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Giulio Romani, Fiba Cisl: Con Ubi contratti pilota poi firmati da altre banche fotogallery

Giulio Romani, segretario nazionale di Fiba Cisl, a Bergamo per un incontro con i delegati non manca di rimarcare le sfide presenti e future degli istituti di credito, la giusta valorizzazione del lavoro, la battaglia per l’equità con la raccolta firma per porre un tetto alle retribuzioni dei top manager.

“Il rapporto con Ubi Banca? Devo dire che ogni volta ci confrontiamo, ma alla fine sperimentiamo nuove forme di contratti che poi adottiamo anche ad altri gruppi bancari. Insomma è un po’ l’apripista”. Giulio Romani, segretario nazionale di Fiba Cisl non manca di riservare un riconoscimento alla dirigenza del gruppo bancario che ha sede in piazza Vittorio Veneto a Bergamo, anche se non nasconde la propria preoccupazione sul contratto nazionale che scadrà il prossimo anno. “Vedremo come si proporrà l’Abi, l’associazione bancaria italiana, di certo non si può continuare a pensare di ridurre il costo del lavoro, occorre una strategia diversa, una visione più ampia per risolvere alcune questioni che sono alla base di questa crisi economica e che l’Italia paga in particolare” ammette Romani.

Tra le iniziative che la Fabi Cisl ha messo in campo c’è la proposta di iniziativa popolare per il disegno di legge che prevede di fissare un tetto alle retribuzioni dei top manager.

“È una legge necessaria per l’equità, la sostenibilità e la trasparenza non solo del sistema bancario ma nazionale – afferma Romani – non è possibile che economicamente ci siano persone che possano avere rimunerazioni così elevate che prescindono dall’andamento dell’impresa. Dobbiamo entrare in una logica che punti ad avere una remunerazione fissa ed una variabile in base all’andamento dell’impresa. Anche se per la banca occorre fare un distinguo diverso, per la banca non deve perseguire solamente l’utile, quello lo fanno anche gli usurai, occorre che abbia anche uno scopo sociale, che sostenga un benessere diffuso sul territorio e sia di aiuto concreto alle imprese”.

Perché un sindacato si impegni a proporre una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, Romani lo rimarca più volte: “Occorre un disegno politico, da questa crisi si uscirà ma dobbiamo essere coscienti che tutto non sarà mai più come prima e per questo occorre mettere in atto delle strategie – evidenzia Romani –. Devo però anche sgomberare il campo da facili populismi contro le banche. Oggi sono bloccate nel concedere credito per i vincoli proposti dai parametri di Basilea e dall’Eba. È vero che le nostre imprese sono tutte sottopatrimonializzate, ma vantano una conoscenza e una capacità che sono il vero patrimonio dell’azienda stessa. Occorre intervenire per rivedere in ambito europeo i parametri di Basilea, le nostre imprese sono e possono essere competitive se non si taglia loro il credito. L’Eba (European Banking Authority) considera alla stessa stregua i titoli tossici e i titoli di Stato di cui le banche italiane sono piene: non è possibile considerare i due titoli sullo stesso piano. La politica deve intervenire a livello europeo per difendere un sistema che è il tessuto economico del nostro Paese. Le banche italiane sono sane, tanto è vero che lo Stato non ha versato un solo euro dei fondi pubblici per salvarle come è avvenuto altrove”.

Infine il lavoro: “Non è possibile che le banche e le imprese puntino a ridurre il costo del lavoro per fare utili e ridurre le spese – conclude Romani – in questo modo si tende a disincentivare la professionalità di chi lavora e di conseguenza il merito”.

Commenti

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  1. Scritto da murizio

    Che si dice di quella notizia che gira nell’aria per cui tutti i dipendenti del gruppo entro fine anno dovranno fare alcune ore ( pare 3 ) di cassa integrazione al 60% allo scopo di mettere sulle spalle dell’INPS la copertura di alcuni buchi nella gestione delle banche? Sindacati d’accordo?

  2. Scritto da Anacleto

    Mi pare si sposi bene con la notizia apparsa su l’Eco di ieri secondo cui il suo predecessore come segretario nazionale Fiba Cisl, Giuseppe Gallo, viene dato per certo nel prossimo consiglio di amministrazione di Banca Popolare Commercio Industria del Gruppo Ubi. Eccellente.