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Reflusso gastroesofageo non solo farmaci

Bruciore alla bocca dello stomaco e rigurgito. Ma anche asma, tosse cronica, abbassamento di voce, mal di gola e otiti. Sono molti e a volte “insospettabili” i modi in cui si può manifestare la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), malattia cronica che consiste nel reflusso dell’acido gastrico all’interno dell’esofago e affligge circa il 25% degli italiani con un impatto anche molto negativo sulla qualità di vita.

A cura dell‘ufficio stampa Iob

Bruciore alla bocca dello stomaco e rigurgito. Ma anche asma, tosse cronica, abbassamento di voce, mal di gola e otiti. Sono molti e a volte “insospettabili” i modi in cui si può manifestare la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), malattia cronica che consiste nel reflusso dell’acido gastrico all’interno dell’esofago e affligge circa il 25% degli italiani con un impatto anche molto negativo sulla qualità di vita. Ma a cosa è dovuta? E quale è la terapia? Ne parliamo con il dottor Francesco Negrini, responsabile dell’unità operativa di gastroenterologia del Policlinico San Marco di Zingonia e con il dottor Stefano Olmi, responsabile dell’unità operativa di chirurgia generale e oncologica dello stesso ospedale.

Dottor Negrini quali sono le cause di questo problema?

"Posso essere diverse. Tra queste l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore (una valvola situata tra esofago e stomaco, che permette il passaggio del bolo alimentare durante la deglutizione e dovrebbe impedire il ritorno di cibi o liquidi in senso inverso), la presenza di un’ernia jatale, la lassità delle strutture muscolari e legamentose che mantengono la corretta anatomia esofago-gastrica, oppure l’associazione di due o più cause".

E quali sono i sintomi?

"I più comuni sono il bruciore di stomaco che a volte arriva fino alla gola, il dolore toracico, la difficoltà a deglutire (disfagia), la tosse secca, il mal di gola, il rigurgito, una sensazione di corpo estraneo in gola. Quando si presentano almeno due volte alla settimana o se interferiscono con la vita quotidiana, si parla di malattia da reflusso".

Oltre al fastidio, può avere altre conseguenze?

"Il continuo reflusso acido provoca delle lesioni della parete dell’esofago. A lungo andare queste piccole lesioni possono peggiorare fino a diventare vere e proprie ulcere o portare al cosiddetto esofago di Barrett (una lesione pre-cancerosa dell’epitelio esofageo)".

Passiamo alla cura. In cosa consiste, dottor Olmi?

"Molte persone possono risolvere il problema della pirosi gastrica attraverso un cambio dello stile di vita, soprattutto alimentare (evitando grassi, fritti, piccante, cioccolato, the, menta, vino bianco, agrumi, passata di pomodoro e in generale tutti i cibi che aumentano l’acidità gastrica) e attraverso l’assunzione di una terapia medica al bisogno. Tuttavia, una volta diagnosticata la MRGE, sono necessarie terapie più specifiche con farmaci che tamponano l’acidità gastrica o che riducono la produzione di acido da parte dello stomaco. In situazioni in cui la terapia medica non bastasse o in cui il paziente preferisse evitare di assumere un farmaco per tutta la vita, è indicato passare a procedure chirurgiche mini-invasive. Nel nostro Policlinico la chirurgia della MRGE viene eseguita con tecnica laparoscopica mini-invasiva, con una casistica tra le più importanti in Italia con oltre 500 pazienti trattati. L’intervento (chiamato fundoplicatio) viene eseguito in anestesia generale attraverso 5 buchini e consiste nel rinforzo dello sfintere esofageo inferiore attraverso l’utilizzo del fondo gastrico che viene appunto plicato, ossia piegato, intorno all’esofago con diverse tecniche da scegliere accuratamente a seconda dei casi. La degenza postoperatoria è di circa 3 giorni e sarà caratterizzata dalla graduale ripresa dell’alimentazione. Nelle settimane successive all’intervento sarà possibile notare un certo grado di disfagia, comunque transitoria. La cosa importante nel primo mese postoperatorio sarà alimentarsi con una dieta frazionata (piccoli pasti, frequenti durante la giornata), con prevalenza di cibi morbidi, tritati, frullati, macinati assunti a piccoli bocconi e da masticare bene. Il paziente successivamente verrà periodicamente controllato presso l’ambulatorio chirurgico a distanza di 1 mese, 3 mesi e 1 anno".

Commenti

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  1. Scritto da rota bruno

    prima causa il valore della pensione INPS!!
    seconda causa la lettura dei giornali riguardo la situazione politica !!!!