine). Non era in stato pietoso anche se certo aveva la patina del tempo come molte altre. Era conservata a palazzo della Ragione e non in uno scantinato. Ottimo comunque il restauro.

  7. Scritto da Libertà

    perchè vi ostinate (i commentatori) a buttarla sulla politica e co.
    Sembrate (forse perchè lo siete) dei semplici ROSICONI !

  8. Scritto da Edo

    Se tutti i bergamaschi sono come quelli che fanno questi commenti forse effettivamente Bergamo questa candidatura al 2019 non la merita e non merita chi fa sforzi per ottenere un prestigioso titolo e soprattutto il rilevante effetto economico che ne consegue . Ma anche se non lo si raggiunge e si è combattutto per farlo.

  9. Scritto da Alfio Scotti

    il problema degli italiani è che non si meritano il grande patrimonio storico – culturale che hanno la fortuna di avere. non ne capiscono l’importanza e non ne vedono l’utilità. dopotutto siamo il paese delle minetti, degli scilipoti, delle veline, e degli alfonso signorini. Questo è il massimo che ci meritiamo. Ai posteri..

  10. Scritto da Fantozzi

    Candidatura Bergamo 2019 = Corazzata Potemkin fantozziana

  11. Scritto da Un ringraziamento

    sono cliente Creberg e ogni settimana ricevo la newsletter con le opere della fondazione. Ho partecipato per curiosità ad alcuni eventi da loro organizzati nel salone della sede centrale. voglio qui complimentarmi perchè non ho mai potuto farlo di persona per la premura con cui cercano di far conoscere artisti e opere d’arte a noi comuni non intenditori. spero che continuerete per questa strada.

  12. Scritto da Responsabili

    Gabanelli, Report, Rai tre:” Bergamo, una città dove o fai parte del sistema o sei fuori!” Vero Piazzoli? Vero Zonca? Abbiate l’onestá intellettuale di ammettere che la politica entra visceralmente nelle vostre scelte. Oblio? Se Bergamo continuerà ad ostinarsi nell’essere la città del muratore(e giù il cappello) voi della finanza creativa, ne sarete responsabili. È grazie dello scoop sulla burocrazia. Non lo sapevamo…

    1. Scritto da altri responsabili

      io ho partecipato a molte iniziative organizzate dalla fondazione creber (mostre e inaugurazioni) come a quelle di ubi e a queste non ho MAI visto rappresentanti del comune. Sono loro che vogliono continuare a essere città del muratore mettendo i bastoni fra le ruote a progetti culturali seri. il comune si accontenta della sceneggiata in piazza per sant’alessandro! che vergogna

      1. Scritto da 3000 scemi

        Mi scusi. Con estrema semplicita’ e altrettanta franchezza. Faccio parte di uno dei tremila spettatori del S,Alessandro. Per lei tutti cretini e babbei. Si vergogni lei delle sue certezze e della sua faciloneria. E rispetti i gusti di tutti. Soprattutto di chi non ha i suoi raffinati e indiscutibili.

  13. Scritto da Edo

    Traduzione dell’intervento del Dott. Piazzoli:
    ” La Fondazione CREBERG vuol essere attore di primo piano di un progetto politico alternativo alla attuale amministrazione comunale di BG e quandi col giusto tempismo sul 2014 si posiziona in modo esplicito in attesa di sostenere un nuovo soggetto politico “renziano” anche alternativo a gran parte della attuale opposizione” Il resto sono balle: la burtocrazia c’è ma Piazzoli fa affermazioni strumentali e pretestuose.

    1. Scritto da su su su

      perchè tutto deve finire nella polemica politica? qui mi sembra di capire che si parli di tutela del nostro patrimonio artistico culturale. se poi qualcuno ci vede degli attacchi all’attuale amministrazione (per manifesta incapacità) forse ha, come si suol dire, la coda di paglia.

    2. Scritto da G. Tomasoni

      io ricordo numerosi articoli di un altro giornale bergamasco che riportavano i casini che il comune di bergamo ha creato con la vicenda dell’accademia carrara..che questa amministrazione faccia acqua da tutti i buchi lo sanno tutti, come tutti sanno che se ne andrnno a casa l’anno prossimo, per fortuna. e lo dico da elettore di centrodestra! mi dispiace per tentorio che è una brava persona, ma la sua giunta .. dio ce ne scampi

  14. Scritto da dark

    un ragionare meritorio. Chi vuol capire capisce. Far bene per un’occasione che c’è è meglio di una “gallina domani”.

  15. Scritto da BG19 no grazie

    Paradossale Bergamo 2019. Buttiamo via un sacco di soldi per una pazza idea della Sartirani… A quante inziative ha messo i bastoni fra le ruote? A quante non s’è manco fatta vedere? e poi buttiamo 200mila euro SOLO per presentarci a BG19 senza manco un progetto. Speriamo che questa amministrazione se ne vada a casa!!!!

    1. Scritto da Clar.o

      meno male che qualcun altro oltre a me pensa che bergamo2019 sia una boiata mal pensata e mal strutturata.

  16. Scritto da Alba

    Fan bene! Bergamo 2019 è una castronata colossale. Non perch+ Bergamo non meriti come città ma perchè il progetto fa acqua da tutte le parti, anzi, il progetto non esiste! diceva bene Insneghi non molto tempo fa

  17. Scritto da ah, l'Italia

    L’Italia ha un grande problema: la burocrazia. Se poi ci si mettono di mezzo amministratori “poco competenti” nei comuni, è la fine.

  18. Scritto da paolot

    La Fondazione fa benissimo a star lontana dal progetto fatuo di Bergamo Capitale della Cultura. Non sapevo di questi ostacoli per chi propone e vuol fare cultura qui da noi, ci avviciniamo sempre più al meridione. Peccato

  19. Scritto da Bugie gambe corte

    Un condensato di mezze verità