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Strepitosa Linda Campanella ne “L’Elisir d’amore” che strega il teatro Sociale

Danilo Boaretto, critico musicale e direttore di Operaclick, commenta "L'Elisir d'amore" di Donizetti andato in scena al Teatro Sociale di Bergamo domenica 25 agosto nel cartellone "Passeggiate Donizettiane" e alla vigilia della festa di Sant'Alessandro, patrono di Bergamo.

La locandina

Data dello spettacolo 25 agosto;

Personaggi ed interpreti

Adina: Linda Campanella;

Nemorino: Giorgio Misseri;

Dulcamara: Gabriele Sagona;

Belcore: Marzio Giossi;

Giannetta: Sonia Lubrini;

Direttore Roberto Frattini;

Messa in scena: Lorenzo Giossi;

Attrezzeria: Laboratori del Bergamo Musica Festival;

Costumi: Sartoria del Bergamo Musica Festival;

Maestro del coro Fabio Tartari.

 

Doveva andare in scena all’aperto, nella meravigliosa cornice di Piazza Vecchia a Bergamo Alta, "L’elisir d’amore" fortemente voluto e prodotto dalle sinergie di Fondazione Donizetti, Comune di Bergamo e dall’Associazione "Ducato di Piazza Pontida". Purtroppo il forte temporale abbattutosi sulla Città dei Mille ha costretto l’esecuzione nell’adiacente Teatro Sociale.

Ci permettiamo di dire: poco male!

Del resto, come ha correttamente fatto notare Francesco Bellotto, direttore artistico del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, l’interno di questo teatro – originariamente denominato "Teatro della Società" – è pressoché totalmente rivestito di legno stagionato nel corso di due secoli, tale da costituire una perfetta cassa armonica dotata di un’acustica intensa e al contempo calda. Conferma dell’ottima resa sonora del Teatro Sociale, ci è venuta dai perfetti volumi orchestrali, nonostante il piccolo golfo mistico ospitasse solamente i quindici elementi della Bergamo Musica Festival Opera Ensemble.

Prima dell’inizio della rappresentazione vi è stata un breve parentesi istituzionale nella quale Claudia Sartirani (Assessore alla Cultura del comune di Bergamo), Emanuele Beschi (Direttore del Conservatorio di Musica "G. Donizetti" di Bergamo), Bruno Agazzi (Duca del Ducato di Piazza Pontida) e il già citato Francesco Bellotto, hanno ringraziato tutti gli artisti coinvolti per la generosità mostrata nell’accettare di partecipare a questa recita avente come scopo la raccolta di fondi utili a risanare il bilancio del locale Conservatorio e, per la stessa ragione, i ringraziamenti sono andati doverosamente anche al numeroso pubblico presente. Nonostante queste premesse basate su una riduzione estrema dei costi allo scopo di consegnare al Conservatorio un assegno il più possibile cospicuo, coinvolgendo giovani artisti – affiancati da un paio di artisti con grande esperienza – nonché risorse dello stesso Istituto Superiore di Studi Musicali "G. Donizetti", lo spettacolo realizzato è risultato davvero di ottimo livello.

L’essenziale messa in scena, firmata dal giovanissimo regista Lorenzo Giossi, costituita da quattro fioriere in traliccio di legno sagomato, alte circa due metri e riempite di verdi frasche, ha assolto ottimamente alla necessità di dividere il palcoscenico, affidando al legno e al verde il compito di richiamare i colori della campagna e dell’ambiente agreste.

Il gradevole utilizzo delle luci ha donato le appropriate suggestioni durante tutto lo svolgimento dell’opera. Il lavoro del regista ci è parso apprezzabile anche nei movimenti scenici richiesti agli artisti e al coro, soprattutto per la loro naturalezza e per non aver ceduto all’utilizzo di quelle facili e spesso scontate gags. Intelligentemente assortito il cast.

Semplicemente strepitosa l’Adina di Linda Campanella, artista che ogni volta non manca di stupirci per la grande tecnica di emissione, l’estrema musicalità e non ultima, la disinvoltura scenica; la sua Adina ci ha convinto nei momenti più sbarazzini ma anche negli abbandoni dolenti.

La sfacciata facilità con cui esegue il pirotecnico rondò finale, sfoggiando un registro acuto e sopracuto che oggi vanta pochi confronti, strappa al pubblico presente un’entusiastica ovazione. Il giovane tenore Giorgio Misseri ha ben figurato nel ruolo di Nemorino. Di lui ci è piaciuta l’emissione alta, in maschera, lontana da ogni forma di ingrossamento innaturale dei suoni. Il ruolo del giovane sempliciotto ha consentito a Misseri di mettere in mostra una simpatica mimica e una buona presenza scenica mentre vocalmente, gli ha consentito di evidenziare un registro acuto sicuro, squillante, ben proiettato, affiancato ad un fraseggio elegante e sfumato.

Marzio Giossi ha mostrato tutta la sua esperienza e padronanza del palcoscenico. Vocalmente il ruolo di Belcore gli sta stretto; la voce di Giossi è da baritono drammatico (di lui ricordiamo ottime prove nei ruoli di Rigoletto, Nabucco, Jago), ciò nonostante canta bene e, con mestiere e intelligente cura dell’interpretazione, riesce a tratteggiare un credibilissimo Belcore.

Il giovane basso Gabriele Sagona ha prestato a Dulcamara la sua bella e rotonda vocalità da basso cantabile, risolvendo ottimamente il ruolo nel segno del canto e nel pieno rispetto dello spartito, senza scadere – come talvolta capita di sentire in questa parte – nel parlato. Anche scenicamente è risultato molto interessante, sfruttando la sua importante altezza per tratteggiare un Dulcamara particolarmente originale, mellifluo, subdolo a tratti quasi mefistofelico nel suo circuire Nemorino. Brava la Giannetta di Sonia Lubrini.

Per quel che concerne la prova del coro va fatta una distinzione tra la sufficiente prova delle sezioni maschili e l’ottima impressione destata dalla parte femminile. La direzione affidata a Roberto Frattini compositore e docente del Conservatorio di Bergamo è stata piacevole nella scelta dei tempi staccati, con qualche piccolo momento di scollamento tra buca e palcoscenico. Al termine grande successo di pubblico.

Danilo Boaretto

direttore del quotidiano online Operaclick

Commenti

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  1. Scritto da Pap erinik

    Sono assolutamente d’accordo con l’ottima recensione. Davvero bravi tutti. Uno spot per la lirica, per Donizetti e per Bergamo.