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Il vescovo Beschi: “Avverto il pericolo di una tensione sociale” fotogallery

Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi nell'omelia per Sant'Alessandro evidenzia la propria preoccupazione per "una crisi che continua ad alimentare profonde preoccupazioni con particolare attenzione al mondo giovanile. Avverto il pericolo di una forte tensione sociale nel momento in cui si intravedono segnali di ripresa. Una turbolenza politica destabilizzante a livello nazionale".

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Una preoccupazione verso i giovani e per una tensione sociale che si fa sempre più evidente e che rischia di esplodere. E’ a questa tensione che monsignor Francesco Beschi dedica parte della sua omelia in occasione di Sant’Alessandro, patrono di Bergamo (leggi qui il testo integrale dell’omelia).

"Desidero ricordare la continuazione di una crisi che continua ad alimentare profonde preoccupazioni con particolare attenzione al mondo giovanile – evidenzia monsignor Beschi -. Avverto il pericolo di una forte tensione sociale nel momento in cui si intravedono segnali di ripresa. Una turbolenza politica destabilizzante a livello nazionale. Nello stesso tempo viviamo la consapevolezza che la strada del criterio e quella he può aprire prospettive. Avvertiamo la necessità di coniugare il radicamento al nostro territorio con l’apertura al mondo, non solo oltre ma dentro i nostri confini. Sentiamo in bisogno di un nuovo slancio. Come non smarrirsi? E una fedeltà allo spirito e al vangelo che produce sempre rinnovamento evangelici inaspettati, che toccano tutti anche coloro che hanno perso la speranza. Abbiamo collocato la fede nell’angolo degli soggetti preziosi o in quelli inutili". 

"Stiamo correndo il rischio di dichiarare l’impossibilità di essere cristiani nel mondo cristiano – prosegue il vescovo di Bergamo -. Dobbiamo resistere a questa tentazione: la chiesa, le nostre parrocchie siano la risposta vivente a questa tentazione. La nostra comunità non ha solo una storia da raccontare in questo senso, ma si impegna ad essere segno evangelico di speranza. La fede in Cristo è la nostra speranza e la nostra ragione. Quest’anno vi inviterò a un rinnovato impegno ad approfondire la fede cristiana, per diventare donne e uomini capaci di Vangelo. La limpida e luminosa testimonianza dei santi risveglino la nostra sincera disponibilità a cogliere e trasformare il sincero sono della fede".

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Ah beh…se lo ha detto il vescovo adesso ne siamo più che certi…peccato che con il suo intervento, abbia sfondato una porta aperta.

  2. Scritto da nino cortesi

    Quando la Chiesa, in generale, qualsiasi Chiesa, sarà come un cittadino onesto (bilanci reali, imu pagata) allora la speranza ci sarà. E Cristo sarà vero non finto. Certo che deve essere la Chiesa a rompere gli indugi ed a praticare buoni e reali princìpi. Il Vescovo di Bergamo almeno lo dice, è uno di quelli buoni anche se pochi.

    1. Scritto da gigi

      se si parte dal presupposto che sono tutti disonesti è tempo perso replicare. La Chiesa è fatta da sacerdoti che mettono al servizio della comunità la loro vita cercando anche di sopperire alle mancanze ( gigantesce e immorali dello stato). basta vedere le missioni, le comunità, tutti i centri di ascolto e sostegno per i disagiati ecc ecc ( lo stato italiano è latitante oppure al massimo fa delle commissioni per capire, vedere, analizzare e basta ) segue

      1. Scritto da lotty

        tutti i servizi che la chiesa offre non sono mai gratuti! Lo stato sovvenziona spendendo molto di più di quanto spenderebbe offrendo gli stessi servizi direttamente, per non parlare poi dell’8 per mille! I sacerdoti se la passano meglio di tanti disoccupati, ha mai visto un prete povero? Le mancanze dello stato sono immorali e lo sono ancor di più quando demanda lo stato sociale al vaticano &C.

      2. Scritto da Gerry

        Già , e dentro il governo dello stato e della regione a comandare per tanti anni chi c’è stato ? E con il supporto di chi ? Io vedo le missioni ma non solo quelle, e lei ?

  3. Scritto da Sandro

    E’ fortunato, caro Vescovo, a vivere in questi tempi: con tutti i possedimenti che avete in tutti i siti più esclusivi di Bergamo, e con tutti i poveri e i disoccupati che aumentano, in tempi di democrazia meno evoluta (dove non si andava troppo per il sottile), avreste rischiato qualche guaio anche voi.

    1. Scritto da giovanni

      facile parlare di patrimoni e possedimenti. anche un poco ipocrita! eh si.. perchè questo intervento che invoca la ”giustizia d’altri tempi” dimentica tutte le opere di carità, di cui magari usufruisce non del tutto conscio anche chi l’ha scritto. eh si.. la caritas, altre opere che soccorrono i poveri, i disagiati, i vari centri d’ascolto, gli asili gestiti da enti ecclesiastici, gli oratori che spesso sono delle ”baby sitter low cost” .. dovrebbero essere gestiti con cosa????

      1. Scritto da Sandro

        Baby-sitter low cost, costruiti coi soldi di chi? Chi fa funzionare gli oratori: il curato, o i volontari civili??? Tutti le beneficenze e le opere pie che elenca lei, coi soldi dei preti e dei vescovi, o ancora soldi donati (negli anni) dai cittadini? Si connetta, quando scrive, please!

  4. Scritto da edoardo

    ancora una volta la chiesa risponde a domande che nessuno le pone, questa volta è ‘la turbolenza politica nel momento in cui si intravedono segnali di ripresa’ della serie: anche noi ci dobbiamo occupare di politica e di economia. Infatti oratori e chiese son sempre più vuoti. Prosit!

    1. Scritto da gigi

      sono domande e riflessioni di un cattolico che parla ai credenti, gli altri, i non credenti evitino di parlare a sproposito e strumentalizzare, vadano avanti a seguire le verità di berlusconi, letta, bossi, casini ………..che brivido !!

      1. Scritto da lotty

        I soldi li prendono anche dai non credenti visto che lo stato sovvenziona con le tasse di tutti i cittadini. La chiesa dovrebbe vivere con le offerte dei soli credenti e allora sì che chi non crede eviterebbe di parlare, caro il mio gigi…

      2. Scritto da edoardo

        se un credente vuol farsi suggestionare dalle parole di un vescovo: liberissimo, ma se si mette a parlar di questioni sociali e politiche forse è il caso che il credente si faccia qualche domanda, altrimenti corre il rischio di diventare ubbiente!

  5. Scritto da Gianmario

    Ma dai per favore rimandatelo a Brescia subito…..adèss

  6. Scritto da Beppe

    E poi?

  7. Scritto da Mimmo

    Ma no?Solo ora avverte la tensione sociale? Ma dove vive? E che aspetta ad accorgersene, l’assaltoaii forni

  8. Scritto da berghem

    ci vuole una rivoluzione senza morti ma democratica tutti questi che ci governano grillo compreso se ne devono andare via

    1. Scritto da gigi

      grillo non governa ed l’unico che può rompere gli schemi dei politicanti in modo democratico. non si preoccupi che se grillo fosse al governo avrebbe già preso ed attuato leggi contro i politicanti, finanziamenti ai partiti e spese. certo i politicanti come pdl, pidimenoelle, udc, lega e gli altri non vogliono

    2. Scritto da Pippo

      Andare via da dove , secondo questa affermazione chi li rimpiazza dovrebbe risolvere problemi generazionali . La rivoluzione è già in atto da anni , da quando le imprese all’inizio anni novanta hanno cominciato a delocalizzare , perchè ci si è accorti di questo solo nel 2008 quando il lavoro è venuto a mancare in italia ??? Secondo me la classe politica farà la fine della classe operaia .

    3. Scritto da andy baumwolle

      questi sono solo slogans

  9. Scritto da poeraITALIA

    CARISSIMO Vescovo faccia il suo lavoro e la politica la lasci
    a chi non è in grado come oggi
    penso che qualsiasi STATO che venga invaso da 1000 persone
    al giorno sia preoccupato per il proprio futuro e dei suoi cittadini